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Formula 1, GP Brasile 2026: orari diretta tv e streaming

di Emiliano Ragoni - 06/11/2026

Dove vedere il Gp in tv e in streaming: gli orari

Ora Sessione Dove vederla
Venerdì 6 novembre
16:30 Prove libere 1 Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e NOW (sito web a pagamento)
20:00 Prove libere 2 Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e NOW (sito web a pagamento)
Sabato 7 novembre
15:30 Prove libere 3 Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e NOW (sito web a pagamento)
19:00 Qualifiche Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e NOW (sito web a pagamento)
21:30 Qualifiche Canale tv gratuito TV8 e tv8.it (differita)
Domenica 8 novembre
18:00 Gara (71 giri) Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e NOW (sito web a pagamento)
21:30 Gara Canale tv gratuito TV8 e tv8.it (differita)

Occhio al fuso orario: tra Roma e San Paolo ci sono quattro ore di differenza e il via della gara è fissato alle 14 locali. Gli orari indicati sono italiani. Qualifiche e gara sono trasmesse in diretta anche su Sky Sport Uno e Sky Sport 4K. In streaming il Gp è disponibile su Sky Go e NOW per gli abbonati, in differita gratuita su tv8.it.

1. Interlagos chiude la tripletta americana

Archiviato il Messico con il terzo posto di Kimi Antonelli che gli è valso il titolo, il Mondiale di Formula 1 chiude in Brasile la sua tripletta americana. Da venerdì 6 a domenica 8 novembre l’Autódromo José Carlos Pace di San Paolo, per tutti semplicemente Interlagos, ospita il ventesimo appuntamento della stagione. Si tratta del quart’ultimo, prima della volata finale tra Las Vegas, Qatar e Abu Dhabi.

A differenza del 2025, quando a San Paolo si correva anche la Sprint, quest’anno il fine settimana segue il formato tradizionale con tre sessioni di prove libere, le qualifiche del sabato e il Gran Premio della domenica, sulla distanza di 71 giri per 305,879 km.

Il pubblico di casa tiferà soprattutto per Gabriel Bortoleto, al secondo Gp di casa con l’Audi. Grande attesa anche per Rafael Câmara, il giovane della Ferrari Driver Academy già ingaggiato dalla Haas per il 2027: dalla prossima stagione il Brasile tornerà ad avere due piloti titolari in griglia, cosa che non accadeva dal 2016.

2. Antonelli, il primo Gp da campione del mondo

Come affermato in apertura, il verdetto più atteso è arrivato domenica scorsa a Città del Messico. Con il terzo posto alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton, Andrea Kimi Antonelli si è laureato campione del mondo di Formula 1 con quattro gare d’anticipo. A 20 anni il bolognese della Mercedes è il più giovane iridato della storia, primato che apparteneva dal 2010 a Sebastian Vettel, e riporta il titolo in Italia 73 anni dopo Alberto Ascari. Per la Mercedes è il primo Mondiale piloti dal 2020, quando a vincerlo fu Hamilton.

A Interlagos Antonelli si presenta per la prima volta da campione, a quota 380 punti e su una pista che gli porta bene. Un anno fa, nella sua stagione da debuttante, chiuse secondo sia la Sprint sia il Gran Premio alle spalle di Lando Norris, all’epoca il miglior risultato della sua carriera. Sulla sua Mercedes resterà il numero 12, lo stesso che Ayrton Senna portava sulla Lotus nera e oro: il neocampione ha già detto che non lo cambierà con l’1.

Chiusa la partita per il titolo, resta aperta quella per il secondo posto. Alle spalle di Antonelli quattro piloti sono racchiusi in appena 16 punti: Verstappen (261), Hamilton (259), George Russell (250) e Charles Leclerc (245).

3. Mercedes, match point per il titolo costruttori

In Brasile potrebbe arrivare anche il secondo verdetto della stagione. Nella classifica costruttori la Mercedes comanda con 630 punti, 126 in più della Ferrari (504), mentre Red Bull (382) e McLaren (365) sono ormai tagliate fuori. Senza più Sprint in calendario, dopo Interlagos resteranno in palio al massimo 129 punti per squadra, 43 per ciascuna delle ultime tre gare. Tradotto: se a San Paolo la Mercedes guadagnerà almeno 4 punti sulla Ferrari, il titolo sarà matematicamente suo.

