
Dopo l’approvazione del Parlamento europeo a inizio mese, i Paesi dell’Unione hanno dato oggi il via libera finale alla modifica del regolamento sulle emissioni di CO₂ per auto e furgoni. La decisione è arrivata durante la riunione del Consiglio Affari Generali dell’Ue: tutti gli Stati hanno votato a favore, tranne Belgio e Svezia che si sono astenuti. Con questa approvazione, il nuovo regime potrà entrare in vigore entro l’anno, una volta pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
Come già riportato nel nostro precedente articolo, la modifica introdotta dalla Commissione europea consente ai costruttori di automobili di calcolare le emissioni medie della propria flotta su un periodo di tre anni, dal 2025 al 2027, invece che ogni anno. Questo allentamento temporale permetterà alle aziende di raggiungere l’obiettivo di riduzione del 15% rispetto ai livelli del 2021 (pari a 93,6 grammi di CO₂ per chilometro) senza incorrere in sanzioni già nel primo anno. Secondo il presidente di Acea e CEO di Renault, Luca de Meo, il rischio sanzioni per l’industria sarebbe potuto arrivare fino a 15 miliardi di euro nel solo 2025.
La nuova regola non modifica i target ambientali, ma concede più flessibilità nel percorso per raggiungerli. I costruttori potranno compensare eventuali sforamenti nel 2025 con risultati migliori nel 2026 e nel 2027. Resta inoltre la possibilità di aderire a sistemi di “pool” con aziende più virtuose, come i produttori di veicoli elettrici, acquistando da questi crediti di CO₂ utili a bilanciare eventuali eccedenze.
Il Parlamento europeo aveva già approvato la modifica con procedura d’urgenza. Il testo, che non ha subito ulteriori ritocchi, verrà ora sottoposto alla consueta revisione giuridico-linguistica prima dell’adozione formale. Gli obiettivi di lungo periodo rimangono invariati: entro il 2030, le emissioni medie per veicolo dovranno ridursi del 55% rispetto al 2021 (sotto i 49,5 g/km), fino ad azzerarsi completamente nel 2035.
Il Gruppo deve affrontare ritardi nella produzione dei veicoli elettrici Peugeot a causa di problemi nell'impianto ACC
Treni, aerei, bus, metro e porti: febbraio 2026 si preannuncia come uno dei mesi più difficili per la mobilità in Italia. Sono 26 gli scioperi proclamati