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Reflective: la prima auto elettrica a ricarica wireless

di Marco Triulzi - 06/03/2025

Arriva la prima auto elettrica a ricarica wireless. Si chiama Reflective (acronimo di REconFigurable Light EleCTrIc VEhicle), una microcar per la città, che è un progetto di diverse università e centri di ricerca europei, tra cui l’Università Niccolò Cusano di Roma, finanziato dall’Unione Europea con un investimento di quasi 8 milioni di euro.

Ricarica wireless: addio cavi e lunghe soste alla colonnina

Il punto di forza di Reflective è il sistema di ricarica wireless, che elimina la necessità di fermarsi presso una colonnina e collegare manualmente il veicolo alla rete elettrica. Questa tecnologia permette alla microcar di ricaricarsi semplicemente sostando su un’apposita base di ricarica, rendendo l’intero processo più pratico e immediato.

Microcar trasformabile

Oltre alla ricarica innovativa, questa microcar elettrica presenta un design modulare che lo rende estremamente versatile. L’abitacolo può essere riconfigurato in base alle necessità, trasformandosi rapidamente da un mezzo per il trasporto di persone a un veicolo commerciale per la consegna merci, semplicemente rimuovendo i sedili posteriori. Caratteristica che lo rende ideale per il car sharing o per le consegne dell’ultimo miglio.

Il progetto ha ottenuto anche un importante riconoscimento in termini di sicurezza, conquistando quattro stelle EuroNCAP. Un risultato senza precedenti per un veicolo di questa categoria.  L’obiettivo principale di Reflective, spiegano i responsabili del team di ricerca, è quello di contribuire a una mobilità urbana più funzionale e sostenibile.

“Reflective, focalizzato su veicoli elettrici leggeri altamente sicuri e riconfigurabili, potrebbe avere un impatto significativo sul mercato grazie a diverse caratteristiche innovative come la sicurezza secondo gli standard europei, la riconfigurabilità, la ricarica wireless e il comfort. Alla base del progetto c’era l’idea di creare un prodotto figlio dello sviluppo sostenibile per le aree urbane fortemente congestionate. Un prodotto riconfigurabile, che potesse essere utilizzato di giorno per il trasporto persone e di notte per il trasporto merci. Da non sottovalutare il suo impiego diffuso nei centri urbani, prestandosi come modello di punta per il car sharing” (Daniele Chiappini, professore dell’Università Niccolò Cusano e membro del team di ricerca)

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