Tesla Model Y e BYD Dolphin Surf conquistano le cinque stelle Green NCAP, mentre la Suzuki eVitara si ferma a quattro stelle e mezzo. Ma nell’ultima sessione di test ambientali c’è anche un risultato meno scontato: la Volkswagen Golf 2.0 TDI ottiene 3,5 stelle e, con un punteggio complessivo del 69%, diventa la migliore auto con motore a combustione mai valutata dal programma.
I risultati sono stati pubblicati da Green NCAP, il programma europeo indipendente che valuta l’impatto ambientale delle automobili e al quale partecipa anche l’Automobile Club d’Italia.
Il confronto non riguarda soltanto le emissioni allo scarico. I protocolli più recenti prendono in considerazione consumi reali, efficienza energetica, inquinanti, gas serra e impatto lungo l’intero ciclo di vita del veicolo, dalla produzione all’utilizzo fino alla fine della vita dell’auto.
Green NCAP nasce per dare agli automobilisti una valutazione indipendente delle prestazioni ambientali delle auto, con una logica simile a quella utilizzata da Euro NCAP per la sicurezza. Ricordiamo che ACI partecipa al programma in qualità di membro del consorzio europeo insieme ad Automobile Club, istituti di ricerca, laboratori, amministrazioni pubbliche e organizzazioni dei consumatori.
Le auto vengono provate sia in laboratorio sia su strada. Nei test di laboratorio il veicolo viene collocato su un banco a rulli e sottoposto a diversi cicli di guida mentre vengono misurati consumi ed emissioni. Le prove su strada permettono invece di verificare il comportamento dell’auto in condizioni più vicine all’utilizzo quotidiano.
La valutazione finale si basa su tre aree principali.
Clean Air misura quanto il veicolo limita le emissioni di sostanze nocive per la qualità dell’aria. Il nuovo metodo non considera soltanto ciò che esce dallo scarico, ma inserisce nella valutazione complessiva anche altre fonti di inquinamento collegate al ciclo di vita dell’automobile.
Energy Efficiency valuta quanta energia serve per far muovere il veicolo e quanta ne viene effettivamente sfruttata. Per le auto elettriche vengono analizzati anche aspetti come consumi reali, autonomia, perdite durante la ricarica, comportamento alle basse temperature e riscaldamento dell’abitacolo.
Greenhouse Gases prende invece in considerazione i gas che contribuiscono al cambiamento climatico, considerando non soltanto l’utilizzo dell’auto ma anche produzione, approvvigionamento dell’energia o del carburante e fine vita.
Per approfondire il funzionamento delle prove abbiamo spiegato nel dettaglio come funzionano i test Green NCAP, mentre la metodologia completa è disponibile sul sito ufficiale di Green NCAP.
| Modello | Alimentazione | Rating | Punteggio |
|---|---|---|---|
| BYD Dolphin Surf | Elettrica | 5 stelle | 96% |
| Tesla Model Y | Elettrica | 5 stelle | 93% |
| Suzuki eVitara | Elettrica | 4,5 stelle | 87% |
| Volkswagen Golf 2.0 TDI | Diesel | 3,5 stelle | 69% |
| Volkswagen Tayron 1.5 eTSI | Mild hybrid benzina | 2,5 stelle | 41% |
I risultati completi dell’ultima sessione sono consultabili nella comunicazione pubblicata dall’Automobile Club d’Italia e nella banca dati ufficiale di Green NCAP.
La Tesla Model Y a trazione posteriore ottiene cinque stelle e un punteggio complessivo del 93%. Green NCAP ha potuto utilizzare per la prima volta anche dati verificati messi a disposizione direttamente da Tesla per ricostruire con maggiore precisione l’impatto della produzione.
Il risultato è un’impronta climatica stimata in 95 grammi di CO2 equivalente per chilometro sull’intero ciclo di vita, un valore particolarmente contenuto considerando che si tratta di un SUV con una massa di circa 1,9 tonnellate.
La Model Y ottiene inoltre 10/10 nella valutazione dei gas serra. Nei test sono state apprezzate l’efficienza del sistema di propulsione, la pompa di calore e la capacità dell’abitacolo di conservare la temperatura quando fuori fa molto freddo.
