
Testo di Mattia Eccheli
L’obiettivo del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini era quella di ottenere l’approvazione del nuovo Codice della Strada entro la fine di luglio. Dopo il passaggio alla Camera, quello al Senato sembra presentarsi piuttosto insidioso perché le osservazioni al testo sono numerose. Il problema è che dei 449 emendamenti presentati dai vari partiti, 65 sono firmati da esponenti degli altri partiti di maggioranza. 54 arrivano dai banchi di Forza Italia e 11 da quelli di Fratelli d’Italia, fra i quali quello del relatore, Andrea de Priamo.
Eventuali modifiche del Senato al testo approvato dall’altro ramo del Parlamento imporrebbero un nuovo confronto in aula con un conseguente allungamento dei tempi. La maggioranza ha i numeri per bocciare le proposte formulate dai partiti di opposizione (192 del PD, 109 del Movimento 5 Stelle, 42 del Gruppo Misto, 20 di Italia Viva e addirittura 15 dell’altoatesino Meinhard Durnwalder.
Ma la Lega, il movimento di cui Salvini è segretario politico, non ha la forza per imporre agli alleati l’approvazione del provvedimento. L’eventuale ricorso alla fiducia, una sorta di “tagliola” per tutti gli emendamenti, è già stato massiccio e rischia di inasprire rapporti già piuttosto tesi dopo i voto europeo: quello degli elettori e quello sulla Commissione.
Il nuovo CdS introduce un ulteriore giro di vite per chi telefona al volante, guida dopo aver alzato troppo il gomito o aver fatto uso di stupefacenti: non è più nemmeno necessario lo stato di alterazione perché sono sufficienti i risultati delle analisi del sangue. Oltre alla sospensione della patente di varia durata, le sanzioni pecuniarie possono arrivare fino a 3.000 euro. Il tasso alcolemico consentito a professionisti della guida e neopatentati è stato portato a zero.
L’inasprimento riguarda in particolare i recidivi: è prevista la revoca a vita della licenza di guida in caso di un secondo omicidio colposo. Il provvedimento è meno restrittivo nei confronti dei neopatentati, ai quali, per i primi 3 anni, permette di guidare macchine con un rapporto potenza/peso fino a 75 kW/tonnellata (prima erano 55) e comunque con al massimo 143 Cv (prima erano 90). Uno degli emendamenti più discussi (e forse discutibili) è quello di Forza Italia che chiede l’eliminazione dell’obbligo di indossare il casco per gli utenti con più di 18 anni che noleggiano un monopattino da 20 km/h di velocità massima.
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