La prima Ferrari a trazione elettrica è divisoria. Divide sia i mercati che i social media. Ma l’amministratore delegato Benedetto Vigna non arretra e, dal palco del Motor Valley Fest a Modena, rilancia: «C’è forte interesse, anche da parte di nuovi clienti».

Presentata lunedì scorso a Roma davanti a 1.600 ospiti selezionati, la Luce è stata mostrata sia al Presidente Sergio Mattarella che al Papa Leone XIV. La prima elettrica del Cavallino, che ha un listino a partire da 550.000 euro, ha scatenato una reazione polarizzata.
Apprezzamento tra chi l’ha vista dal vivo, scetticismo e ironia sui social, con critiche al design ritenuto poco «ferrarista» e alla scelta di abbandonare il motore termico per una vettura del marchio di Maranello. In borsa, il titolo Race ha accusato un calo superiore all’8% nella seduta di martedì, per poi stabilizzarsi mercoledì e recuperare l’1,4% nella mattinata di giovedì.
Vigna ha respinto le accuse di mancanza di originalità, in particolare i paragoni con i modelli elettrici cinesi. «Se la vedi e la provi, capisci immediatamente che non è stata copiata e non ha nulla in comune con altri Ev che hai visto, né negli interni né nell’esterno né nelle prestazioni», ha dichiarato. Quanto al prezzo, il Ceo ha sostenuto che pagare per l’innovazione sia una scelta legittima.
Sul fronte commerciale, i libri ordini sono stati aperti mercoledì e Vigna ha riferito di aver già ricevuto bonifici da parte di clienti presenti al lancio. I dati definitivi sulle prenotazioni saranno comunicati a luglio, in occasione della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre.
Il manager ha infine tenuto a precisare che la Luce non sostituisce nessun modello esistente: Ferrari continuerà a produrre vetture con motore a combustione interna e ibride. L’elettrico è, nelle sue parole, «un’aggiunta alla gamma».
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