Stellantis lancerà nel 2028 una piccola vettura elettrica e a basso costo destinata al mercato europeo. La notizia è arrivata pochi giorni prima della presentazione del piano strategico che l’amministratore delegato Antonio Filosa terrà il 21 maggio alla sede americana del gruppo, ad Auburn Hills, nel Michigan.
La nuova auto, chiamata internamente “E-Car”, sarà prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, in Campania, dove oggi escono dalla catena di montaggio la Fiat Panda e l’Alfa Romeo Tonale. Il prezzo di partenza, secondo quanto riportato da Reuters, dovrebbe aggirarsi intorno ai 15.000 euro: una cifra che la collocherebbe al di sotto di qualsiasi elettrica attualmente in vendita in Europa.

Stellantis non ha ancora comunicato sotto quale marchio, o quali marchi, verrà commercializzata. Il Gruppo ha precisato solo che sarà sviluppata con partner esterni per contenere i costi e ridurre i tempi di sviluppo. Tra i possibili fornitori di tecnologia figurano Leapmotor, di cui Stellantis detiene il 20%, e Dongfeng, partner storico in Cina.
Per Filosa, l’obiettivo è intercettare una domanda che il mercato esprime con chiarezza: “I nostri clienti chiedono un ritorno alle piccole vetture di stile, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili e rispettose dell’ambiente”.
Il segmento delle minicar ha perso terreno negli ultimi anni, schiacciato dai costi crescenti legati alle normative sulle emissioni e sulla connettività. Tuttavia, i segnali di ripresa ci sono: la Renault Twingo elettrica, prodotta in Slovenia a meno di 20.000 euro, ha già riportato attenzione sul segmento. Dal 2027 arriverà anche la Volkswagen Id.1. Dacia e Nissan stanno preparando le loro varianti.
In questo contesto, Stellantis può contare su un vantaggio competitivo: la Fiat Panda è la minicar più venduta in Europa da inizio anno. Ma il modello attuale non ha una versione completamente elettrica e il progetto originale risale a oltre un decennio fa. La Panda resterà in produzione fino al 2030, affiancata dalla nuova arrivata.
Per Pomigliano, l’annuncio ha un significato industriale importante. Lo stabilimento ha una capacità installata di 300.000 unità, ma nel 2025 ne ha prodotte circa 135.000. I sindacati italiani hanno accolto la notizia con favore, auspicando che il nuovo modello permetta di portare l’impianto a piena occupazione.
Sul fronte normativo europeo, la Commissione europea non ha ancora istituito una categoria omologativa dedicata alle piccole vetture, come auspicato da John Elkann e dall’ex numero uno di Renault Luca de Meo, che aveva proposto una sorta di “kei car” europea. Il pacchetto Automotive dello scorso dicembre si è limitato a introdurre supercrediti per i veicoli elettrici lunghi al massimo 4,2 metri e fabbricati in Europa.
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