La EX60 è molto importante per Volvo perché, dal punto di vista dimensionale, entra nel più grande segmento di auto elettriche a livello globale. Ma essendo un modello premium, andrà direttamente in concorrenza con Audi Q6 e-tron, Bmw iX3 e Mercedes GLC EQ. E, negli allestimenti top di gamma, con Porsche Macan EV.
Restando in casa Volvo, la EX60 è l’equivalente elettrico del modello più venduto della casa, cioè la XC60, che ha sostanzialmente le stesse dimensioni ma è disponibile solo con motori mild e plug-in hybrid. Ma la EX60 è realizzata su una piattaforma tutta nuova, denominata Spa3 e sviluppata internamente, che è altamente scalabile, cioè supporterà tutte le prossime Volvo elettriche dal segmento B al segmento F. Come dire dall’erede della EX30 fino alle prossime EX90. E tutte queste auto condivideranno anche l’architettura software e la connettività cloud. Per ottimizzare produzione, redditività e utilizzo.
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La EX60 è una crossover lunga 4,80 metri e alta 1,65, che inizialmente viene costruita in Svezia, ma Volvo ha l’obiettivo produrla prossimamente anche nelle zone del mondo dove la richiesta sarà maggiore. Il design è ispirato a quello dei più recenti prodotti elettrici della Casa svedese: riconoscibilissimo e moderno, ma non estremo.
La vettura è disponibile con carrozzeria normale in allestimento Plus e Extra, e nell’ormai tradizionale variante Cross Country, con assetto rialzato di 20 mm e un aspetto ispirato al fuoristrada, che può beneficiare anche di una sospensione pneumatica specifica che la alza di altri 20 mm o, ad alta velocità, la abbassa per ridurre la resistenza aerodinamica. In più ci sono carreggiate ampliate, passaruota allargati, modanature nere sulle porte, cerchi specifici e una piastra di protezione in acciaio spazzolato che richiama le protezioni anteriori e posteriori.
Passo lungo e pianale piatto rendono l’abitacolo ben più ospitale e capiente rispetto a quello della contigua XC60, anche se, dopotutto, l’alternativa elettrica è più lunga solo di 10 cm, mentre altezza e larghezza esterna sono pressoché le stesse. L’arredo interno è quello tipicamente nordico, fatto di linee rettilinee e minimaliste che magari non “scaldano” l’atmosfera però sottolineano ampiezza e luminosità.
Ovviamente è molto esteso, per non dire totale, l’impiego di materiali riciclati e riciclabili, che sono ben realizzati e assemblati, anche se al tatto non hanno lo stesso effetto delle plastiche tradizionali e delle pelli naturali. La strumentazione digitale ed è montata in alto, per la prima volta su una Volvo, e va consultata da sopra il volante, che ha una forma forma vagamente quadrata. Il display centrale, che certo non è avaro nelle dimensioni, dà accesso a quasi tutte le funzioni dell’auto.
La EX60 è dotata di tecnologie all’avanguardia, a cominciare dall’HuginCore, cioè il nuovo sistema centrale di Volvo, che consente all’auto di elaborare dati e agire in modo molto rapido, ed è stato sviluppato in collaborazione con Google, Nnvidia e Qualcomm Technologies. Ma è anche la prima Volvo a essere dotata di Gemini, l’assistente di Google che utilizza l’intelligenza artificiale e dovrebbe consentire di intrattenere conversazioni naturali e personalizzate senza la necessità di memorizzare comandi specifici.
Comunque il sistema di infotainment promette una reattività istantanea, schermi si attivano più rapidamente, mappe che si caricano all’istante, un funzionamento estremamente fluido e un’interfaccia utente con accesso molto veloce alle funzioni principali.
Gli amanti della musica saranno attratti dell’impianto audio Bowers & Wilkins con 28 diffusori che, per la prima volta su una Volvo, ha altoparlanti integrati nei poggiatesta dei quattro sedili principali. In più ci sono Apple Music preinstallata, Dolby Atmos e la tecnologia Spatial Audio.
La EX60 è già ordinabile con prezzi compresi tra 63.500 a 81.450 euro, cioè praticamente lo stesso ventaglio delle XC60 plug-in hybrid. Tre le soluzioni meccaniche. La P6, disponibile solo con carrozzeria standard, ha il motore singolo posteriore da 374 cv e una batteria da 83 kWh lordi che promette 620 km di autonomia. La P10 bimotore e integrale, che dovrebbe essere la più richiesta nel nostro Paese, arriva a 510 cv e, secondo la Volvo, con la batteria da 93 kWh arriva a 660 km. Poi, verso fine 2026, si aggiungerà la P12, cioè la versione “manifesto” della gamma.
Quella che, più delle altre, fa dire a Håkan Samuelsson, ceo di Volvo Cars: “Con quest’auto eliminiamo tutti gli ostacoli ancora esistenti al passaggio all’elettrico”. Sulla P12, infatti, la batteria da 117 kWh offrirebbe un’autonomia ufficiale di ben 810 km. In questo caso la potenza erogata dai motori anteriore e posteriore è di 680 cv. L’opzione Cross Country, in consegna anch’essa dopo l’estate, è prevista solo per le P10 e P12 a trazione integrale e comporta un sovrapprezzo di circa 3mila euro.
Per tutte le motorizzazioni la velocità massima è limitata a 180 km/h ma, ovviamente, l’accelerazione cambia molto: la P6 passa da 0 a 100 all’ora in 5”9, le P10 in 4”6 e la P12 in 3,9. La potenza di ricarica è sempre elevata, ma se la P6 si “ferma” a 320 kW, le altre varianti arrivano a 370 kW.
La EX60 offre 10 anni di garanzia sulla batteria e in Svezia viene offerta ai clienti privati con tre anni di ricarica domestica gratuita. Ma, secondo la Casa, l’offerta verrà estesa anche ad altri mercati e si sta valutando anche la possibilità di un accordo con un operatore italiano.
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