La versione estiva di El Prix, il “più grande test al mondo per auto elettriche” secondo la definizione dell’Automobil Club della Norvegia (NAF) che conduce periodicamente le prove, ha coinvolto è l’auto con la maggiore percorrenza (781 chilometri) davanti alla statunitense Lucid Gravity (720), un Suv da quasi 2,6 tonnellate di peso, e alla Mercedes CLA (675).
L’autonomia rilevata è tuttavia ingannevole perché se per la vettura del costruttore bavarese supera di 11 chilometri quella omologata, per gli altri due modelli è inferiore. E nemmeno di poco: rispettivamente di 28 km, ossia quasi il 3,8% di scostamento, e di 33 (il 4,8% di differenza).
Sia in valori assoluti sia in termini percentuali sono distinzioni importanti, peraltro superate nettamente dalla MG Im 6, che a fronte di 505 chilometri di autonomia annunciata si è fermata a soli 446, 59 in meno di quella promessa con uno scarto di quasi l’11,7%, il dato peggiore fra quello dei modelli presi in esame. Lo stesso costruttore si è riscattato con la S6 Ev, che ha 485 chilometri omologati e che nel corso della prova fra 12 e 18° è arrivata a 502. La smart #5 ha raggiunto i 556 chilometri, con un incremento di 16 km (+3,1%).
Un’altro modello cinese, il van Xpeng X9, al contrario è quello maggiormente premiato dalla percorrenza reale: 646 anziché 580 chilometri, ossia 66 in più che significano un margine positivo che sfiora l’11,4%. Anche la Mercedes ha guadagnato credibilità con la GLB e la GLC, con 30 e 22 chilometri reali su strada in più rispetto a quelli annunciati, 563 e 643. Nel complesso, la metà delle auto (incluso il pick-up coreano KGM Musso) sottoposte al test sono rimaste sotto la percorrenza dichiarata e una sola, la Toyota ha confermato esattamente il dato dell’omologazione, 506 chilometri.
Due Kia, la EV2 e il van PV5, sono andate più lontane rispetto al dichiarato – di 17 (325) e 8 (420) chilometri – mentre la EV5 si è fermata a 509 (-1,9%) e la EV4 a 575 (-3,2%). “Promosse” anche la Hyundai Inster (373 invece di 360 chilometri), il Suv Dongfeng Vigo (348 anziché 340) e la berlina giapponese di fabbricazione cinese Mazda 6e (485 contro 479).
Gli altri scostamenti in negativo sono stati contabilizzati dal Musso (369 km, -2,6%), dalla Byd Atto Evo (460, -2,2%), dalla Citroen E-C5 Aircross (500, -2,5%), dal Suv Changan Deepal S05 (431, -3,1%), dal Toyota CHR+ (587, -3,3%), dalla Polestar 3 (601, -3,8%) e dalla Hyundai Ioniq 9 (566, -5,7%). In generale, dopo l’adozione delle più restrittive norme di omologazione Wltp, si tratta di scostamenti decisamente più contenuti rispetto a quelli rilevati in precedenza sui veicoli termici. E, soprattutto, sfatano il luogo comune che solo i costruttori premium e i modelli più costosi siano davvero efficienti.
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