Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1. Il pilota bolognese della Mercedes ha chiuso i conti nel Gran Premio del Messico, diciannovesima prova del Mondiale 2026, tagliando il traguardo dell’Autódromo Hermanos Rodríguez in terza posizione. Gli bastava il nono posto, qualunque fosse il risultato di George Russell e Lewis Hamilton, gli unici due ancora in grado di rinviare la festa. Con quattro Gran Premi da disputare (San Paolo, Las Vegas, Qatar e Abu Dhabi), Antonelli sale a 380 punti ed è ormai irraggiungibile.
A 20 anni e 68 giorni diventa il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1: il primato apparteneva dal 2010 a Sebastian Vettel, iridato a 23 anni. È il terzo italiano campione del mondo dopo Nino Farina e Alberto Ascari, il primo dal titolo conquistato da Ascari con la Ferrari nel 1953. Un’attesa durata 73 anni, chiusa da un ragazzo cresciuto nel vivaio federale di ACI Sport e ACI Team Italia.
“L’Italia è tornata. Oggi non celebriamo solo un campione: celebriamo la fine di un’attesa durata troppo tempo. Come Automobile Club d’Italia e come Federazione sportiva dell’automobilismo, urliamo forte ‘Grazie Kimi’. Grazie per aver riportato il tricolore in vetta alla classifica iridata della Formula 1. Un tricolore che interpreta in maniera forte e importante l’orgoglio nazionale”. Così Geronimo La Russa, presidente dell’ACI, la Federazione sportiva nazionale dell’automobilismo, presente all’Autodromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico, celebra il titolo mondiale di Andrea Kimi Antonelli.
“Un ringraziamento – prosegue il presidente della Federazione – che va anche alla sua famiglia, al suo team, alla Mercedes e a tutti coloro che, nel tempo, hanno creduto in questo immenso talento azzurro. Oggi Kimi mette fine a 73 anni di attesa e ci restituisce una fantastica soddisfazione”.
“Kimi – aggiunge Geronimo La Russa – è espressione del nostro territorio. Un ragazzo solare, che ha iniziato su un kart, con licenza ACI Sport. Che ha vinto il Campionato italiano. Che è stato selezionato dalla nostra Nazionale ACI Team Italia. La sua vittoria inorgoglisce il Paese e la nostra Federazione, dimostrando che il talento in Italia c‘è”.
“Antonelli – conclude il presidente dell’ACI – ha demolito a suon di record e di vittorie la narrazione che non vincevamo più, facendo gioire non solo i tifosi, ma l’intero Paese”.
La stagione della nuova era regolamentare si apre a Melbourne con una doppietta Mercedes. Antonelli sbaglia la partenza e scivola in settima posizione, poi risale fino al secondo posto alle spalle del compagno di squadra George Russell. La Mercedes è la monoposto da battere.
Una settimana dopo, a Shanghai, arriva la svolta. Il sabato Kimi firma la prima pole position della carriera e, a 19 anni, 6 mesi e 17 giorni, diventa il poleman più giovane di sempre, cancellando il primato di Vettel. La domenica Hamilton lo brucia al via, ma l’italiano si riprende la testa già al secondo giro e non la lascia più: prima vittoria in Formula 1, con 5″515 di vantaggio su Russell. Un italiano non vinceva un Gran Premio dal successo di Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006.
A Suzuka Antonelli scatta dalla pole, sbaglia ancora la partenza e scivola sesto. La Safety Car per l’incidente di Bearman gli consegna la testa della corsa, il resto lo fanno il ritmo e il giro più veloce. È il bis: un pilota italiano non vinceva due Gran Premi consecutivi da Alberto Ascari nel 1952. Con questo successo Kimi diventa anche il più giovane leader del Mondiale della storia.
A Miami arrivano la terza pole consecutiva e la terza vittoria, costruita con la sosta al giro 27 che lo riporta davanti a Norris e Verstappen, nonostante un problema al cambio segnalato via radio.
