
Testo di Mattia Eccheli
L‘accelerazione delle auto cinesi è arrivata. Ma non è elettrica, non solo almeno, anche se secondo l’analisi di Data Force tra chi ne ha fatto le spese c’è soprattutto Tesla, che a fronte di un primo quadrimestre stabile come volumi (-0,3%) nei paesi UE, EFTA (Islanda, Svizzera e Norvegia) e Regno Unito ha ceduto quasi il 39%.
Tre grandi gruppi cinesi hanno contabilizzato crescite importanti e raggiunto volumi che cominciano a essere significativi su un mercato da quasi 4,48 milioni di immatricolazioni.
Chery, come avevamo già detto in QUESTO articolo, anche grazie alla spinta di marchi giovani come Omoda e Jaecoo (vendite decuplicate in un anno), aveva già chiuso bene il 2024 ed era cresciuta nel primo trimestre di quest’anno. Il bilancio dei primi 4 mesi parla di un’avanzata percentuale spaventosa: +2.362,44% con 21.571 auto targate, pari a ormai un terzo dei volumi di Tesla.
La Byd, che la scorsa estate aveva sponsorizzato i campionati europei di calcio in Germania, sta cominciando a beneficiare dell’operazione (grazie anche al completamento della gamma) e tra gennaio e aprile ha consegnato 41.409 auto, con un incremento del 296,14%. La Saic, proprietaria tra gli altri del brand britannico MG, ha contabilizzato un’espansione più contenuta, ma comunque superiore al 31% con poco meno di 100.000 veicoli commercializzati.
Geely, il più consolidato dei costruttori cinesi in Europa, che controlla Volvo Cars (che ha penalizzato i volumi: nel solo aprile ha subito un calo del 16%), Polestar, Lynk & Co e Lotus e azionista a quasi il 10% di Mercedes (attraverso una delle società del suo proprietario Li Shufu), nel quadrimestre inaugurale del 2025 ha perso terreno (-6%), ma pur sempre con oltre 128.000 consegne.
In pratica, i quattro principali gruppi cinesi hanno superato quota 291.000 immatricolazioni, avvicinando così in Europa il totale di costruttori come Bmw, il primo brand premium al mondo, o Toyota, la prima casa automobilistica al mondo. Anche se i motori a combustione hanno ancora una lunga vita davanti a loro, l’elettrificazione più o meno spinta premia: solo in aprile i volumi delle elettriche sono aumentati del 28%, quelli delle full hybrid del 16% e quelli delle plug-in del 12%.
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