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Europa-India: patto da 4 miliardi per salvare l’industria dell’auto

di Emiliano Ragoni - 28/01/2026

1. I dettagli dell’accordo: dazi e quote

La firma dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e l’India, siglato il 27 gennaio 2026, segna un potenziale punto di svolta per l’industria automobilistica del Vecchio Continente. Secondo quanto riportato da Automotive News Europe, l’intesa mira ad abbattere le barriere tariffarie che hanno finora protetto il terzo mercato auto più grande al mondo.

Il cuore dell’accordo risiede in una drastica riduzione delle tariffe doganali. Attualmente, le auto importate in India sono soggette a dazi proibitivi fino al 110%. Con le nuove regole, questa aliquota scenderà immediatamente al 35%, per poi ridursi ulteriormente fino al 10% nell’arco di un decennio.

Tuttavia, come precisano fonti informate citate da Bloomberg, l’apertura non è totale ma regolata da quote e scaglioni precisi:

  • Quote annuali: il regime agevolato si applicherà a un contingente di 250.000 veicoli all’anno.
  • Motori termici vs Elettrici: circa 160.000 unità riguarderanno veicoli con motore a combustione interna (dazio al 10% in cinque anni). Per i 90.000 veicoli elettrici, la riduzione al 10% scatterà solo dal decimo anno per proteggere l’industria locale.
  • Soglie di prezzo: le auto con un prezzo inferiore ai 15.000 euro sono escluse dall’accordo.
  • Componentistica: i dazi sui componenti importati dall’Europa saranno aboliti in un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni.

Schema riassuntivo tariffe e tempistiche

Categoria Quota / Soglia Nuovo Dazio Status Note
Riduzione Immediata Tutte (in quota) 35% (ex 110%) SUBITO Taglio immediato alla firma.
Motori Termici (ICE) 160.000 unità 10% 5 ANNI Riduzione progressiva.
Veicoli Elettrici (EV) 90.000 unità 10% 10 ANNI Tutela industria indiana EV.
Componenti N/A 0% 5-10 ANNI Abolizione totale dazi.
Kit CKD

(insiemi di sottoparti)

Invariato ESCLUSO Nessun taglio ai kit assemblaggio.
Prezzo < 15k€ Invariato ESCLUSO Segmento di massa protetto.

3. La situazione delle Case europee in India

L’accordo giunge in un momento in cui l’India, con 4,5 milioni di auto vendute nel 2025, ha consolidato la sua posizione come terzo mercato globale. Tuttavia, secondo i dati della Fada, la presenza europea è ancora marginale rispetto ai giganti asiatici:

  • Gruppo Volkswagen: primo tra gli europei ma solo settimo assoluto (< 2% quota mercato). Trainato da Skoda, produce in loco la Kushaq, la Slavia e il nuovo mini Suv Kylaq.
  • Renault: decimo posto (1% quota). Sta rilevando la quota Nissan a Chennai, dove è appena iniziata la produzione della nuova Duster.
  • Stellantis: 14° posto (0,3% quota). Presente con Citroën (C3, C3 Aircross, nuova Basalt). L’India funge anche da hub export per i motori.
  • Marchi premium tedeschi (Mercedes, Bmw, Audi): quote inferiori allo 0,5%. Il nuovo accordo permetterà di passare dall’assemblaggio di kit (costosi e soggetti a dazi elevati), all’importazione diretta di modelli top di gamma.

4. Le reazioni dei Ceo e della politica

  • Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione UE, ha celebrato la creazione di una “zona di libero scambio da 2 miliardi di persone”. Ecco le reazioni dei manager automobilistici raccolte da Reuters:
  • Renault (Fabrice Cambolive): definisce l’accordo una buona notizia, sottolineando come l’India diventerà una priorità assoluta per l’export tecnologico e lo sviluppo produttivo.
  • Bmw (Oliver Zipse): ribadisce l’importanza dell’intesa per la Germania come nazione esportatrice.
  • Mercedes (Ola Kallenius): vede l’apertura del mercato come un’opportunità cruciale per rafforzare l’economia tedesca.
  • Volkswagen Group (Oliver Blume): esprime sostegno per ogni iniziativa a favore del libero scambio.

Le associazioni di categoria Acea e Oica hanno definito il patto una “pietra miliare”, esortando a una rapida ratifica.

Patto Europa-India: conclusioni

Il mercato interno europeo, che ha chiuso il 2025 a quota 10.822.831 unità, ha perso fino a 3 milioni di unità l’anno dopo la pandemia. Congiuntamente in Cina, il più grande mercato del mondo, i marchi nazionali stanno sottraendo quote di mercato alle compagnie europee come VW, Mercedes, Porsche e Bmw. Mentre il Gruppo Renault e Stellantis sono in gran parte usciti di scena. Con 1,5 miliardi di persone e una classe media in crescita, l’India ha a lungo stuzzicato le case automobilistiche straniere, ma i dazi e le regole sul contenuto locale hanno protetto giganti affermati come Maruti Suzuki, che detiene una quota di mercato superiore al 40%, Mahindra & Mahindra, Hyundai e Tata.

Secondo Autopunditz, che analizza i dati di vendita indiani, nonostante alcuni anni di alti e bassi, il mercato delle autovetture è triplicato dal 2007, quando furono consegnate ai concessionari circa 1,5 milioni di auto. Nel 2025, il mercato ha raggiunto i 4,5 milioni, posizionandosi terzo dietro Cina e Stati Uniti, e davanti a Giappone e Germania.

Anche la Tesla, come abbiamo visto in questo articolo, sta puntando all’India per tornare a crescere.

 

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