In breve
È un buon momento per Jeep, ideale per disegnare il proprio futuro sui mercati europei da qui al 2030 con un piano che prevede il raddoppio della gamma odierna, costituita da due modelli attuali (Avenger e Compass) e da un terzo in arrivo (l’elettrica Recon, attesa per l’inizio 2027).
Il programma prevede il lancio di due suv di segmento B, una definita compact e l’altra large, quindi distinte per dimensioni e collocate ai limiti inferiore e superiore della fascia di mercato, oltre a un suv di segmento D, frutto della collaborazione con il costruttore cinese Dongfeng e destinata a essere prodotta e venduta in Cina, oltre che commercializzata in Europa e in altre aree ancora da definire. Non c’è invece spazio, in questa pianificazione destinata al Vecchio Continente, per un’erede della Wrangler, fuoristrada puro del quale sono ancora disponibili pochi esemplari in stock e che viene giudicato difficile da adeguare alle normative europee in tema di emissioni.
Nel presentare il piano dei prodotti previsti per i prossimi tre anni, Fabio Catone, responsabile del marchio Jeep per l’Enlarged Europe (che va oltre i classici confini della Ue), ha ribadito come i tre nuovi modelli saranno basati sui quattro pilastri fondamentali del brand, ossia la capacità di superare gli ostacoli, la protezione degli utenti, la versatilità e la disponibilità di spazio, secondo quanto dichiarato dal manager.
Il tutto si tradurrà in una gamma di suv che coprirà i segmenti B, presidiato dalla Avenger e venduto, dal lancio del modello a oggi, in 280mila unità secondo i dati forniti da Jeep, il segmento C, con un’offerta completa della Compass comprensiva della versione integrale 4xe, e il segmento D.
Le nuove vetture saranno realizzate sulle piattaforme Stla Medium e Large e sulla Stla One, prevista per il 2027 e progettata come architettura scalabile multi energia unica. Tutti i modelli inediti saranno proposti con differenti soluzioni propulsive, così da soddisfare le esigenze della clientela più ampia possibile e coprire, secondo le previsioni del costruttore, il 90% del mercato dei suv.
C’è evidente attesa per il nuovo modello di segmento D, che sarà offerto con soluzioni multi energia (quindi presumibilmente ibride, anche con schemi plug-in molto vicini all’extended range, ed elettriche) e che si collocherà al vertice della gamma europea, non essendo previsto lo sbarco in Europa né della Wagoneer S né della Cherokee.
Catone ha sottolineato come, pur nascendo dalla collaborazione con un partner internazionale come Dongfeng, con cui il gruppo opera da tempo attraverso la storica joint venture Dpca (Dongfeng Peugeot Citroën Automobile), la vettura non sarà frutto di una semplice operazione di rebadging, cioè il cambio di marchio su un modello esistente. Si baserà invece su una nuova piattaforma comune, frutto di uno sviluppo che vede Jeep molto presente nella definizione dello stile, dell’impostazione tecnica e delle caratteristiche complessive, ha spiegato il manager. A suo parere, dunque, non c’è il rischio che il brand Jeep finisca per essere percepito come annacquato dalla partnership con un’azienda cinese e dalla produzione in un impianto Dongfeng in Cina.
Nel piano presentato da Catone spicca l’assenza di una possibile erede della Renegade, modello che negli anni passati ha ottenuto buoni risultati commerciali sui mercati europei e che è uscito definitivamente di produzione nell’ottobre del 2025, dopo undici anni di carriera e oltre due milioni di esemplari realizzati. Questa lacuna nella gamma Jeep sarà però colmata dalle due nuove Suv di segmento B, che si collocheranno nello spazio compreso tra la Avenger, modello che secondo Catone sta attraendo molti ex proprietari di berline a due volumi della stessa fascia di mercato, e la Compass.
Quanto ai siti previsti per la produzione, Catone ha dichiarato che l’azienda ha le idee chiare ma preferisce per ora non esprimerle, essendo in corso discussioni importanti sul tema del Made in Europe, anche alla luce della proposta congiunta avanzata da Stellantis con Renault e Volkswagen. I piani, infine, non prevedono al momento modelli diversi da quelli passeggeri, quindi non sono per ora in calendario possibili varianti europee dei pick up Gladiator e Scrambler, derivati dalla Wrangler e presenti nella gamma per il Nord America, per molti aspetti diversa da quella destinata al Vecchio Continente.
A qualche settimana dalla presentazione del piano industriale Stellantis, il brand ha fatto chiarezza sulle proprie strategie europee per il futuro: da una gamma di due modelli come quella attuale, più la Grand Cherokee non citata nel piano, entro la fine del decennio il marchio americano arriverà ad avere nelle proprie concessionarie sei vetture differenti. Avenger e Compass, come già noto, verranno affiancate dalla Recon, 100% elettrica ma forse destinata a montare più avanti un range extender, già dal prossimo anno, seguita poi da due suv di dimensioni compatte e da un modello grande di segmento D basato su piattaforma Dongfeng.
Oltre alla Avenger, modello fondamentale per la propria gamma in grado di attrarre clienti interessati a una hatchback, la Casa americana punta ad ampliare la propria presenza nel segmento dei suv di lunghezza attorno ai quattro metri, con un modello compatto e uno più grande. Modelli che saranno disponibili anche con trazione integrale e con powertrain multi energia. Descritti come B-Suv compact, comunque più grandi della Avenger, e B-Suv Large, queste vetture differiranno, oltre che per dimensioni, anche per carattere. Una dovrebbe essere un suv a tutti gli effetti, mentre l’altro potrebbe guardare maggiormente al mondo off road, magari con forme più boxy e richiami al passato del marchio.
Non sono stati fatti nomi, ma è possibile che una delle due diventi l’erede della Renegade. Rispondendo a una domanda diretta, i vertici Jeep hanno confermato l’impiego della nuova piattaforma Stla One per entrambe le vetture (la Avenger resterà invece sulla piattaforma Cmp), rimandando al prossimo decennio l’eventuale introduzione di una vettura sotto il segmento B. Quest’ultima potrebbe essere cugina delle future E-Car di Fiat e Citroën: al momento, secondo quanto riferito dall’azienda, non è nel piano, ma non è escluso che in futuro vengano fatte analisi anche per le E-Car.
Meno informazioni sono trapelate sulla nuova D-Suv in arrivo in collaborazione con il marchio cinese Dongfeng. Secondo quanto confermato dai manager Jeep, si tratterà di una vettura irriconoscibile rispetto ai modelli del produttore asiatico, con uno stile interamente Jeep, così come le capacità off road e l’esperienza di guida a trazione integrale. Per la produzione ci si affiderà a uno stabilimento cinese, ed è probabile che anche questa vettura venga proposta con motori multi energia.
Testo di Maurizio Bertera
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