Si sono conclusi gli shakedown, ossia i primi test pre-stagionali di Formula 1 2026 che si sono svolti a Montmelò (Barcellona), in Spagna. Erano molto attesi perché c’era curiosità nel vedere le prestazioni delle nuove monoposto “quasi” elettriche.
Più che nelle prestazioni “secche” l’obiettivo degli 11 team è stato quello di capire le nuove monoposto, figlie dell’inedito e radicale regolamento tecnico ’26, e di risolvere eventuali problemi di affidabilità. Per vedere chi sarà effettivamente favorito bisognerà attendere i test di Bahrain, in programma dall’11 al 13 febbraio. Al termine dei cinque giorni, il più veloce è risultato Lewis Hamilton su Ferrari, che ha fermato il cronometro a 1’16”348. Il tempo dell’inglese, strappato nel pomeriggio con le gomme soft.
Alle sue spalle il campione del mondo in carica Lando Norris che su McLaren ha ottenuto un tempo di 1’16”594, con un decimo di vantaggio sull’altra Ferrari di Charles Leclerc. Il monegasco nella mattinata ha registrato un tempo di 1’16”653. Vediamo nel dettaglio come si sono comportati i team.
La squadra tedesca ha portato a casa complessivamente 2.325 chilometri, completati senza problemi evidenti alla nuova power unit.
Risultato che assume connotati ancora più importanti se si prendono in considerazione anche i team clienti a cui la Mercedes fornisce i motori: Alpine e McLaren. Un bel segno di affidabilità quindi. Sia Antonelli che Russell, con l’inglese che ha staccato un tempo di 1’16”445, seppur prudenti nei giudizi, si sono mostrati molto soddisfatti delle prestazioni della power unit. Tra i box circola la voce che la Mercedes è tra le favorite…
Il miglior tempo di Hamilton ha fatto sicuramente piacere al pilota inglese, che ha dichiarato che la monoposto gli ha restituito sensazioni migliori rispetto a quella del precedente anno. Non ha dato problemi la nuova power unit, che con l’aiuto dei team clienti Haas e Cadillac, ha portato a casa 800 giri.
Queste le dichiarazioni di Hamilton:
“È stata una settimana davvero piacevole e produttiva. È stato fatto un gran lavoro durante l’inverno, sia personalmente sia da parte di tutto il team, ed è positivo vedere questo impegno riflesso nel chilometraggio completato senza rilevanti intoppi. Guidare in condizioni di bagnato all’inizio si è rivelato un’esperienza preziosa, soprattutto con una vettura nuova, e nel complesso il nostro è stato un avvio solido. C’è ancora molto da imparare e tanto lavoro da fare, ma l’atmosfera all’interno della squadra è buona e vedo tutti molto concentrati”.
Anche Leclerc ha espresso un parere positivo sui test: “Abbiamo completato il nostro programma e percorso un buon numero di giri, un aspetto importante per iniziare a comprendere la vettura e i nuovi sistemi. La prima giornata, in condizioni di bagnato, è stata impegnativa, specie con una macchina completamente nuova, ma si è trasformata in un’esperienza di apprendimento molto utile”.
Un avvio in salita per il team che ha nell’ex Ferrari Mattia Binotto la figura di responsabile del progetto. Tuttavia, dopo alcune difficoltà iniziali, la Casa dei quattro anelli ha mostrato segnali confortanti.

C’era tanta curiosità per la prima “vera” monoposto frutto della mente del genio di Adrian Newey. Secondo gli addetti ai lavori è una delle più originali, anche in virtù dell’attacco della sospensione posteriore. Pochi i giri percorsi giovedì, mentre venerdì la vettura è stata protagonista di una sessione completa di test con Fernando Alonso. Ancora da risolvere la questione del peso, che non sarebbe ottimale.
Sensazioni contrastanti per la scuderia vicecampione del mondo. La nota negativa è sicuramente l’incidente di Hadjar avvenuto martedì; nonostante ciò, è comunque riuscito a chiudere con il miglior tempo il lunedì.
La sfida per la Red Bull in questo 2026 è ardua: superare la McLaren contando su una power unit sviluppata completamente in autonomia, seppur con il supporto tecnologico della Ford. Comunque, non sono stati riscontrati problemi di affidabilità.
Ancora orfana della livrea ufficiale, che sarà presentata il 9 febbraio, il team inglese ha compiuto 300 giri, meno rispetto alla Ferrari a causa di un problema al sistema di alimentazione che ha coinvolto Oscar Piastri. L’australiano è comunque riuscito a tornare in pista nella mattina del venerdì.
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