
Come riportato da Automotive News Europe, sebbene ci fosse da aspettarselo viste le premesse, l’entusiasmo iniziale delle case automobilistiche cinesi per il mercato europeo delle auto elettriche ha subito una brusca frenata a luglio. E questo a causa dei nuovi dazi imposti dall’Unione Europea.

Secondo i dati di Dataforce, le immatricolazioni “cinesi” nell’UE hanno registrato un crollo del 45% a luglio rispetto al mese precedente. Un calo che, sebbene parzialmente attribuibile all’anticipazione delle vendite prima dell’entrata in vigore dei dazi, evidenzia l’impatto significativo di queste nuove barriere commerciali. Però, da sottolineare, come i marchi cinesi non abbiano subito un calo così netto rispetto alla riduzione complessiva del 36% delle vendite di veicoli elettrici nei Paesi monitorati.
Nonostante il quadro generale sia negativo, ci sono delle eccezioni. BYD, il colosso cinese delle batterie e delle auto elettriche, continua a macinare numeri, triplicando le sue vendite a luglio rispetto all’anno precedente. La strategia del Gruppo è chiara: assorbire i costi dei dazi e proseguire l’espansione in Europa, un mercato considerato strategico per la sua crescita globale.
Tuttavia, non tutti i marchi cinesi hanno avuto lo stesso successo: le vendite di MG sono scese del 20% e quelle di Polestar, sussidiaria di Geely, sono diminuite del 42%. I dati di Dataforce includono i maggiori mercati dell’UE come Germania, Francia e Italia, mentre i risultati completi per tutti i 27 Paesi saranno disponibili a breve. Nel frattempo, i produttori europei, tra cui Volkswagen e Stellantis, stanno stringendo alleanze con le controparti cinesi per abbattere i costi e rimanere competitivi.

Ricordiamo che le nuove tariffe UE, introdotte a seguito di un’indagine che ha rivelato come i sussidi cinesi stavano causando danni economici ai produttori europei, colpisce diversi marchi: MG è soggetta a un’imposta aggiuntiva del 37,6%, mentre Geely e BYD devono affrontare un aumento rispettivamente del 19,9% e del 17,4%.
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