Le case automobilistiche stanno bruciando miliardi e cancellando modelli. No, non è un “bollettino di guerra” bensì una frase che fotografa molto bene l’attuale situazione del settore Automotive, che sta soffrendo molto il periodo contingente ma anche l’incertezza normativa dell’Europa. Alla base c’è l’atavica incertezza tra auto elettrica sì ed auto elettrica no. Il mercato delle auto a corrente è cresciuto ma tanto da giustificare i miliardari investimenti che sono stati fatti. Quindi cosa fare? In molti hanno deciso di fare dietrofront, riallocando gli investimenti destinati alle vetture a corrente.
Ma siamo sicuri che tutti i costruttori hanno fatto retromarcia sulle EV? Un recente articolo di Autonews prova a fare chiarezza su questo specifico argomento perché i dati suggeriscono che non si tratta di un addio all’auto elettrica.
Numeri alla mano, complessivamente si stimano perdite e svalutazioni che si avvicinano ai 50 miliardi di dollari. L’industria ha scommesso tutto su una rapida adozione di massa che non si è materializzata. Il risultato è un bilancio in profondo rosso. Philippe Houchois, analista di Jefferies, ha riassunto brutalmente la situazione: “Molti business plan sono stati costruiti su presupposti fuorvianti su quanto le persone avrebbero pagato per gli EV”.
La tabella sotto riporta l’impatto stimato del cambio di strategia sull’elettrico.
| Casa Auto | Impatto Stimato | Dettagli Operativi |
|---|---|---|
| Stellantis | $ 26 Mld | Ammissione di sovrastima del ritmo di elettrificazione. |
| Ford | $ 20,9 Mld | Cancellati i grandi suv a tre file. |
| General Motors | $ 7 Mld | Riconversione impianti EV per costruire camion a benzina. |
| Honda | $ 2 Mld | Chiusura programmi congiunti sviluppati con GM. |
Il reset sulle auto a corrente è stato innescato da tre fattori principali:
Se le case auto stanno “uccidendo” i progetti attuali, perché continuano a investire? La risposta sta nella diversificazione tecnologica.
Secondo Itay Michaeli, analista di TD Cowen, queste svalutazioni non sono un “dietrofront completo”. Le normative future potrebbero cambiare ancora e l’elettrico rimarrà una quota crescente del mercato a lungo termine.
Ciò che sta accadendo è una correzione necessaria. Come sottolinea Karl Brauer di iSeeCars, il problema non è la tecnologia elettrica in sé, ma “un sovrainvestimento e una tempistica troppo aggressiva che non rifletteva la realtà”.
In definitiva, i dati raccontano la fine della “fase romantica” dell’auto elettrica e l’inizio di quella industriale. Le case automobilistiche non stanno abbandonando la tecnologia, ma stanno smettendo di produrre le auto elettriche sbagliate (troppo grandi, troppo care, non redditizie) nel momento sbagliato.
La competizione del futuro non si giocherà più su chi lancia l’EV più futuristico, ma su chi riuscirà a renderlo democratico e sostenibile per il bilancio delle famiglie. Il viaggio verso l’elettrico continua, ma la velocità di crociera è cambiata.
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