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Rapporto Aniasa: il mercato scende, il noleggio sale

di Redazione - 07/05/2025

Testo di Fabio Madaro

A dispetto della persistente emorragia del mercato, con un continuo calo delle immatricolazioni, in Italia il comparto del noleggio prosegue nella sua avanzata. Così, dati alla mano, nel corso del consueto rapporto annuale, Alberto Viano, presidente di Aniasa (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, della Sharing mobility e dell’Automotive digital) ha sottolineato che nel 2024 il 28% delle auto nuove è stata assorbita dall’autonoleggio, con una quota crescente di veicoli green: il 32% erano elettriche e il 48% ibride plug-in. Dati importanti che confermano la crescente importanza del noleggio nel nostro Paese con un giro d’affari che ha raggiunto i 15,8 miliardi di euro e una flotta di 1,4 milioni di veicoli circolanti.

Il settore ha insomma archiviato un 2024 nel complesso più che soddisfacente: i noleggi sono cresciuti del 10%, toccando quota 4,7 milioni, le giornate di noleggio si sono attestate a quota 38 milioni e la flotta sul territorio si è consolidata a 140mila unità (+2,3%) per soddisfare la domanda in aumento.

Più nel dettaglio, il noleggio a lungo termine offre ora una flotta di veicoli di circa 1,3 milioni di veicoli (+6% e +76mila unità rispetto al 2023), nonostante la frenata delle immatricolazioni. Da sottolineare anche l’aumento della durata dei contratti (l’80% supera i 36 mesi), il ritorno alla crescita del canale privati che noleggiano (+3%) e l’aumento del giro d’affari anche per i veicoli commerciali leggeri, oggi 225mila in parco (+7,5%).

Car sharing in difficoltà

Più problematica la situazione nel mondo car sharing: nel 2024 sono stati effettuati poco più di 4,2 milioni di noleggi di vetture (5 mln nel 2023 e 10 milioni nel 2019) da 330.000 utenti iscritti al servizio. Inoltre si è contratta la flotta a circa 3.300 unità (tutte ibride e elettriche), metà delle quali restano mediamente non disponibili a causa dei continui furti (parziali e anche totali) e dei danneggiamenti che cronicamente colpiscono questi veicoli. L’80% della flotta complessiva è concentrata su Milano e Roma.

E nel 2025?

Il primo trimestre di quest’anno ha confermato la crescita del noleggio a lungo termine e quello più incerto del car sharing, Quest’ultimo ha infatti registrato uno sviluppo del fatturato (+6,4%) e dei noleggi (+0,8%), ma parallelamente anche, un calo dei giorni di noleggio (-3,5%), della flotta in circolazione (-5,5%) e delle immatricolazioni (-2,7%). Nel lungo termine invece gli operatori hanno visto lievitare il loro giro d’affari del 10%, la flotta del 4,7% e le immatricolazioni dell’11,5%.

Il mondo cambia in fretta

A margine del convegno, Aniasa in collaborazione con la società Bain&Company, ha esposto i risultati di un interessante studio sul mondo automotive che mai come oggi si trova di fronte a dei cambiamenti senza precedenti. Dopo decenni di espansione, l’industria dell’auto è infatti entrata in una fase di stagnazione, mentre nuovi equilibri geopolitici e industriali minano la tenuta dell’intero sistema. In Italia si riducono gli acquisti di nuove auto, aumentano le vendite dell’usato e soprattutto l’elettrico non decolla. Dopo un lungo periodo di sviluppo (dal 2001 al 2017), il rallentamento delle vendite, acuito dalla crisi pandemica, ha segnato la fine di un’epoca e il settore si è ormai assestato su livelli stabilmente inferiori. Dal 2019 la produzione di veicoli ha subito un netto declino, consolidato da fattori come la carenza globale di semiconduttori e le forti tensioni sulle catene logistiche internazionali.

Un nuovo ordine mondiale?

Lo studio mette in luce un’importante ridefinizione delle nuove leadership mondiali. Se nel periodo 2001-2017 l’Asia (e in particolare la Cina) ha guidato la crescita globale del settore, oggi lo scenario sta cambiando e per il periodo 2017-2030, si prevede una sostanziale stagnazione in Cina (+0,3%) e un declino in mercati quali Europa (-0,6%), Nord America (-0,4%), Giappone e Corea (-1,2%). Al contrario, emergono nuove aree di potenziale espansione come l’Asia meridionale (+2,7%) e il Sud America (+1,5%), che potrebbero diventare i nuovi attori principali.

E sempre secondo queste stime entro il 2028 l’Europa produrrà circa 15 milioni di veicoli in eccesso rispetto alle previsioni fatte nel 2022. Il Nord America segue un trend analogo, con uno scarto di 7,5 milioni di unità. Cifre preoccupanti che rischiano di compromettere la tenuta finanziari di molti costrittori.

Ci mancavano solo i dazi

Come se non bastasse a complicare lo scenario, si aggiungono le tensioni commerciali che stanno portando a un uso sempre più aggressivo dei dazi. Al momento le Case tedesche sembrano al momento quelle più esposte, con circa metà dei propri volumi a rischio: devono affrontare contemporaneamente la stagnazione in Europa, la perdita di slancio in Cina e le barriere doganali imposte dagli Stati Uniti. Per i costruttori giapponesi e coreani, il problema riguarda soprattutto il mercato americano, dove sono fortemente presenti, ma vulnerabili ai dazi.

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