
Testo di Fabio Madaro
Auto elettriche. L’estate è sinonimo di vacanze, viaggi e libertà. Ma per i possessori di auto elettriche o ibride plug-in, la bella stagione porta con sé anche qualche sfida in più. Temperature elevate, lunghi tragitti con auto cariche di passeggeri e bagagli, l’aria condizionata che lavora a pieno ritmo e la necessità di ricariche più frequenti possono mettere sotto stress sia le batterie sia l’automobilista.
Niente paura: guidare auto elettriche nei mesi più caldi si può fare in tutta tranquillità. Anzi, con qualche semplice accorgimento si può migliorare l’efficienza, proteggere la salute del pacco batterie e affrontare anche i viaggi lunghi in serenità, godendosi il silenzio e la fluidità tipici della guida elettrica.
In questo articolo trovi perciò una guida pratica per affrontare l’estate con la tua EV o PHEV: consigli per il parcheggio, per l’uso del climatizzatore, per la ricarica smart e per una guida ottimizzata. Senza dimenticare un focus sulle infrastrutture italiane di ricarica, in continua crescita. Perché l’estate, anche in elettrico, può essere la stagione più bella per mettersi in viaggio.
Le batterie agli ioni di litio, cuore pulsante delle auto elettriche e ibride plug-in, non amano né il freddo né il caldo eccessivo. Con temperature superiori ai 30–35 °C, il pacco batterie può surriscaldarsi, costringendo il sistema a limitare le prestazioni per proteggere i componenti. La conseguenza? Autonomia ridotta e tempi di ricarica più lunghi.
Il consiglio: parcheggia sempre all’ombra o in garage, utilizza tendine parasole e, se possibile, imposta il climatizzatore da remoto (molte EV lo permettono via app) mentre l’auto è ancora collegata alla rete: raffreddare l’abitacolo senza consumare batteria fa la differenza.

In estate, i sistemi di gestione termica delle batterie intervengono per evitare il surriscaldamento, rallentando le ricariche rapide o addirittura interrompendole temporaneamente. Inoltre, le colonnine esposte al sole possono anch’esse essere soggette a cali di efficienza.
Il consiglio: prediligi le ricariche nelle ore più fresche (mattino presto o sera) e, se possibile, programma la ricarica domestica durante la notte. Evita di arrivare spesso allo 0% o caricarla fino al 100%: l’ideale è mantenere la batteria tra il 20 % e l’80 % per preservarne la salute.

Con l’estate aumentano i viaggi lunghi. Ma un viaggio in EV richiede una pianificazione più attenta: l’autonomia può calare per via dell’uso intensivo del climatizzatore e dell’eventuale carico a bordo (bagagli, bici, box da tetto).
Utilizza quindi le app di navigazione integrate nei sistemi dell’auto o app esterne come A Better Route Planner, Chargemap o Nextcharge, che segnalano colonnine disponibili, compatibilità con la tua vettura, potenza di ricarica e persino feedback degli utenti.
Non dimenticare di portare con te i cavi giusti (Type 2 per le colonnine AC, CCS per le fast DC) e una tessera RFID o app dei principali operatori (Enel X, Plenitude, Ionity, ecc.).
Secondo i dati aggiornati di Motus‑E (luglio 2025), in Italia sono attivi oltre 65.992 punti di ricarica pubblici, suddivisi tra corrente alternata (AC) e continua (DC fast). Le regioni più servite sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia‑Romagna, Lazio e Toscana, ma anche il Sud e le Isole stanno colmando il divario, grazie ai fondi del PNRR.
Le infrastrutture si concentrano nelle aree urbane, centri commerciali, hotel, stazioni di servizio autostradali e parcheggi pubblici. Crescono anche le cosiddette destination charger, ovvero colonnine installate presso agriturismi, resort e campeggi. Per un elenco sempre aggiornato, consulta il portale www.motus‑e.org.
Secondo l’associazione italiana, su 1.057 punti di ricarica, l’86 % è in corrente continua e il 64 % supera i 150 kW di potenza (con queste potenze è possibile “fare il pieno” velocemente). Attualmente il 42 % delle aree di servizio è dotato di infrastrutture di ricarica.
L’aria condizionata è fondamentale, ma può impattare sull’autonomia di un’auto elettrica fino al 15 % in città. In marcia costante (autostrada), l’effetto è minore, ma comunque presente.
Se l’auto lo permette, usa la funzione eco‑clima, che regola in modo efficiente la potenza. Raffredda l’abitacolo quando sei ancora in ricarica, e imposta una temperatura realistica: 24 °C bastano per stare comodi, senza prosciugare la batteria.
Inoltre l’efficienza di una EV è strettamente legata allo stile di guida. In estate, si è più rilassati, ma spesso anche più carichi (bagagli, passeggeri). Evita accelerazioni brusche, sfrutta il one‑pedal drive e, dove possibile, guida in modalità B o Eco, soprattutto in discesa o in città.
Chi guida una plug‑in spesso si “dimentica” di ricaricarla, sfruttando perlopiù il motore termico. D’estate, però, usare la parte elettrica è ancora più vantaggioso: zero emissioni nei centri storici, climatizzatore alimentato dalla batteria e minori consumi complessivi.
In questo caso il consiglio è: ricarica la PHEV ogni volta che puoi, magari durante una sosta al ristorante o al supermercato. Anche solo 20 km di autonomia in elettrico possono fare la differenza.
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