
Testo di Mattia Eccheli
Dopo il fotovoltaico, l’idrogeno e la stazione sperimentale di ricarica elettrica da 1 MW della bolzanina Alpitronic (per il momento per i veicoli industriali), l’A22 del Brennero ha ufficializzato l’avvio del progetto europeo 5GBeam (Developing 5G Infrastructure along the Brenner Corridor for a European Automated Mobility).
Il progetto è guidato da Autostrada del Brennero e vede la collaborazione con Tim, Inwit Spa, Optimus Tower Austria GmbH, Most (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile) e Università degli Studi di Napoli Federico II. L’obiettivo è l’implementazione della connettività 5G, che permette di sviluppare casi d’uso avanzati di guida connessa e autonoma.
L’operazione, portata avanti con le Province autonome di Trento e Bolzano, è finanziata al 50% dal Programma Connecting Europe Facility della Commissione europea (8,7 milioni di euro). Il progetto è stato avviato formalmente lo scorso dicembre e ha una durata di 36 mesi.
“Il 5GBeam è il motore per la trasformazione digitale ed ecologica dell’economia europea lungo i corridoi transfrontalieri – ha spiegato Diego Cattoni, amministratore delegato di Autostrada del Brennero – e l’A22 occupa una posizione strategica sull’asse scandinavo-mediterraneo, che collega il nord con il sud dell’Europa”.

Il manager ha precisato che il piano punta a collegare strade e veicoli intelligenti per “generare benefici immediati per la comunità: dalla riduzione dell’incidentalità alla garanzia di efficienza di un’arteria che è stata, e continua a essere, laboratorio di innovazione a livello internazionale”.
“Il progetto 5GBeam – ha aggiunto Carlo Costa, direttore generale – mira a potenziare l’infrastruttura 5G lungo l’A22, integrando una copertura senza interruzioni a 700 e 3.700 MHz”.
La rete 5G Standalone è completamente indipendente da quella 4G e dovrà consentire di “implementare la mobilità connessa e automatizzata”, anche grazie alla sua “ultra-affidabilità e bassa latenza, essenziali per raggiungere livelli di automazione più elevati”.
L’A22 si attende un’ottimizzazione della sicurezza stradale, con una riduzione degli incidenti, e un incremento dell’efficienza del traffico. Atteso anche un conseguente abbattimento delle emissioni di CO2, per effetto della “contrazione dei fenomeni di stop&go”.
“Oggi il tempo di latenza umano prima di una frenata è di circa un secondo, ossia circa 36 metri a 130 km/h. La latenza quasi istantanea del 5G garantisce di poter iniziare la frenata dopo appena 18 centimetri. È evidente che il futuro della mobilità si gioca sulla frontiera dei big data”, ha sottolineato Costa.
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