Anche la ricarica rapida è risultata efficace: nel test Green NCAP il passaggio dal 10 all’80% della batteria ha richiesto 24 minuti (per vedere la scheda e l’analisi completa Green NCAP è sufficiente andare QUI).
Fa ancora meglio in termini percentuali la BYD Dolphin Surf, che raggiunge il 96% e conquista anch’essa le cinque stelle. La compatta elettrica beneficia soprattutto del peso relativamente contenuto e di consumi ridotti. Green NCAP ha rilevato anche una buona capacità di ricarica rapida: dal 10 all’80% servono 33 minuti.
La Dolphin Surf dispone inoltre della funzione Vehicle-to-Load, che consente di utilizzare l’energia contenuta nella batteria per alimentare dispositivi elettrici esterni.
La Suzuki eVitara ottiene quattro stelle e mezzo e l’87%. Uno dei risultati migliori riguarda la ricarica domestica a 11 kW: il trasferimento di energia dalla rete alla batteria avviene con perdite contenute.
Meno convincente il comportamento alle basse temperature. Il riscaldamento dell’abitacolo richiede più tempo e la ricarica rapida in corrente continua è meno veloce rispetto ad alcune concorrenti: per passare dal 10 all’80% Green NCAP ha impiegato 44 minuti.

Il risultato più curioso della sessione arriva però dalla Volkswagen Golf 2.0 TDI. La compatta diesel tedesca ottiene 3,5 stelle e il 69%, diventando secondo i protocolli Green NCAP l’auto con motore a combustione interna con il miglior risultato mai registrato nei test del programma.
Il sistema di trattamento dei gas di scarico ha mantenuto molto basse le emissioni inquinanti e anche i consumi sono rimasti contenuti nelle differenti condizioni di prova, comprese quelle con temperature rigide. Green NCAP estende il risultato anche ad alcuni modelli tecnicamente molto simili equipaggiati con lo stesso sistema propulsivo, come Audi A3, Seat Leon e Skoda Octavia.
Il risultato non mette una Golf diesel sullo stesso piano delle elettriche che hanno ottenuto cinque stelle: dimostra però quanto le differenze tra singoli modelli possano essere rilevanti anche quando utilizzano lo stesso tipo di alimentazione.
Molto diverso il risultato della Volkswagen Tayron 1.5 eTSI mild hybrid a benzina. Il grande suv ottiene 2,5 stelle e il 41%. A penalizzarlo sono soprattutto i consumi e il risultato nell’indice relativo ai gas serra.
Green NCAP stima per la Tayron un’impronta climatica di circa 263 g di CO2 equivalente per chilometro lungo l’intero ciclo di vita, contro i 95 g/km della Tesla Model Y.
È proprio il confronto tra vetture molto diverse a spiegare perché Green NCAP non guarda più soltanto allo scarico. Dal 2025 l’analisi del ciclo di vita, o LCA, è entrata direttamente nelle tre aree che determinano il rating finale. Per questo i risultati delle auto valutate con il nuovo protocollo non possono essere confrontati direttamente con quelli ottenuti con le metodologie precedenti.
L’analisi considera le emissioni e l’energia necessarie nelle diverse fasi della vita del veicolo: materie prime, produzione dell’auto e della batteria, produzione e distribuzione del carburante o dell’elettricità, utilizzo, manutenzione e fine vita.
Per le elettriche, quindi, l’assenza di emissioni allo scarico non significa automaticamente ottenere il massimo punteggio. Pesano anche dimensioni della batteria, massa, consumi, provenienza dell’energia e processi produttivi.
Allo stesso modo, un motore benzina o diesel particolarmente efficiente può ottenere risultati migliori di altri modelli termici, ma continua a essere valutato anche per le emissioni generate nell’utilizzo e nella produzione del carburante.
«Il Rating di Sostenibilità consente ai consumatori di compiere scelte consapevoli».
È il senso della valutazione riassunto da Luigi Di Matteo, Coordinatore Centrale dell’Area Tecnica ACI: i dati sul ciclo di vita forniti e verificati permettono di rendere il confronto più preciso e di riconoscere gli investimenti dei costruttori che riducono realmente l’impatto climatico dei propri veicoli.
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