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Stellantis apre le porte a Dongfeng: accordo per vendere le Voyah

di Redazione - 20/05/2026

Testo di Fabio Madaro

1. L’accordo tra Stellantis e Dongfeng

Dopo Leapmotor, ora tocca a Dongfeng. Nel giro di poche settimane Stellantis ha consolidato un secondo asse strategico con la Cina, annunciando un memorandum d’intesa con Dongfeng Motor Corporation per costituire una joint venture europea dedicata alla vendita, alla distribuzione e alla produzione dei veicoli elettrici premium del marchio Voyah.

L’operazione, ancora subordinata alla firma degli accordi definitivi e alle necessarie autorizzazioni, prevede una nuova società con sede in Europa controllata al 51% da Stellantis e al 49% da Dongfeng. Un equilibrio che sulla carta lascia il comando al Gruppo guidato da Antonio Filosa, ma che nella sostanza conferma un trend ormai evidente: per competere nell’elettrico, i costruttori europei devono sempre più attingere al know-how industriale e tecnologico cinese.

2. Cos’è Voyah e perché interessa all’Europa

Il brand Voyah è stato lanciato nel 2020 da Dongfeng come marchio di fascia alta specializzato in veicoli elettrici e ibridi plug-in. In Cina si propone come alternativa nazionale a Tesla, NIO e Li Auto, con modelli caratterizzati da design ricercato, tecnologie avanzate e interni particolarmente curati.

La gamma comprende già suv, berline e monovolume di lusso. Tra i modelli più noti figurano il suv Free, la berlina Passion e il grande Mpv Dream, quest’ultimo pensato per il trasporto executive e per le famiglie alto-spendenti.

In Europa Voyah è presente ancora in modo molto marginale, con numeri piccoli. Proprio per questo l’accordo con Stellantis rappresenta un’accelerazione decisiva: sfruttando una rete commerciale consolidata e una struttura post-vendita diffusa, Dongfeng potrà entrare nei mercati europei con maggiore credibilità e con costi significativamente ridotti.

3. La produzione nello stabilimento di Rennes

Il cuore industriale del progetto è lo stabilimento Stellantis a Rennes, in Bretagna. Qui oggi viene prodotta soprattutto la Citroën C5 Aircross, ma l’impianto lavora da tempo ben al di sotto della sua capacità produttiva.

Assemblare in Francia le auto di Voyah consentirebbe di soddisfare i requisiti del “Made in Europe” e, soprattutto, di evitare i dazi aggiuntivi imposti dall’Unione Europea sulle vetture elettriche costruite in Cina. In altre parole, la tecnologia resta cinese, ma la targa industriale diventa europea.

Dal punto di vista occupazionale, la notizia può essere accolta positivamente dai lavoratori francesi: meglio una linea produttiva attiva che un impianto sottoutilizzato. Ma sul piano strategico il messaggio è più complesso. L’Europa mantiene i posti di lavoro, mentre una quota crescente del valore tecnologico e della proprietà intellettuale continua a provenire dall’Asia.

4. Acquisti, ingegneria e know-how cinese

La joint venture non si limiterà alla commercializzazione dei modelli Voyah. Il progetto include anche attività congiunte di engineering e purchasing, ovvero sviluppo tecnico e approvvigionamento di componenti.

È un passaggio fondamentale. Significa che Stellantis non si limita a fare da distributore, ma punta a integrare nella propria organizzazione parte dell’ecosistema industriale cinese, oggi considerato il più competitivo al mondo nel settore delle batterie, dell’elettronica di potenza e del software per veicoli elettrici.

Antonio Filosa, ceo di Stellantis, ha parlato di “una partnership internazionale al servizio dei clienti di tutto il mondo”, sottolineando la possibilità di offrire prodotti più competitivi e accessibili. Una dichiarazione che, letta tra le righe, riconosce implicitamente il vantaggio accumulato dai costruttori cinesi in termini di costi e rapidità di sviluppo.

5. Un asse con la Cina sempre più esteso

L’intesa con Dongfeng arriva a pochi giorni da un altro accordo già annunciato. Il rafforzamento della joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile, DPCA, che dal 2027 produrrà a Wuhan nuovi modelli elettrificati Peugeot e Jeep destinati sia al mercato cinese sia all’export globale (ne abbiamo parlato qui).

Nel frattempo continua anche la collaborazione con Leapmotor, che prevede l’espansione della produzione in Spagna. Il quadro complessivo è chiaro: Stellantis sta costruendo una rete di partnership che sfrutta tecnologie cinesi e capacità produttiva europea.

Dal punto di vista industriale, la logica dell’operazione è difficilmente contestabile. Stellantis valorizza fabbriche europee sottoutilizzate, amplia l’offerta elettrica e accede a piattaforme e componenti competitivi. Dongfeng, dal canto suo, ottiene un passaporto industriale per entrare in Europa senza affrontare da sola le barriere commerciali e regolatorie.

Ma la domanda di fondo resta aperta: chi sta davvero guidando l’innovazione?

Per decenni i costruttori europei hanno dominato il settore automobilistico mondiale. Oggi, nella corsa all’elettrico e non solo, il vantaggio tecnologico e industriale si è spostato verso la Cina. Accordi come questo mantengono attivi gli stabilimenti europei e preservano parte dell’occupazione, ma sanciscono anche una crescente dipendenza da piattaforme, batterie e software sviluppati altrove.

Voyah produrrà pure in Francia, ma il cuore dell’auto batterà sempre più spesso a Wuhan. E per l’industria europea, questa è al tempo stesso una necessità e un preoccupante campanello d’allarme.

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