
Testo di Gabriele Ratti
Quando si parla di rally la Francia, i suoi piloti e le sue macchine hanno un posto d’onore nell’albo d’oro del traverso. Tra le decine di campioni del mondo (l’ultimo Sebastien Ogier che ha eguagliato Sebastien Loeb con 9 titoli) ce n’è uno che negli ultimi anni, dal debutto più di 10 stagioni fa con la Citroën , è sempre stato al vertice: vincendo il WRC3 nel 2021, sfiorando l’anno scorso il titolo WRC2, vincendo 4 volte la classe al Rally Montecarlo.
Yohan Rossel, manico classe 1995 di Nîmes, è uno dei protagonisti del FIA World Rally Championship, sempre con il Double Chevron sul muso e sulla tuta; finora. Dal 2026 infatti il pilota d’oltralpe sarà una delle due punte che la rinata Lancia Corse schiererà ufficialmente nel WRC2, e navigato da Arnaud Durand a bordo della nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale è pronto a lottare per il titolo. Già dal Rally di Montecarlo della prossima settimana, tappa inaugurale del calendario mondiale, Rossel vestirà i colori della casa torinese, puntando subito al massimo risultato in una gara che ha vinto nelle ultime 3 edizioni con la Citroën C3 Rally2. Negli anni passati infatti il driver di Nîmes è stato pilota ufficiale di Citroën Racing, legato a doppio filo con i progetti rallystici di Stellantis Motorsport, e ha lavorato a lungo nello sviluppo delle vetture che Lancia ha cominciato a proporre nel 2025. Il 2026 dovrà quindi per lui essere l’anno della consacrazione definitiva, magari coronandolo con il titolo WRC2.

Uno dei marchi più vincenti della storia del motorsport torna a correre nel WRC. Al di là dei legami che avevi già con Stellantis Motorsport, cosa significa per te vestire i colori Lancia?
“Per motivi di età non ho potuto vivere l’epoca d’oro della Lancia. Però sono rimasto un po’ impressionato quando ho visto gli occhi della mia famiglia dopo l’annuncio – racconta Rossel, già con l’Elefantino HF sul petto – Lì ho capito cosa stesse succedendo e quanto tutto questo significasse. La mia famiglia è sempre stata nel motorsport, e quando li ho guardati negli occhi ho capito subito la carica che c’era dietro a questo progetto. So che la macchina sarà competitiva, conosciamo il passato del gruppo e sono convinto che il lavoro sarà di altissimo livello. È stato uno shock, ma uno di quelli belli.”
Abbiamo visto tante immagini dei test. Come si comporta la macchina? Rispetto anche alla Citroën C3, quali pensi siano i punti di forza?
“Le mie prime impressioni su sterrato, già a luglio, sono state subito molto positive: mi sono trovato subito molto bene con la macchina. La differenza tra le due vetture è netta, anche perché parliamo di circa otto anni di evoluzione. È una macchina nuova: già alla prima frenata mi sono reso conto subito di quanto fosse più reattiva. Sicuramente non è facile arrivare subito pronti a Montecarlo, non è solo una questione di pura performance. I test prima di Natale sono stati molto buoni e focalizzati proprio sulla preparazione del “Monte” e sulle sue condizioni.”

La volontà di vincere subito il titolo WRC2 quanto ti carica e quanto ti pesa?
“In tutta la mia carriera ho sempre corso per vincere, in ogni gara e in ogni stagione. L’obiettivo è sempre il massimo. Non sento pressione, anzi: sono molto carico. Nuovo brand, nuove persone, nuove sfide… dopo cinque anni è davvero stimolante per me avere nuovi obiettivi con una macchina nuova. È come fare un reset. L’obiettivo è sempre vincere.”
Fra pochissimo partirete per il Rally di Montecarlo. Che gara possiamo aspettarci? Pensi che sarete subito al top?
“Credo che la macchina sarà competitiva, ma al “Monte” non basta quello. Devi avere le gomme giuste, leggere bene le condizioni. Ho vinto negli ultimi tre anni, ma ogni volta è come ripartire da zero. Arrivi e ti senti quasi un amatore: non conosci le condizioni, devi adattarti, c’è il ghiaccio, a volte non hai i chiodi… è sempre difficile insomma capire cosa fare. Non puoi mai dire “posso vincere”. Il piano è partire bene, non commettere errori. Se sei in testa dopo il primo giorno è meglio, ma resta sempre una sfida continua, anche quando arrivi in parco assistenza, perché le condizioni cambiano di ora in ora e devi fare un reset a ogni giro.”
Guardando al calendario 2026, in quali gare pensi che potrai fare la differenza?
“Il primo obiettivo è il Montecarlo. Mi piacerebbe anche affrontare qualche gara nuova di quelle in calendario, ma il piano è fare sette o otto rally. Per ora il focus è tutto sul Montecarlo, poi capiremo come muoverci di conseguenza.”
Sotto i colori Lancia si ricostituisce la squadra Citroën di due anni fa con Nikolay Gryazin. Sei contento?
“Sono molto contento. Abbiamo tanta esperienza e conosciamo bene le macchine del WRC2. Credo che lui sia molto veloce, ha corso tantissimi rally, e se vuoi avere grandi ambizioni nel mondiale è importante avere due piloti di punta forti, perché lo sviluppo della macchina passa anche da lì.”
Per gli appassionati italiani, c’è magari la possibilità di vederti al via di qualche gara in Italia?
“Sì – conclude ridendo – ma non dipende da me decidere, sicuramente sarebbe importante. Fare gare in Italia oltre chiaramente al Rally Italia Sardegna aiuterebbe molto anche per prepararsi al prossimo anno, come il Rally di Roma Capitale per esempio, ma ci sono un sacco di bei rally in Italia.”
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