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Stellantis investe in Italia: FireFly Euro 7 e nuova Maserati Grecale

di Emiliano Ragoni - 31/01/2026

1. L’impegno confermato al tavolo Mimit

Stellantis, in occasione del Tavolo Mimit, ha confermato gli investimenti in Italia. Emanuele Cappellano, responsabile Enlarged Europe & European Brands e Stellantis Pro One, ha evidenziato che nel 2025 l’azienda ha chiuso con oltre 7 miliardi di euro di acquisti da fornitori italiani e che tale impegno sarà confermato anche per il 2026.

Alla riunione, presenziata dal Ministro Urso, hanno partecipato anche i sindacati metalmeccanici, le imprese della filiera e le Regioni che ospitano nel loro territorio siti di Stellantis.

Di seguito il dettaglio degli investimenti che il Gruppo farà in Italia nei prossimi mesi.

2. Melfi: nuovi modelli e ripresa dei turni

A Melfi è già iniziata la produzione della nuova DS 8 e della Jeep Compass, ha riferito Cappellano durante l’incontro. Secondo il manager, la domanda per la Compass porterà lo stabilimento a ripristinare un secondo turno di produzione nelle prossime settimane.

Ecco la roadmap per lo stabilimento lucano:

  • Nel 2026: sarà avviato a Melfi l’assemblaggio di un altro modello DS, seguito più avanti dalla nuova Lancia Gamma. Entrambe saranno disponibili sia in versione elettrica che ibrida.
  • Entro il 2028: Un ulteriore nuovo modello è programmato per entrare in produzione nello stabilimento.

Jeep Compass

3. Mirafiori: nuove assunzioni per la 500 Ibrida

Stellantis ha dichiarato che assumerà oltre 400 lavoratori nello stabilimento di Mirafiori quest’anno (parte di un totale di 500 nuove assunzioni previste in Italia).

L’azienda si sta preparando ad avviare un secondo turno di produzione per la nuova Fiat 500 ibrida.

4. Atessa: nuova generazione di mezzi commerciali

Il Gruppo sta espandendo le attività anche ad Atessa, dove nei prossimi giorni ripristinerà parzialmente un terzo turno di produzione.

Questo permetterà di costruire ulteriori 200 veicoli al giorno nello stabilimento abruzzese. Ad Atessa verrà poi prodotta la nuova generazione di veicoli commerciali.

5. Termoli e Cassino

Termoli: motori e cambi
A Termoli Stellantis Stellantis ha confermato gli investimenti nei motori a benzina FireFly “GSE”, adattati per soddisfare le normative sulle emissioni Euro 7 per l’utilizzo oltre il 2030. È previsto inoltre l’arrivo di una nuova linea di cambi e-DCT, garantendo la continuità operativa indipendentemente dalle decisioni future sugli investimenti nella Gigafactory.

Cassino
Tra le altre novità c’è anche la nuova Maserati Grecale, che verrà assemblata a Cassino. Per sapere nel dettaglio gli sviluppi futuri del Tridente sarà necessario attendere il 21 maggio quando, nell’ambito dell’Investor Day nella sede di Auburn Hills, nel Michigan, verrà svelato il nuovo piano strategico.

6. L’impegno del Mimit

Nel corso dell’incontro è stato poi presentato dai tecnici del Mimit il nuovo DPCM che programma le risorse del Fondo Automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi di euro, offrendo alle imprese una prospettiva pluriennale destinando il 75% delle risorse all’offerta.

Nello specifico:

  • La quota principale è riservata agli Accordi per l’innovazione, con 750 milioni di euro per ricerca e sviluppo.
  • Seguono i Contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai mini-contratti.

Sul fronte della domanda, una parte rilevante delle risorse sarà destinata:

  • All’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri.
  • Al sostegno per i veicoli della categoria L.
  • Al retrofit, al bonus per le colonnine di ricarica e al noleggio sociale a lungo termine (qui la notizia).

A queste misure del Fondo Automotive si affiancano gli interventi previsti dalla legge di bilancio, come il Nuovo Piano Transizione 5.0 e il rifinanziamento della Nuova Sabatini.

7. Le dichiarazioni di Urso e dei Sindacati

Le parole del Ministro Urso
Urso, pur riconoscendo il passo in avanti dell’Europa, ha ribadito che non è sufficiente per la sopravvivenza dell’intero settore: “Con il nostro primo non-paper sul settore dell’ottobre 2024 abbiamo aperto la strada alle riforme in Europa, riuscendo ad ottenere l’anticipo della revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ e il rinvio delle supermulte che avrebbero portato al collasso del sistema industriale dell’Automotive europeo.”

La proposta di revisione presentata il 16 dicembre scorso dalla Commissione pur andando nella direzione giusta, secondo Urso non è affatto sufficiente: serve il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica, lo sviluppo dei biocombustibili, risorse significative sulla filiera delle batterie e la tutela del Made in Europe.

La posizione dei Sindacati
I sindacati durante il loro intervento hanno espresso preoccupazione per l’andamento contingente del settore auto in Italia che nel 2025 ha chiuso a quota 380mila veicoli.

Il Segretario generale Fim Cisl Ferdinando Uliano ha ribadito come la revisione del green deal rappresenti sicuramente importante ma non sufficiente, sottolineando la necessità di affrontare la crisi del settore Automotive con una strategia che coniughi la transizione con la sostenibilità sociale e industriale.

“Bisogna adottare misure concrete a sostegno della competitività dell’industria dell’auto a partire da interventi sul costo dell’energia che ci vede fortemente penalizzati come Paese anche all’interno della stessa UE.”

Uliano ha poi precisato: “solo una revisione delle regole del Patto di Stabilità che consenta deroghe specifiche per gli investimenti nell’industria civile e nel comparto auto, al pari di quello che si sta facendo per l’industria militare”.

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