La Ferrari porta in acqua il suo DNA: Hypersail debutta con la livrea alla Milano Design Week. C’è un filo sottile che collega la prua affusolata di un monoscafo oceanico da 100 piedi a una Hypercar che ha vinto Le Mans. Non è solo estetico.
Ferrari Hypersail, il progetto con cui Maranello si avventura nella vela offshore ad alte prestazioni, rappresenta la prima volta del Ferrari Design Studio con un oggetto che non ha quattro ruote.
La scelta cromatica dominante è il Giallo Fly e, chiaramente, non è casuale. Questo colore porta con sé una storia precisa: nacque dall’intuizione di Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso, noto per il suo casco giallo, e amica di Enzo Ferrari. Fu adottato per la prima volta su una 275 GTB, la prima Ferrari gialla della storia. Da allora è rimasto nella memoria collettiva del marchio come la sua “seconda anima” cromatica.
Nel contesto di Hypersail, la parola “fly” acquista un doppio significato: il nome del colore incontra la natura stessa dell’imbarcazione, concepita per volare letteralmente sull’acqua grazie a un sistema di foil avanzato.
Il Giallo Fly si applica in contrasto con il Grigio Hypersail, che è una nuova variante del grigio carbonio. Questa tonalità scura non è un semplice tono neutro ma la diretta traduzione visiva del materiale strutturale principale della barca. Cabina, foil e linee della murata diventano così superfici dove il giallo emerge con la stessa forza con cui distingue le vetture più iconiche di Maranello. Il riferimento più diretto è la 512 BB, primo esempio di quella che Ferrari chiama livrea “integrata”.
Flavio Manzoni, Chief Design Officer di Ferrari, definisce Hypersail “un’opportunità inattesa”. È una formula diplomatica per descrivere una sfida progettuale che non lasciava molti margini: in una barca offshore, la forma non negozia con l’estetica. La vince, o la condiziona profondamente.
Il Ferrari Design Studio ha lavorato in simbiosi con l’architetto navale Guillaume Verdier e con il team di ingegneri guidato da Matteo Lanzavecchia, Head of Vehicle Engineering e Cto del progetto Hypersail. Il risultato è un processo in cui ogni curva nasce dall’interazione tra vento, acqua e velocità, con il design che interviene per trasformare quei vincoli in qualcosa di identificabile.
La silhouette affusolata cita le proporzioni della Monza SP1/SP2. Il coachroof sulla coperta richiama l’architettura della 499P. I pannelli solari, integrati nella coperta e nelle murate, sono stati posizionati seguendo uno studio avanzato dell’esposizione solare durante la navigazione. I pannelli sono calpestabili, dotati di grip specifico, fissati con clip tecniche.
Il logo Ferrari sulla vela si inserisce in una traiettoria visiva precisa: la stessa “F lunga” già apparsa sull’ala della monoposto F1 2023/2024, sulla Daytona SP3 donata a Pebble Beach, sulla linea Lifestyle. Una coerenza di segno che attraversa categorie di prodotto molto diverse.
Dal 22 al 26 aprile, durante la Design Week, il progetto è raccontato in due luoghi. Il Ferrari Flagship Store di Milano ospita un percorso espositivo che ripercorre design, ingegneria e scelte progettuali di Hypersail. Sulla terrazza principale di Highline Milano, affacciata su piazza del Duomo, il Ferrari Design Studio ha installato una scultura-faro che identifica Hypersail come punto di riferimento visivo per tutta la settimana.
Una scelta coerente con la natura del progetto: non solo un’imbarcazione, ma una dichiarazione di come Ferrari intende il confine tra mondi diversi. Il Cavallino Rampante, che si appresta a svelare la sua prima auto elettrica, si sta lentamente trasformando in qualcosa di molto più grande di una semplice azienda automobilistica abbracciando mondi complementari con il tema della velocità pura.
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