I sistemi di assistenza alla guida (Adas) e quelli di assistenza al controllo dinamico del veicolo (Dcas) sono ormai centrali nelle strategie di sicurezza stradale europee, ma la loro efficacia dipende in larga misura da quanto sono compresi e accettati dai conducenti. C’è quindi bisogno di una profonda conoscenza di questi sistemi, che può essere acquisita attraverso una formazione specifica.
La necessità della formazione emerge chiaramente nel nuovo studio “Expert Study on ADAS and DCAS – Impacts on Road Safety, Driver Trust and Policy”, commissionato dalla FIA Region I e condotto da MdynamiX e Università di Kempten su un campione di oltre 13.500 automobilisti membri di club della mobilità nel Vecchio Continente.
Dalla ricerca emerge che sistemi come l’Adaptive Cruise Control (Acc) –qui per saperne di più- sono percepiti come affidabili, facili da usare e vengono attivati con elevata frequenza, contribuendo in modo concreto alla riduzione del rischio su strada. Al contrario, il Lane Keeping Assistance (Lka) (assistenza al mantenimento all’interno della corsia) –qui per saperne di più- l’Intelligent Speed Assistance (ISA) restano meno graditi. Infatti, molti conducenti li considerano intrusivi o poco prevedibili e tendono quindi a disattivarli o usarli di rado, limitandone l’impatto reale sulla sicurezza.

Lo studio sottolinea che Adas e Dcas possono esprimere appieno il loro potenziale soltanto se progettati e implementati con un approccio realmente “human‑centric”, che metta al centro coinvolgimento, fiducia e soddisfazione degli utenti finali.
I Paesi con maggiore accettazione di queste tecnologie sono infatti quelli in cui:
Permangono tuttavia alcune criticità. Su tutte, l’efficacia nel mondo reale, la compatibilità con le infrastrutture e l’accettazione da parte degli utenti, specialmente per le funzioni più invasive di controllo della velocità e del mantenimento di corsia.
Per questo, il rapporto invoca una forte azione su tre fronti:
Passaggi considerati essenziali per costruire reti stradali più sicure e intelligenti e preparare il terreno a livelli di automazione ancora più elevati nei prossimi anni.
Sul piano regolatorio, l’Unione Europea e la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) hanno già introdotto norme che puntano a un’implementazione sicura ed efficace di Adas e Dcas.
Come sappiamo –qui per saperne di più-, dal luglio 2024, il Regolamento generale sulla sicurezza (GSR) dell’UE rende obbligatori su tutti i nuovi veicoli l’Intelligent Speed Assistance (ISA) e l’Emergency Lane Keeping (ELK). Mentre funzioni come Acc e mantenimento attivo della corsia si stanno diffondendo su larga scala pur restando, al momento, non obbligatorie.
Intanto, una prima generazione di sistemi di assistenza al controllo dinamico sta entrando sul mercato sulla base dei regolamenti ONU, aprendo la strada a soluzioni più avanzate già in discussione.
Il nuovo studio targato FIA Region I mette però in guardia: anche con tecnologie sempre più evolute, il conducente resta pienamente responsabile del controllo del veicolo, e senza un’adeguata preparazione il rischio è di creare false aspettative e nuovi potenziali fattori di rischio.
Lo studio citato è l’“Expert Study on ADAS and DCAS – Impacts on Road Safety, Driver Trust and Policy”, commissionato da FIA Region I e realizzato da MdynamiX e University of Applied Sciences Kempten, pubblicato da FIA Region I –Qui per saperne di più-.
Per comprendere meglio le tecnologie, gli obblighi di legge e i risultati dei test di sicurezza, ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli correlati:
La Mercedes Classe S si rinnova confermando il suo status di berlina di ultra-lusso di riferimento. Cinture di sicurezza riscaldate, gamma motori elettrificata, super cervellone e tante altre "chicche" tecnologiche
L'azienda di Elon Musk annuncia lo stop alla produzione delle sue ammiraglie storiche per convertire la fabbrica di Fremont alla produzione di massa di umanoidi e accelerare sulla guida autonoma