
Testo di Mattia Eccheli
Presentato in febbraio, il programma 2024 per gli incentivi all’acquisto di auto meno inquinanti è progressivamente slittato, accompagnato da riflessioni e polemiche. La nuova scadenza dovrebbe essere la fine di maggio, forse l’inizio di giugno. I fondi disponibili sono 793 milioni di euro in totale per il nuovo: la cifra è teorica, perché 120 appartenevano alla dotazione stanziata dal Governo Draghi e sono già esauriti. Tuttavia si possono sommare i 20 per l’usato e i 50 sperimentali per i noleggio a lungo termine.
Le riflessioni sono quelle di rivenditori, costruttori e associazioni, che rilevano i dati del mercato. L’attesa per l’entrata in vigore del dispositivo sui bonus ha fatto crollare le vendite delle elettriche (le risorse sono pari a 240 milioni). I volumi sono scesi del 20% e la penetrazione, già bassa, è calata ulteriormente: nel trimestre inaugurale del 2023 era del 3,7%, mentre nello stesso periodo del 2024 è stata del 2,8%.
Le polemiche sono anche fra gli stessi ministri. Matteo Salvini, responsabile delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, ha criticato il dispositivo perché andrebbe a finanziare soprattutto l’acquisto di veicoli cinesi. Adolfo Urso, che guida il dicastero delle Imprese e del Made in Italy, lo ha smentito ricordando non solo come anch’egli abbia sottoscritto il piano, ma anche come nel 2023 appena il 2% sia stati impiegato per comperare auto provenienti dal Celeste Impero. Secondo Urso il programma di quest’anno “è stato ancor più disegnato sul modello della produzione nazionale e sul modello delle esigenze dei ceti popolari”.
In funzione dell’indicatore della situazione economica equivalente, il contributo per l’acquisto di un’elettrica può arrivare fino a 13.500 euro, ossia con una maggiorazione del 25% con ISEE fino a 30.000 euro. L’obiettivo resta quello di svecchiare il parco circolante per far sparire dalle strade modelli Euro 0, 1, 2 e 3. “Abbiamo quello più vecchio e inquinante d’Europa”, ha osservato il ministro del Made in Italy. Iva esclusa, il tetto massimo di spesa è stato fissato in 35.000 euro per le fasce 0-20 g/km e 61-135 e in 45.000 per quella 21-60.
I bonus del Belpaese valgono non solo per le elettriche, ma anche per le plug-in (le cui emissioni reali rilevate in Europa sono almeno 3,5 volte quelle omologate), per le ibride e per le auto alimentate da motori a combustione interna a benzina e diesel oltre che metano e GPL. Per la conversione “gassosa” di veicoli almeno Euro 4, l’esecutivo ha previsto 10 milioni di euro: 800 euro per il metano e 400 per il GPL. L’erogazione degli incentivi non ha effetti retroattivi.
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