In Canada, su un asfalto inizialmente bagnato, la gara si caratterizza per un corpo a corpo con Russell: al giro 25 il box gli chiede di cedere la posizione al compagno («Mi ha buttato fuori, perché devo cedere?»), ma cinque giri dopo Russell si ferma per un guasto e Antonelli cala il poker.
A Monaco completa il primo Grand Slam della carriera: pole position, vittoria, giro più veloce e tutti i giri al comando. È la quinta vittoria consecutiva e la classifica dice 156 punti contro i 90 di Hamilton, secondo.
Il Mondiale si riapre all’improvviso. A Barcellona Antonelli supera Russell per il secondo posto al giro 61, poi si ferma per un problema tecnico. Vince Hamilton, al primo successo con la Ferrari. In Austria è terzo dietro Russell e Verstappen, frenato da problemi ai freni e da una Virtual Safety Car arrivata nel momento sbagliato.
Il colpo più duro arriva a Silverstone. Pole position e vittoria nella Sprint del sabato, poi una gara condotta a lungo con un ritmo indiavolato. Al giro 42, mentre insegue Leclerc a meno di quattro secondi, cede la sospensione. Kimi chiude sedicesimo, fuori dalla zona punti. Il vantaggio su Russell scende a 25 punti, 179 a 154.
La reazione è immediata. A Spa-Francorchamps Antonelli parte dalla pole, si riprende subito il comando dopo lo scatto di Verstappen e, nella seconda metà di gara, va a prendere e superare la Ferrari di Leclerc a una decina di giri dalla fine. È la sesta vittoria stagionale, la stessa quota raggiunta da Ascari nel 1952.
Prima della pausa estiva arriva il terzo posto in Ungheria, dove guida a lungo con una strategia a una sosta prima di arrendersi a Norris. Alla ripresa, a Zandvoort, prende la testa alla ripartenza dopo la bandiera rossa per l’incidente di Verstappen e chiude secondo, ancora alle spalle del pilota della McLaren. Il 25 agosto Kimi compie 20 anni da leader, con 242 punti: 59 in più di Russell e Hamilton.
Al Gran Premio d’Italia Antonelli si presenta con una penalità che sembra chiudere ogni discorso sulla vittoria. L’italiano per la sostituzione della power unit è costretto a partire diciannovesimo. Davanti al record di oltre 400.000 spettatori, la rimonta è da antologia. Dopo la bandiera rossa per l’incidente di Leclerc risale il gruppo, supera Hamilton, Piastri e Verstappen e al diciottesimo giro è già al comando.
Il finale è un duello con Russell. Al giro 49 Kimi tenta il sorpasso, va lungo sulla ghiaia ma resta in pista; al passaggio successivo l’attacco è quello giusto e Monza esplode. Un italiano torna a vincere il Gran Premio di casa 60 anni dopo Lodovico Scarfiotti. Con la settima vittoria stagionale Antonelli supera Ascari e diventa il pilota italiano con più successi in una singola stagione.
Una settimana dopo, sul nuovo tracciato del Madring, arriva l’ottava vittoria. Questa volta la sorte dà una mano al giovane italiano; la Virtual Safety Car del giro 15 manda in crisi la sosta della McLaren e Norris, fino a quel momento al comando, scivola indietro. Antonelli insegue Leclerc, rimasto in pista con le gomme dure, e quando il monegasco si ferma al giro 48 la corsa è sua. Via radio è lui stesso a indicare Norris come vincitore morale. Il vantaggio su Russell sale a 81 punti.
Seguono tre gare di gestione. Quinto a Baku, dopo un incidente e una rimonta a suon di sorpassi; secondo a Sepang, sede del Gp del Bahrain, alle spalle di Verstappen; terzo a Singapore, nonostante un problema al pedale del freno.
Ad Austin il primo match point: pole position, strategia a una sosta e nona vittoria con 13″078 su Leclerc. L’ottavo posto di Russell e il quarto di Hamilton, però, rinviano la festa di una settimana.
In Messico Antonelli parte dalla quarta posizione: quinto in qualifica, guadagna una piazza per la penalità inflitta a Verstappen. La pole è di Hamilton, la prima con la Ferrari, davanti a Russell: proprio i due piloti che potevano ancora rinviare il verdetto.
