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Bollo auto 2026: più semplice, ma non per tutti

di Redazione - 07/07/2025

Testo di Fabio Madaro

Dal 2026 le cose cambiano, almeno per chi acquisterà un’auto nuova. Con il decreto attuativo della riforma fiscale, il governo ha deciso di semplificare il sistema, mantenendo però intatti i criteri di calcolo e – purtroppo – anche il famigerato superbollo per le auto più potenti.

Bollo auto: cosa cambia davvero?

La prima grande novità riguarda la scadenza del pagamento: d’ora in poi conterà il mese di immatricolazione. Per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026, il primo bollo andrà saldato entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione e varrà per 12 mesi. E negli anni seguenti? La scadenza resterà sempre fissa in quel mese.

Ecco un esempio pratico: se acquistate un’auto a febbraio 2026, il primo bollo dovrà essere pagato entro il 31 marzo, e poi, negli anni successivi, ogni febbraio. È un sistema già usato in Lombardia e Piemonte, che ora diventa legge per tutti.

Stop alle rate con qualche eccezione

Un’altra novità non da poco: dal 2026 non si potrà più pagare il bollo a rate mensili o semestrali. Si pagherà solo in un’unica soluzione. Tuttavia, le Regioni potranno decidere di consentire un pagamento quadrimestrale per alcune categorie particolari di veicoli.

Saranno proprio le amministrazioni regionali a stabilire come applicare questa deroga. E per chi, per sbaglio o necessità, pagherà il bollo a una Regione diversa da quella di residenza? Qui entra in gioco un meccanismo automatico: saranno le Regioni stesse a parlarsi tra loro e trasferire le somme dovute, senza richiedere alcuna azione al cittadino.

Fermo amministrativo? Il bollo auto si paga lo stesso

Finora, grazie a una sentenza della Corte Costituzionale del 2017, i veicoli sottoposti a fermo amministrativo erano esentati dal pagamento del bollo. Dal 2026 cambia anche questo: la nuova norma chiarisce che il bollo va pagato comunque. Il fermo non viene più considerato un motivo sufficiente per sospendere l’obbligo di versamento.

E il superbollo c’è sempre

Nonostante più volte si sia parlato della sua abolizione, il superbollo resterà. Le auto con potenza superiore ai 185 kW continueranno dunque a pagare la sovrattassa. Anche i criteri per calcolare il bollo base rimangono gli stessi, basati sui kilowatt e sulla classe ambientale del veicolo: da 2,58 euro/kW per le auto Euro 4 e superiori, fino a 3 euro/kW per le Euro 0.

Più sinteticamente, dal 2026 il bollo diventa più personale e legato alla data di nascita della vettura, addio alle rate mensili e conferma del superbollo. Un cambiamento pensato per semplificare il sistema, che però non cancella le criticità più discusse da sempre dagli automobilisti italiani.

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