La firma dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e l’India, siglato il 27 gennaio 2026, segna un potenziale punto di svolta per l’industria automobilistica del Vecchio Continente. Secondo quanto riportato da Automotive News Europe, l’intesa mira ad abbattere le barriere tariffarie che hanno finora protetto il terzo mercato auto più grande al mondo.
Il cuore dell’accordo risiede in una drastica riduzione delle tariffe doganali. Attualmente, le auto importate in India sono soggette a dazi proibitivi fino al 110%. Con le nuove regole, questa aliquota scenderà immediatamente al 35%, per poi ridursi ulteriormente fino al 10% nell’arco di un decennio.
Tuttavia, come precisano fonti informate citate da Bloomberg, l’apertura non è totale ma regolata da quote e scaglioni precisi:
| Categoria | Quota / Soglia | Nuovo Dazio | Status | Note |
|---|---|---|---|---|
| Riduzione Immediata | Tutte (in quota) | 35% (ex 110%) | SUBITO | Taglio immediato alla firma. |
| Motori Termici (ICE) | 160.000 unità | 10% | 5 ANNI | Riduzione progressiva. |
| Veicoli Elettrici (EV) | 90.000 unità | 10% | 10 ANNI | Tutela industria indiana EV. |
| Componenti | N/A | 0% | 5-10 ANNI | Abolizione totale dazi. |
| Kit CKD
(insiemi di sottoparti) |
– | Invariato | ESCLUSO | Nessun taglio ai kit assemblaggio. |
| Prezzo < 15k€ | – | Invariato | ESCLUSO | Segmento di massa protetto. |
L’accordo giunge in un momento in cui l’India, con 4,5 milioni di auto vendute nel 2025, ha consolidato la sua posizione come terzo mercato globale. Tuttavia, secondo i dati della Fada, la presenza europea è ancora marginale rispetto ai giganti asiatici:
Le associazioni di categoria Acea e Oica hanno definito il patto una “pietra miliare”, esortando a una rapida ratifica.
Il mercato interno europeo, che ha chiuso il 2025 a quota 10.822.831 unità, ha perso fino a 3 milioni di unità l’anno dopo la pandemia. Congiuntamente in Cina, il più grande mercato del mondo, i marchi nazionali stanno sottraendo quote di mercato alle compagnie europee come VW, Mercedes, Porsche e Bmw. Mentre il Gruppo Renault e Stellantis sono in gran parte usciti di scena. Con 1,5 miliardi di persone e una classe media in crescita, l’India ha a lungo stuzzicato le case automobilistiche straniere, ma i dazi e le regole sul contenuto locale hanno protetto giganti affermati come Maruti Suzuki, che detiene una quota di mercato superiore al 40%, Mahindra & Mahindra, Hyundai e Tata.
Secondo Autopunditz, che analizza i dati di vendita indiani, nonostante alcuni anni di alti e bassi, il mercato delle autovetture è triplicato dal 2007, quando furono consegnate ai concessionari circa 1,5 milioni di auto. Nel 2025, il mercato ha raggiunto i 4,5 milioni, posizionandosi terzo dietro Cina e Stati Uniti, e davanti a Giappone e Germania.
Anche la Tesla, come abbiamo visto in questo articolo, sta puntando all’India per tornare a crescere.
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