
In breve
Buone notizie per i veicoli storici: non rientrano nella legge UE sul fine vita che segnerà una trasformazione epocale per il settore, ridefinendo l’intero ciclo industriale (qui per saperne di più). Questo perché il Parlamento Europeo ha approvato l’accordo finale sulla normativa: il provvedimento, una volta completato l’iter e pubblicato nella versione definitiva, entrerà in vigore in tutta l’Unione e sarà pienamente operativo dopo due anni.
Sul tema è stato decisivo l’impegno della Commissione Legislativa Fiva (Fédération Internationale des Véhicules Anciens), che è la Federazione mondiale che rappresenta i club, gli appassionati e i collezionisti di veicoli storici (auto, moto, veicoli commerciali e militari) con più di 30 anni di attività. La Commissione legislativa Fiva ha seguito per anni l’iter del dossier, portando avanti l’attività di sensibilizzazione sul valore dei veicoli storici come parte del patrimonio culturale europeo e sulla necessità di evitare norme che possano favorire la rottamazione di mezzi destinati alla conservazione.
Nel testo definitivo della UE, particolare rilievo assume l’articolo 14, che stabilisce l’esclusione dei veicoli di interesse storico dagli obblighi previsti dal regolamento, compresi quelli relativi al trasferimento di proprietà, l’esportazione e, come detto, la gestione del fine vita.
L’esenzione riguarda anche i veicoli riconosciuti dagli Stati membri come aventi particolare interesse culturale, categoria che può includere collezioni private, mezzi museali, veicoli costruiti su misura o da competizione, purché riconosciuti dalle autorità competenti. Va sottolineato che il regolamento prevede tuttavia che alcuni requisiti di progettazione circolare si applichino nella fase precedente al riconoscimento dello status storico o culturale e che, qualora tale status venga meno, i veicoli rientrino nell’ambito della normativa generale.
Il principio centrale è il riconoscimento del valore culturale dei veicoli storici e la loro esclusione dal regime di fine vita, subordinata alla certificazione dello status da parte degli Stati membri. La tutela si estende inoltre non solo ai veicoli completi, ma anche a quelli in fase di restauro e ai relativi componenti, confermando la possibilità per i proprietari di decidere autonomamente se procedere al recupero e alla conservazione.
«Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto grazie all’impegno della Commissione legislativa» ha dichiarato il presidente Fiva, Alberto Scuro, sottolineando come l’approvazione del regolamento rappresenti un risultato rilevante anche per l’applicazione diretta negli Stati membri, senza necessità di ulteriori recepimenti nazionali. Scuro ha evidenziato infine come il dialogo costruttivo con le istituzioni europee abbia contribuito in modo determinante all’esito finale del provvedimento.
Testo di Maurizio Bertera
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