Condividi con:

Il pacchetto auto spiegato punto per punto

di Emiliano Ragoni - 17/12/2025

PACCHETTO AUTO: In Sintesi

Obiettivo confermato, rotta “ammorbidita”: l’UE per l’auto mantiene il segnale verso le zero emissioni, ma introduce più flessibilità per evitare strappi industriali.

  • Auto e van: Più margine sul 2030. Arriva il banking & borrowing tra 2030-2032; per i furgoni il target 2030 scende dal 50% al 40%.
  • 2035: Non un muro totale. Obiettivo -90% allo scarico, con un 10% compensabile (acciaio low-carbon UE, e-fuel, biocarburanti).
  • Piccole elettriche: Supercredit per EV compatte prodotte in UE e nuova categoria “small affordable” (fino a 4,2 m) per favorire incentivi mirati.
  • Flotte aziendali: Obiettivi vincolanti nazionali per aumentare le zero/basse emissioni e generare un mercato dell’usato più “pulito”.
  • Batterie & Omnibus: 1,8 mld per la filiera UE (1,5 mld in prestiti tasso zero) e meno burocrazia per accelerare la transizione.
Il commento ACEA:
Bene la svolta “pragmatica”, ma servono misure più forti subito sul 2030. Attenzione a vincoli troppo rigidi su “made in EU” e sistema di compensazione.

La Commissione europea ieri 16 dicembre ha messo sul tavolo l’“Automotive Package”. Stiamo chiaramente parlando della serie di provvedimenti che riguardano l’auto (QUI i dettagli), che hanno avuto un duplice scopo: da una parte “accontentare” i partiti politici che volevano cancellare il ban del termico al 2035, dall’altra non discostarsi troppo dagli ambiziosi obiettivi ambientali. Il risultato è un compromesso che, almeno sulla carta, non accontenta tutti. Tuttavia, tanto dipenderà dai cosiddetti decreti attuati che verranno predisposti per rendere operative le disposizioni di Bruxelles.

Auto: Bruxelles e la decarbonizzazione graduale

L’Europa ha voluto tener ferma la rotta della decarbonizzazione, cercando però di rendere il percorso più pragmatico per un’industria sotto pressione tra investimenti enormi, concorrenza globale e domanda ancora fragile. Da un lato resta forte il segnale verso i veicoli a zero emissioni, dall’altro arrivano flessibilità e misure di politica industriale per difendere filiere e capacità produttiva in Europa. Dopo aver “spacchettato” il provvedimento (QUI il nostro approfondimento), in questo articolo vediamo tutte le decisioni che sono state prese, punto per punto.

1) CO₂ per auto e furgoni: più flessibilità verso il 2030

La prima gamba del pacchetto è la revisione degli standard CO₂ per auto e van. Qui Bruxelles introduce strumenti per gestire meglio la curva del 2030, evitando che una transizione non uniforme tra Paesi e segmenti si trasformi in un problema industriale. In pratica, viene previsto il meccanismo di banking & borrowing nel periodo 2030-2032, che permette di compensare scostamenti tra anni diversi e ridurre l’effetto scogliera del target.

Per i furgoni arriva poi una correzione netta. L’obiettivo CO₂ 2030 viene ridotto dal 50% al 40%, riconoscendo che l’elettrificazione dei veicoli commerciali leggeri è più difficile per missioni d’uso, costi e infrastrutture. È un segnale importante, perché su questo segmento si gioca una fetta cruciale della logistica urbana e dell’economia reale.

Normative Europee sulle emissioni auto: cosa cambia nel 2025?

2) 2035: -90% allo scarico e un 10% “compensabile”

Il capitolo più sensibile è il post-2035. Il pacchetto introduce un obiettivo di -90% di emissioni allo scarico e lascia un 10% da compensare con una combinazione di leva industriale e carburanti sostenibili. Quindi, acciaio low-carbon prodotto nell’Unionee-fuel e biocarburanti. Il risultato è un impianto che, almeno nelle intenzioni, non chiude la porta in modo assoluto a soluzioni diverse dal tutto elettrico puro.

In questo specifico punto però si apre il terreno più scivoloso. Tutto infatti dipenderà da come saranno scritti i dettagli, da quali criteri varranno per le compensazioni e da come verranno verificati lungo la filiera.

Il futuro green dei motori diesel: cos'è l'HVO?

3) Piccole auto elettriche: supercredit e nuova categoria fino a 4,2 metri

Anche questo punto è stato “spinto” da diversi costruttori: stiamo parlando delle cosiddette elettriche economiche da città. Gli strumenti operativi predisposti dalla UE sono i supercredit per piccole EV accessibili prodotte nell’UE, così da incentivare la messa sul mercato di modelli più compatti.

