
Testo di Francesco Traino. In collaborazione con Mazda Italia
In un mercato automobilistico sempre più condizionato dalle normative antinquinamento, dove i motori diventano più piccoli, elettrificati e spesso privi di una vera personalità, Mazda sceglie ancora una volta di andare controcorrente. La nuova Mazda CX-5 rinuncia al downsizing e punta su un insolito 2.5 quattro cilindri aspirato mild hybrid da 141 CV. Una scelta tecnica che la dice lunga sulla filosofia della casa giapponese: privilegiare fluidità, naturalezza di funzionamento e piacere di guida, piuttosto che inseguire le prestazioni assolute.
Lunga 4,69 metri e larga 1,86, la nuova CX-5 predilige spazio, comfort e qualità percepita. Il listino parte da 36.450 euro, mentre la Homura protagonista della prova arriva a circa 46.000 euro e offre una dotazione particolarmente ricca: cerchi da 19 pollici, fari Matrix LED, rivestimenti in pelle, sedili elettrici riscaldati e ventilati, impianto Bose a 12 altoparlanti, head-up display e telecamere a 360 gradi.
L’abitacolo rappresenta uno dei maggiori punti di forza. Materiali, assemblaggi e cura dei dettagli raggiungono livelli da vettura premium, mentre gli 11 centimetri di passo guadagnati rispetto alla precedente generazione si traducono in un’abitabilità davvero generosa, soprattutto posteriormente. Anche viaggiando in cinque lo spazio non manca e il bagagliaio offre 583 litri, che diventano 2.000 abbattendo gli schienali.

Al centro della plancia troviamo un display da 15,6 pollici con sistema Android Automotive e servizi Google integrati. Fluido, intuitivo e ben organizzato, gestisce praticamente tutte le funzioni di bordo, climatizzazione compresa. Apprezzabile il posizionamento ribassato dello schermo, che non interferisce con la visibilità anteriore.
Sotto al cofano lavora un 2.5 aspirato abbinato a un sistema mild hybrid a 24V, integrato nel motorino d’avviamento, che fornisce un piccolo contributo nelle ripartenze, in generale nei transitori. I numeri evidenziano la sua vocazione: 141 CV, 238 Nm disponibili tra 3.500 e 3.750 giri, 0-100 km/h in 10,5 secondi e 187 km/h di velocità massima.
Non è un motore pensato per correre, ma per accompagnare la guida con estrema dolcezza. L’assenza del turbocompressore garantisce una risposta immediata all’acceleratore, senza ritardi, ma manca inevitabilmente quella spinta vigorosa ai medi regimi tipica dei moderni propulsori sovralimentati. Il segreto per apprezzarlo è guidare con fluidità, accarezzando l’acceleratore e lasciando scorrere la vettura. Ai bassi regimi la risposta è piacevole e lo spunto sufficiente per affrontare incroci e rotonde senza difficoltà. Insistere sull’acceleratore, invece, porta soprattutto a un aumento della rumorosità e dei consumi, con il cambio automatico che, quando sollecitato, non brilla per rapidità.

È soprattutto nel comportamento su strada che la CX-5 convince. Mazda ha sviluppato una taratura specifica delle sospensioni per il mercato europeo, ottenendo un equilibrio particolarmente riuscito tra capacità di assorbimento e controllo del corpo vettura.
L’assetto è tradizionale, senza ammortizzatori elettronici, ma lavora egregiamente: assorbe anche le asperità più marcate, contiene efficacemente il rollio e restituisce una sensazione di grande sicurezza. Il comfort acustico è molto buono finché il quattro cilindri rimane sotto i 3.500 giri, condizione nella quale la CX-5 esprime il meglio di sé.

Sorprende soprattutto lo sterzo, preciso, diretto e caratterizzato da una buona demoltiplicazione. Bastano piccoli movimenti del volante per ottenere cambi di traiettoria decisi, con una naturalezza sconosciuta a numerose concorrenti. Anche l’impianto frenante convince per mordente e modulabilità, aiutato da una massa complessiva inferiore ai 1.800 kg.
Il risultato è una SUV che, nonostante la vocazione familiare, riesce a coinvolgere nella guida. Per precisione dello sterzo, equilibrio dell’assetto e naturalezza delle reazioni, la CX-5 è tra le proposte più piacevoli del suo segmento.
Il rovescio della medaglia riguarda i consumi. Il 2.5 aspirato richiede uno stile di guida attento per esprimere una buona efficienza: a 130 km/h in autostrada si percorrono circa 11 km/l, che diventano 12,5 in extraurbano e 10,5 in città. Valori che si discostano leggermente dal consumo dichiarato nel ciclo misto che è di 14 km/l. Chi utilizza spesso l’acceleratore con decisione deve quindi mettere in conto percorrenze non sempre favorevoli.
La nuova Mazda CX-5 non cerca di stupire con accelerazioni brucianti o soluzioni tecniche esasperate. Preferisce puntare su un motore dalla risposta progressiva, su un comfort di alto livello e su una dinamica di guida curata nei minimi dettagli. È spaziosa, rifinita con attenzione e sorprendentemente piacevole tra le curve. Una proposta dalla personalità ben definita, che dimostra come il piacere di guida non sia necessariamente una questione di cavalli, ma soprattutto di equilibrio.

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