A Maranello il morale è buono. In Messico Hamilton è partito dalla pole position e ha chiuso secondo a meno di un secondo da Verstappen, mentre Leclerc si è dovuto accontentare del quarto posto, tra una penalità di 5 secondi per il duello al via con il compagno di squadra e un errore alla ripartenza. «Abbiamo avuto la conferma che stiamo andando nella giusta direzione in termini di prestazione», ha detto il team principal Fred Vasseur.

Il Brasile un anno fa era stato il fine settimana più nero della stagione per la Rossa: doppio ritiro, con Leclerc fermo dopo pochi giri per la rottura della sospensione anteriore sinistra in seguito a un contatto e Hamilton anche lui fuori prima del traguardo. Lo zero aveva fatto scivolare la Ferrari dal secondo al quarto posto tra i costruttori. A vincere era stato Lando Norris davanti ad Antonelli e a Verstappen, autore di una rimonta dalla pit lane fino al podio.

Formula 1 2025, Gp Brasile: vince Norris, 2° Antonelli. Disastro Ferrari

4. Il circuito: saliscendi, asfalto nuovo e pioggia

L’Autódromo José Carlos Pace misura 4.309 metri, si percorre in senso antiorario ed è tra i tracciati più amati dai piloti per la varietà delle curve e i continui cambi di pendenza. Subito dopo il via si scende nella S di Senna, seguita dalla Curva do Sol e dal rettilineo opposto che porta alla Descida do Lago, uno dei punti migliori per tentare il sorpasso. Il settore centrale è più guidato e chiede precisione nei cambi di direzione, trazione e stabilità nelle curve lente. Il giro si chiude con la Junção, da cui parte la lunga salita verso il traguardo: la velocità in uscita da questa curva pesa sia sul tempo sul giro sia sulle possibilità di attacco alla prima staccata.

Il giro è tra i più corti del calendario e in qualifica i distacchi tendono a essere minimi. Quest’anno c’è anche una novità: l’asfalto rifatto tra le curve 3 e 5 e tra le curve 8 e 9, che potrebbe modificare il livello di aderenza e l’evoluzione della pista nel corso del weekend.

E poi c’è il meteo. A novembre a San Paolo la pioggia è frequente e spesso improvvisa e anche le temperature possono cambiare molto nell’arco del fine settimana, con effetti diretti sul comportamento degli pneumatici. Nel 2024 il diluvio costrinse a spostare le qualifiche alla domenica mattina e Verstappen vinse partendo diciassettesimo.

16 LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari – Photo Florent Gooden / DPPI

5. Le gomme: torna la terna più morbida

Per Interlagos Pirelli ha nominato la terna C3 (Hard), C4 (Medium) e C5 (Soft), più morbida rispetto a quella del 2025, quando nel weekend con la Sprint il ruolo di Hard era affidato alla C2. Il tracciato impone ai pneumatici carichi laterali nella media, distribuiti in modo equilibrato tra asse anteriore e posteriore, ma alterna curve ad alta velocità e rettilinei importanti. Le tre sessioni di libere serviranno soprattutto a capire come il nuovo asfalto influirà su degrado e usura sulle lunghe distanze.

Un anno fa il degrado era stato uno dei temi tecnici principali. Il graining si era rivelato meno marcato del previsto, ma la C2 tendeva a scivolare, mentre C3 e C4 avevano mostrato un degrado significativo, pur consentendo stint competitivi. Medium e Soft erano state le mescole più utilizzate e la maggior parte delle squadre aveva scelto le due soste, favorite anche da una neutralizzazione nelle prime fasi di gara. Solo due piloti avevano concluso con un unico pit stop, mentre la Hard era stata montata per pochi e brevi stint.