Antonelli parte quarto e gestisce la domenica come un veterano. Non si fa coinvolgere nei guai mentre davanti succede di tutto. Hamilton scatta bene dalla pole, ma alla prima curva Leclerc, che ha appena passato Russell, lo affianca. Le due Ferrari vanno larghe e davanti esce Leclerc. Volano stracci tra i due ferraristi: Hamilton protesta via radio, dice di essere stato spinto fuori dal compagno. I commissari danno 5 secondi a Leclerc per aver tagliato la curva e 10 a Russell per il contatto con Hadjar. Nei primi giri si ritira Alonso e serve una Virtual Safety Car per recuperare l’Aston Martin di Stroll.
Nel box Ferrari la tensione sale. Hamilton afferma che la direzione gara vuole far vincere Leclerc. Al 28° giro arriva la svolta. Leclerc si ferma e sconta la penalità, Verstappen entra con lui ed esce davanti. Antonelli allunga lo stint e resta al comando per una quindicina di giri. Si ferma al 44° e rientra quarto.
Al 45° giro sulla Cadillac di Bottas cede la sospensione anteriore sinistra in pieno rettilineo e la vettura finisce contro le barriere della curva 1. Il finlandese esce da solo e sta bene. Prima entra la Safety Car, e Hamilton, Russell e Piastri ne approfittano per cambiare le gomme. Poi arriva la bandiera rossa per riparare le protezioni, con circa quaranta minuti di stop.
Alla ripartenza da fermo Verstappen resta davanti a Hamilton e Leclerc. Al 48° giro Antonelli supera il ferrarista e si prende il terzo posto che vale il Mondiale. Verstappen finisce sotto indagine per un errore di posizionamento in griglia, ma i commissari non prendono provvedimenti. Al 59° giro Lindblad va a muro con la Racing Bulls dopo un contatto con Piastri e torna la Safety Car (i commissari esamineranno l’episodio dopo la gara). Si riparte con nove giri da fare. Hamilton resta sempre a mezzo secondo da Verstappen ma non trova lo spazio per attaccare. Antonelli controlla il terzo posto senza rischi.
Leclerc è quarto davanti a Norris. Poi arrivano Russell, Piastri, Colapinto, Lawson e Gasly. Per Verstappen è la terza vittoria della stagione. Per la Mercedes è il primo titolo piloti dal 2020, quando a vincerlo fu Hamilton, il pilota che proprio Antonelli ha sostituito.
Al traguardo Antonelli è terzo e sale a 380 punti.
Cambia anche l’ordine della classifica nel mondiale piloti: con questa vittoria Max Verstappen supera sia Russell che Hamilton e si porta al secondo posto a quota 261, due più di Hamilton.
Le cifre delle prime 18 gare, prima della notte messicana:
La storia di questo titolo comincia nell’estate del 2014, quando un bambino di non ancora otto anni partecipa al Kart Summer Camp di ACI Sport e attira l’attenzione di Giovanni Minardi. Da lì il percorso nella Scuola Federale ACI Sport “Michele Alboreto” e in ACI Team Italia: il titolo Easykart 60 al debutto nel 2015, due Europei FIA Karting nella categoria OK (2020 e 2021), la vittoria al Supercorso Federale ACI Sport nel 2021.
In monoposto la salita è rapidissima: campione italiano e tedesco di Formula 4 nel 2022, doppio titolo in Formula Regional nel 2023, una sola stagione in Formula 2 e, nel 2025, il debutto in Formula 1 con la Mercedes, nel sedile lasciato libero da Hamilton. L’anno da rookie si chiude al settimo posto con tre podi. La seconda stagione, con il numero 12 scelto in onore di Ayrton Senna sul musetto della Freccia d’Argento, è già entrata nella storia.
Confermati fino al 31 ottobre 2027 i divieti per benzina fino a Euro 2 e diesel fino a Euro 3, anche per i residenti. Prima domenica ecologica il 15 novembre
Lewis Hamilton ha conquistato la sua prima pole position con la Ferrari. Alle sue spalle Russell e Leclerc. Antonelli a caccia del mondiale