
Lo stabilimento Stellantis di Cassino, situato nel comune di Piedimonte San Germano, a tre chilometri dalla cittadina in provincia di Frosinone, ha chiuso il 2024 con 26.850 auto prodotte, determinando una flessione negativa del -45% rispetto al 2023 (48.800), la peggiore nella storia dello stabilimento. Cassino, come Melfi e Mirafiori, rientra tra le fabbriche che hanno perso un consistente volume produttivo (per sapere com’è andato il 2024 dell’automotive in Italia clicca QUI).
• Produzione Totale: 26.850 unità (-45%)
• Modelli Principali: Alfa Romeo Giulia (20%), Alfa Romeo Stelvio (53%), Maserati Grecale (27%), disponibile anche full electric.
Le potenzialità dello stabilimento di Cassino sono notevoli, basta pensare che nel 2017, sull’onda dell’entusiasmo dell’uscita della Giulia, la produzione è stata cinque volte l’attuale (135.263), con 2.000 dipendenti in più. Attualmente gli occupati sono intorno alle 2.500 unità. Il plant di Cassino è stato coinvolto da numerose fermate produttive, complessivamente circa 60 giorni in CDS (contratto di solidarietà).
Attualmente lo stabilimento è organizzato su un solo turno e, come si può vedere dai numeri sopra, il modello che assicura più volumi (il 53%) è l’Alfa Romeo Stelvio, seguita dalla Maserati Grecale (37%), che è disponibile anche elettrica, e per il 20% da Alfa Romeo Giulia. Tutti e tre i modelli sono ingegnerizzati sulla medesima piattaforma, la “Giorgio”, che ha debuttato con la Giulia, presentata nel 2015.
Nonostante il pianale Giorgio abbia rappresentato un grosso passo in avanti per il Biscione, poiché poteva ospitare un motore longitudinale e, soprattutto, poteva contare sulla trazione posteriore, assente dal lontano 1993, la Giulia non ha decollato.
La berlina, sia nel 2023 che nel 2024, risulta assente nella classifica delle 50 auto più vendute in Italia. Ma anche se si retrocede di qualche anno, arrivando al 2017, che doveva essere l’anno del grande ritorno di una “vera” Alfa, la berlina del Biscione è sempre assente. Nel dicembre ’17 risultavano immatricolate 838 unità (guarda QUI). Un risultato “figlio” dei tempi; alla base un ottimo prodotto, ma carente sotto il profilo del sistema multimediale e della tecnologia.
I vertici della Casa si sono quindi affrettati a sfruttare il potenziale della piattaforma Giorgio per soddisfare la richiesta dei consumatori, che chiedevano a gran voce una suv.

Ecco che quindi che arriva l’Alfa Romeo Stelvio, un modello che ha registrato un discreto successo, specie nei primi anni (nel 2018 sono state immatricolate 12.839 unità). La suv della Casa di Arese però negli ultimi 4 anni ha perso buona parte del suo appeal, perché i gusti del pubblico di riferimento sono cambiati radicalmente.