Le occasioni di sorpasso lasciano un certo margine di manovra sulle strategie, ma a fare la differenza sarà ancora la gestione del degrado, cercando il giusto compromesso tra velocità sul giro e durata delle gomme. E con il meteo di San Paolo non si può escludere l’ingresso in scena delle Intermediate e delle Full Wet.

6. I freni: alla curva 1 da 312 a 115 km/h

Per gli ingegneri Brembo Interlagos rientra tra i circuiti scarsamente impegnativi per i freni: su una scala da 1 a 5 merita un indice di difficoltà di 2. Le frenate sono 6 al giro (2 di categoria Hard, 1 Medium e 3 Light), ma l’impianto lavora comunque per oltre 14 secondi a giro, circa il 20% della durata della gara.

La staccata più dura è quella della curva 1, all’ingresso della S di Senna: le monoposto arrivano a 312 km/h e scendono a 115 km/h in 2,93 secondi, percorrendo 156 metri. I piloti sono soggetti a una decelerazione di 3,7 g ed esercitano sul pedale un carico di 104 kg, mentre la potenza frenante tocca i 1.538 kW.

Come nelle altre tappe della stagione, il confronto con il 2025 racconta monoposto meno esigenti ma con frenate più lunghe. Alla curva 12, la Junção, la decelerazione dovrebbe scendere da 4,7 a 3 g e il carico sul pedale da 148 a 89 kg: quasi 60 kg in meno. Lo spazio di frenata passa invece da 84 a 98 metri e il tempo di frenata da 1,73 a 2,01 secondi.

Ogni squadra, poi, ha le sue pinze. Brembo realizza per ciascuna monoposto pinze in alluminio personalizzate, definendo con i progettisti le soluzioni di ventilazione e rigidità preferite. C’è chi chiede alette di raffreddamento sul corpo esterno, chi preferisce pin più stretti ma più profondi e chi sceglie scarichi che aumentano la superficie a contatto con l’aria, per migliorare lo scambio termico.

7. Numeri e curiosità: l’impresa di Senna

Il Brasile è entrato nel calendario del Mondiale nel 1973 e da allora ha ospitato 52 Gran Premi: 10 sull’autodromo di Rio de Janeiro, a Jacarepaguá, non più utilizzato dal 1989, e 42 a Interlagos, il sesto impianto del Mondiale per numero di Gp ospitati. Quello di domenica sarà il 43°: i primi 37, dal 1973 al 2019, si sono corsi come Gp del Brasile, mentre dal 2021 la gara ha preso il nome di Gp di San Paolo.

Il pilota più vincente a Interlagos è Michael Schumacher con quattro successi, uno in più di Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e Max Verstappen. Tra le squadre Ferrari e McLaren sono appaiate a quota nove. Contando anche Rio, la Rossa ha vinto in Brasile 11 volte su 52 Gp disputati, con 7 pole position. Il debutto, nel 1973, si chiuse con il quarto posto di Arturo Merzario e il quinto di Jacky Ickx.

Tra le vittorie più leggendarie c’è quella di Ayrton Senna nel 1991, esattamente 35 anni fa. Il brasiliano era in fuga quando la sua McLaren cominciò a perdere le marce, al punto che negli ultimi giri gli rimase solo la sesta. Senza più freno motore, Senna si affidò ai freni Brembo, che aveva preteso sulla McLaren dopo averli provati ai tempi della Lotus, e resistette fino al traguardo: fu il suo primo successo in patria.

La storia dell’autodromo, però, è molto più lunga. Interlagos fu inaugurato il 12 maggio 1940 davanti a 15.000 spettatori, con una gara motociclistica e una automobilistica vinta da Arthur Nascimento Junior, quando ancora non c’erano i box. Il tracciato originale misurava 7.960 metri, quasi il doppio di quello attuale, con lunghissimi curvoni da percorrere ad alta velocità: la trasformazione più profonda arrivò nel 1990, per il ritorno della Formula 1 a San Paolo. E fuori dalla pista? La città, che nel 2026 compie 472 anni, conta almeno 6.000 pizzerie ed è considerata la seconda al mondo per consumo di pizza dopo New York.

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