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Come si muovono gli italiani: 95 milioni di spostamenti al giorno

di Emiliano Ragoni - 04/11/2026

Ogni giorno in Italia si muovono circa 37 milioni di persone, più di sette abitanti su dieci, per un totale che sfiora i 95 milioni di spostamenti. Ci muoviamo molto, insomma, ma sempre più spesso restiamo vicino a casa.

È uno dei dati che emerge dal nuovo Osservatorio sulle tendenze della mobilità di passeggeri e merci pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e relativo al secondo trimestre del 2026.

La fotografia restituita dal MIT racconta un Paese nel quale la mobilità resta intensa, ma con percorrenze mediamente più corte. Rispetto a un anno fa la distanza media di ogni viaggio è diminuita del 3,5%, fermandosi a 24,6 chilometri.

Due persone su tre, inoltre, si spostano entro un raggio di 50 chilometri dal punto di partenza.

1. 95 milioni di spostamenti al giorno

Nel secondo trimestre del 2026 la popolazione mobile italiana è pari a circa 37 milioni di persone al giorno.

Nel complesso vengono effettuati quasi 95 milioni di spostamenti quotidiani, un dato che conferma quanto la mobilità resti una componente centrale della vita quotidiana degli italiani.

L’Osservatorio del MIT mette insieme informazioni provenienti dagli operatori nazionali del trasporto, dalle Direzioni generali del Ministero e dai principali centri studi del settore, con l’obiettivo di seguire l’andamento degli spostamenti di persone e merci.

2. Ci si muove soprattutto vicino a casa

Il dato più interessante riguarda però le distanze. In un anno la percorrenza media per spostamento è diminuita del 3,5% ed è scesa a 24,6 chilometri. La maggior parte degli spostamenti resta inoltre locale: circa due viaggiatori su tre rimangono entro 50 chilometri dal luogo di partenza.

È una tendenza che conferma quanto già emerso nelle rilevazioni precedenti: gli italiani continuano a muoversi molto, ma per una parte consistente degli spostamenti lo fanno all’interno del proprio territorio, per lavoro, studio, servizi e attività quotidiane.

3. Sulle autostrade meno auto, più mezzi pesanti

Sulla rete autostradale emerge invece una differenza tra traffico leggero e trasporto merci. Nel secondo trimestre del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, il traffico dei veicoli leggeri sulle autostrade in concessione diminuisce dell’1%.

Si muovono nella direzione opposta i mezzi pesanti, che registrano invece una crescita del 2%. Il dato non indica un crollo degli spostamenti in automobile, ma segnala una dinamica diversa tra mobilità privata e traffico commerciale. Ed è proprio il trasporto delle merci a mostrare una crescita più solida nel confronto con gli anni precedenti.

4. Aerei e Alta Velocità continuano a crescere

Tra le diverse modalità di trasporto è l’aereo a registrare l’aumento più marcato. Nel secondo trimestre del 2026 il numero dei passeggeri del trasporto aereo cresce del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche l’Alta Velocità ferroviaria resta in territorio positivo, con un incremento dell’1%.

Il quadro che emerge è quindi quello di una mobilità articolata: gli spostamenti quotidiani rimangono in gran parte locali, mentre sulle distanze maggiori continuano a crescere soprattutto aereo e ferrovia veloce.

5. Il confronto con il 2019

Il confronto con il periodo precedente alla pandemia mostra quanto sia cambiato il sistema dei trasporti negli ultimi sette anni. Rispetto al secondo trimestre del 2019, i passeggeri del trasporto aereo sono aumentati del 27%, mentre quelli dei treni Intercity sono cresciuti del 21%. Anche il traffico dei mezzi pesanti è nettamente superiore ai livelli pre-pandemia: il MIT rileva un aumento dell’8% sulle autostrade in concessione e del 10% sulla rete Anas.

Il ritorno ai livelli precedenti al Covid non ha quindi significato un semplice recupero. In diversi settori la domanda ha superato in maniera significativa quella del 2019.

6. Il peso crescente del trasporto merci

Il dato sui mezzi pesanti merita particolare attenzione. Nel confronto annuale il traffico cresce del 2% e, rispetto al 2019, rimane stabilmente su livelli superiori sia sulle autostrade sia sulla rete Anas.

È un’indicazione della centralità che il trasporto su gomma continua ad avere nella movimentazione delle merci in Italia e nella tenuta delle catene logistiche. Per questo i dati raccolti dall’Osservatorio non servono soltanto a descrivere come viaggiano gli italiani. Il Ministero li utilizza anche per individuare l’evoluzione della domanda e orientare la programmazione di infrastrutture e servizi.

Il quadro del secondo trimestre 2026 è quindi abbastanza chiaro: gli italiani continuano a spostarsi molto, ma per distanze mediamente più brevi. Sulle grandi direttrici il traffico leggero rallenta leggermente, mentre quello delle merci cresce. E sulle lunghe distanze aereo e Alta Velocità continuano a guadagnare passeggeri.

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