Poi c’è la Maserati Grecale, anch’essa ingegnerizzata sulla piattaforma Giorgio. La suv del Tridente, rappresenta il 27% del volume produttivo. Numeri complessivamente ridotti specie se si tiene conto che viene proposta anche nella variante elettrica Folgore.
La Grecale, che nel 2024 ha venduto poco più di 3mila unità, sostiene da sola praticamente tutto il marchio Maserati, le cui effettive sorti sono nelle mani del nuovo Ceo, che si insidierà quest’anno.
Il piano di Stellantis prevede per lo stabilimento di Cassino l’arrivo della nuova piattaforma STLA Large, sulla quale verranno ingegnerizzati sia la nuova Stelvio che la nuova Giulia.
Nel dettaglio i modelli attesi:
Il pianale STLA Large è multienergia, quindi, può ospitare sia powertrain elettrici sia ibridi. Anche perché recentemente Alfa Romeo ha fatto retromarcia sulla strategia “full electric”.
L’avvento della STLA Large restituisce un bel po’ di ossigeno alla fabbrica di Cassino. Le nuove generazioni di Stelvio e Giulia non garantiranno elevati volumi produttivi (sono prodotti premium di lusso), ma assicurano buoni margini operativi, oltre all’occupazione dei lavoratori.
Imparato, ex Ceo di Alfa Romeo, alcuni mesi fa aveva anticipato dei numeri assolutamente interessanti per la Stelvio elettrica: oltre 700 km di autonomia, un “pieno” in 18 minuti e potenze da 250 a 1.000 CV.
Non sono invece trapelate notizie sull’inedito modello top di gamma che arriverà nel 2027.
Attivo dal 1972, nel corso degli anni nella fabbrica di Cassino sono state assemblate oltre 7 milioni di vetture per diversi marchi: Fiat, Lancia e Alfa Romeo.
Sono uscite dalla fabbrica di Viale Giovanni Agnelli modelli iconici come la Fiat 126 (4,6 milioni di unità prodotte), la 131 (1,5 milioni di vetture in Italia), la Ritmo (oltre 2milioni di unità prodotte), la Tipo (2milioni di unità). Ma anche la Bravo e la Giulietta, che hanno rappresentato un buon volume di unità prodotte. Non sono mancati modelli controversi accolti con freddezza dal pubblico, come la Fiat Croma e la famiglia della Stilo.
Di seguito un elenco dei principali modelli prodotti:
L’idea di costruire un grande stabilimento Fiat nel Lazio nasce nei primi anni ‘70, in un periodo di espansione per il marchio torinese. Il primo modello prodotto a Cassino è la Fiat 126, un’utilitaria che rappresenta una parte integrante della tradizione delle city car italiane. Con la Fiat 131, lanciata nel 1974, la fabbrica inizia a guadagnare importanza.

Il vero salto arriva nel 1978, quando nello stabilimento viene installato il Robogate Comau, un sistema automatizzato di assemblaggio che velocizza la produzione automobilistica dell’epoca. Cassino aumenta rapidamente la produzione grazie all’arrivo di nuovi modelli, come la Fiat Ritmo (1978) e la Regata (1983).

Nel 1988, Cassino accoglie la Fiat Tipo, una vettura che segna un punto di svolta nella storia della Fiat: carrozzeria completamente zincata, design innovativo e una qualità costruttiva superiore rispetto ai modelli precedenti. Il successo della Tipo porta a un aumento della produzione, con l’impianto che arriva a produrre mille auto al giorno. Segue, nel 1989, la Fiat Tempra, derivata dalla Tipo e prodotta in diverse varianti, tra cui la versione station wagon e quella van denominata Marengo.
Negli anni successivi, la fabbrica continua la sua espansione con il lancio della famiglia di modelli Bravo, Brava e Marea (1995-1996), che vanno a sostituire progressivamente la produzione della Tipo e della Tempra.
Con il nuovo millennio, lo stabilimento vive una fase di profonda ristrutturazione. Il vecchio Robogate viene smantellato e, nel 2001, sostituito dal più moderno Open Gate, che migliora la precisione e l’efficienza della produzione. Il primo modello realizzato con questo nuovo sistema è la Fiat Stilo, disponibile in versione berlina 3 porte e station wagon. Il volume produttivo annuale sale a 250.000 unità, nonostante lo scarso successo della Stilo.
Nel 2007, la Stilo viene sostituita dalla Fiat Bravo di seconda generazione, che riscuote un discreto successo commerciale. Poco dopo, nel 2008, a Cassino inizia la produzione della Lancia Delta (3ª generazione), seguita nel 2010 dall’Alfa Romeo Giulietta, ingegnerizzata sulla piattaforma Compact.

Nel 2016, con il lancio della nuova Alfa Romeo Giulia, il sito viene ufficialmente trasformato nello stabilimento Alfa Romeo, con una chiara vocazione premium. Poco dopo, viene avviata anche la produzione dell’Alfa Romeo Stelvio, la prima suv della casa del Biscione.
L’investimento nella fabbrica è massiccio, con nuove infrastrutture, una maggiore automazione e processi produttivi più orientati alla sostenibilità, grazie all’uso di energia derivata da fonti rinnovabili. Un cambiamento talmente radicale che oggi l’impianto fa parte del programma di Stellantis che prevede il miglioramento continuo della propria efficienza produttiva.

Treni, aerei, bus, metro e porti: febbraio 2026 si preannuncia come uno dei mesi più difficili per la mobilità in Italia. Sono 26 gli scioperi proclamati
Secondo una recente indagine di Carfax, due italiani su tre temono di essere raggirati, con il 19% che ha subito una frode effettiva. Come fare per evitare truffe?