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Auto a Gpl e metano, ecco gli incentivi per trasformare i veicoli già circolanti

di Emiliano Ragoni - 29/06/2026

Il mercato dell'usato italiano continua a crescere

In breve

  • Pubblicato sul sito Mimit il Dpcm 10 giugno 2026 che rimodula il Fondo Automotive 2026-2030 e introduce, all’articolo 5, gli incentivi al retrofit a gas su veicoli già circolanti.
  • Contributo fisso di 400 euro per impianti a Gpl e 800 euro per impianti a metano, su veicoli M1 omologati almeno Euro 3, anche per persone giuridiche.
  • Dotazione complessiva: 20 milioni nel quinquennio (4+5+5+5+1).
  • Il presidente di Assogasliquidi-Federchimica Matteo Cimenti ringrazia il Ministro Urso per una misura che sostiene consumatori, industria del Gpl e officine di trasformazione.
  • Il mercato del retrofit a gas è calato dell’82% tra il 2012 e il 2025.

Il decreto pubblicato sul sito Mimit

È stato pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il Dpcm 10 giugno 2026 che rimodula le risorse del Fondo Automotive per il quinquennio 2026-2030 (qui). Tra le diverse misure previste, include all’articolo 5 il contributo per l’installazione di impianti a Gpl e metano per autotrazione su autoveicoli di categoria M1 già circolanti. Il provvedimento, firmato digitalmente il 5 giugno 2026 dal Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano su delega del Presidente del Consiglio, dà attuazione a quanto annunciato dal Ministro Adolfo Urso lo scorso gennaio in occasione del Tavolo Automotive.

Gli importi e i veicoli ammessi

Il contributo è riconosciuto a persone fisiche e giuridiche, con l’esclusione delle persone giuridiche che esercitano attività di commercio di autoveicoli di categoria M1, che installano impianti nuovi a Gpl o metano per autotrazione su veicoli omologati in una classe non inferiore a Euro 3. L’importo è fisso e differenziato per tipo di impianto: 400 euro per la trasformazione a Gpl, 800 euro per quella a metano.

Rispetto alla misura 2024, che riguardava solo persone fisiche con veicoli almeno Euro 4, il nuovo provvedimento abbassa la soglia ambientale a Euro 3 ed estende l’accesso anche alle persone giuridiche, ampliando così la platea dei beneficiari alle flotte aziendali.

Il meccanismo di erogazione resta quello già sperimentato: il contributo è corrisposto dall’installatore al beneficiario mediante compensazione con il prezzo dell’impianto e dell’operazione di montaggio. Le imprese costruttrici degli impianti rimborsano poi l’importo all’installatore e lo recuperano come credito d’imposta, nell’esercizio in cui viene aggiornata la carta di circolazione del veicolo.

La dotazione finanziaria

Il decreto nell’articolo 5, comma 5, indica la seguente dotazione: 4 milioni di euro per il 2026, 5 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e 1 milione per il 2030. La somma di queste annualità porta a un totale di 20 milioni di euro.

Ai fini pratici, per chi prenota il contributo conta la disponibilità annuale stabilita dal decreto: ogni anno ha un proprio plafond e l’ultima annualità, il 2030, dispone di una dotazione particolarmente contenuta, pari a un solo milione di euro.

Il commento di Assogasliquidi

Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, ha commentato la pubblicazione del decreto sottolineando il contesto di forti tensioni internazionali che hanno inciso sui costi dell’energia. Secondo Cimenti il provvedimento permette di raggiungere diversi obiettivi: garantire a persone e famiglie che non possono permettersi l’acquisto di una nuova auto di continuare a muoversi e circolare in città risparmiando sui consumi. Inoltre, consente di sostenere le imprese italiane della componentistica e della distribuzione di gas per autotrazione, e favorire la crescita dell’indotto rappresentato dalle officine di trasformazione, riducendo al contempo le emissioni di CO2 e di particolato delle auto già circolanti.

Cimenti ha poi ringraziato il Ministro Urso e il Governo per l’attenzione dedicata al settore e per aver concretizzato una misura strutturale che coniuga sostegno ai consumatori e supporto alla competitività dell’industria nazionale.

Il contesto: un mercato calato dell’82%

La misura punta a sostenere un comparto, quello della trasformazione a gas dei veicoli già circolanti, che secondo i dati richiamati da Assogasliquidi è calato dell’82% tra il 2012 e il 2025. Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di rimodulazione del Fondo Automotive, che nel quinquennio 2026-2030 destina risorse che, tra le altre, vanno anche alle infrastrutture di ricarica domestica e a un nuovo programma sperimentale di noleggio sociale a lungo termine gestito da Aci.

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