Parallelamente l’Automotive Omnibus crea la nuova categoria nell’iniziativa Small Affordable Cars, dedicata alle elettriche fino a 4,2 metri. L’idea è dare a Stati e autorità locali uno strumento per incentivi su misura e per stimolare domanda di piccole EV prodotte in Europa.

In questa immagine è possibile vedere le seguenti auto elettriche: Renault Twingo. Leapmotor T03, Byd Dolphin Surf e Dacia Spring
City car elettriche a confronto

4) Flotte aziendali: la spinta alla domanda passa da obiettivi vincolanti

Sul lato domanda, il pacchetto punta dritto sulle auto aziendali. Le flotte fanno volumi, macinano chilometri e generano un flusso di usato recente che può allargare l’accessibilità dell’elettrico nel mercato reale. La proposta prevede obiettivi vincolanti nazionali per la quota di veicoli a zero e basse emissioni nelle flotte di grandi aziende. C’è però un passaggio politicamente delicato. Per alcuni sostegni pubblici il pacchetto lega i benefici a requisiti di zero/basse emissioni e, in alcuni casi, a criteri Made in EU.

5) Batterie: 1,8 miliardi per una filiera europea

Il Battery Booster è la parte più chiaramente industriale del pacchetto. Vengono messi sul piatto 1,8 miliardi per accelerare una catena del valore batterie in Europa, con 1,5 miliardi destinati ai produttori di celle tramite prestiti a tasso zero. L’obiettivo è abbassare il gap di costo e ridurre dipendenze esterne su un componente che decide margini, prezzi e autonomia strategica.

Se l’Europa vuole guidare la transizione, o quantomeno giocare un ruolo primario, non può limitarsi a imporre target; deve anche assicurarsi che i pezzi fondamentali del valore restino sul continente.

6) Veicoli pesanti: primo intervento

Per gli heavy-duty vehicles la Commissione propone un emendamento mirato agli standard CO₂ con una flessibilità per agevolare la conformità al 2030. È un passo utile, ma non risolutivo. Nel trasporto pesante tutto dipende da elementi come energia, ricarica ad alta potenza, idrogeno, reti, e da una domanda che va sostenuta con strumenti coerenti, perché i costi di transizione sono più alti e le alternative operative meno immediate.

camion autotrasporto merci

7) Automotive Omnibus: meno carta, più velocità

La componente Omnibus promette di tagliare burocrazia e costi amministrativi, semplificando procedure e riducendo il numero di atti secondari futuri. È una parte del “pacchetto” che per l’industria può essere decisiva. Liberare risorse e ridurre incertezza normativa significa accelerare investimenti e mettere a terra piani industriali senza dover rincorrere interpretazioni e adempimenti.

Il commento ACEA: “Bene la svolta, ma il 2030 resta il vero banco di prova”

ACEA, l’associazione dei costruttori europei, accoglie il pacchetto come un primo passo verso un percorso più pragmatico, e la direttrice generale Sigrid de Vries riconosce che le proposte finalmente valorizzano flessibilità e neutralità tecnologica, segnando un cambio rispetto alla legge attuale. Ma avverte che il diavolo è nei dettagli e che ora servirà lavorare con i co-legislatori per rafforzare i testi dove necessario.

Il punto centrale per ACEA è temporale. Senza misure più incisive e urgenti sulle flessibilità 2030 per auto e furgoni, le aperture sul 2035 rischiano di incidere poco nel breve periodo. L’associazione teme inoltre che condizionalità troppo rigide possano essere controproducenti per competitività e apertura tecnologica, citando in particolare i requisiti “made in the EU” e il sistema di compensazione delle emissioni, che richiedono valutazioni attente.

Potrebbe interessarti

Sciopero trasporti pubblici 18 luglio: cosa sapere

Viaggiare a febbraio sarà un’impresa: le date degli scioperi

Treni, aerei, bus, metro e porti: febbraio 2026 si preannuncia come uno dei mesi più difficili per la mobilità in Italia. Sono 26 gli scioperi proclamati

di Redazione - 05/02/2026

Auto usate: ecco come sfuggire alle truffe

Secondo una recente indagine di Carfax, due italiani su tre temono di essere raggirati, con il 19% che ha subito una frode effettiva. Come fare per evitare truffe?

di Emiliano Ragoni - 05/02/2026

Podcast

in collaborazione con Aci Radio

Il Punto di Pierluigi Bonora

Il Direttore di ACI Radio Pierluigi Bonora fa il punto sul fatto più rilevante della giornata offrendo spunti di riflessione per una corretta informazione.

l'Automobile su Instagram