
Il motore diesel ha ancora estimatori? A quanto pare sì. A fine gennaio sul quotidiano francese Challenges, nell’ambito di un’intervista a Jean-Philippe Imparato, chief operating officer di Stellantis in Europa nonché responsabile di Stellantis Pro One, la divisione dei veicoli commerciali, aveva riportato la volontà del manager di riportare di attualità il diesel.
I motivi dietro a questa “marcia indietro” sarebbero da imputare alla particolare efficienza di questa tipologia di motore per tutti coloro che per lavoro sono costretti a percorrere tanti chilometri nell’arco di un anno. Fino ad ora il ritorno del diesel era stato confinato solo all’ambito dei mezzi commerciali.
Tuttavia, a riportare in auge l’impiego dei propulsori a gasolio anche nelle autovetture è il quotidiano francese LesEchos, che parla della volontà da parte di Stellantis di sviluppare un motore diesel conforme alle nuove normative Euro 7.
Secondo la fonte un team di ingegneri sarebbe al lavoro per sviluppare delle unità a gasolio conformi allo standard Euro 7 pronti a finire sotto il cofano di Citroën C5 Aircross e Peugeot 308.
Tutto ciò sembrerebbe in controtendenza se si tiene conto delle quote del diesel, che attualmente in Europa occupa la quarta posizione dietro a ibride, benzina ed elettriche. A dicembre 2024 la quota del motore a gasolio in Europa si è attestata al 9,8%, mentre nell’intero anno si parla di una quota prossima al 12% (dati Acea).
Stellantis molto probabilmente è al lavoro su un diesel abbinato a una qualche forma di elettrificazione; un sistema ibrido in grado di contenere le emissioni e “allungare” la vita delle unità a gasolio. Il ritorno del diesel si colloca nell’ambito di un momento di incertezza, dove in Europa si sta mettendo in discussione lo stop dei motori termici al 2035.
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