
Su l’Automobile Aci non è la prima volta che parliamo di riciclo nel mondo dell’auto. L’attuale concetto di sostenibilità contempla diversi ambiti, che prendono in considerazione l’intero ciclo di vita del prodotto (QUI abbiamo parlato dell’acciaio verde), compreso il riutilizzo a fine vita.
Oggi ci concentreremo proprio su quest’ultimo aspetto, ossia sul riciclo a fine vita di un veicolo. L’occasione per parlare dell’interessante tema è il recente annuncio della Toyota, che ha dichiarato di aver creato la Circular Factory. Si tratta di una struttura preposta al “trattamento” dei veicoli a fine vita, sfruttando i principi del riciclo, del riuso e della rifabbricazione.
Il primo laboratorio, situato presso lo stabilimento Toyota Motor Manufacturing UK (TMUK) di Burnaston (collocato in Inghilterra, è conosciuto per la produzione della Corolla), inizierà le attività nel terzo trimestre di quest’anno e mira a diventare il centro di eccellenza per le future operazioni di riciclaggio in Europa e nel mondo.
Toyota Circular Factory è il nome identificativo dato dalla società giapponese a tutte le attività di riciclaggio. L’approccio seguito per il trattamento dei veicoli a fine vita si articola attorno a tre aree chiave: parti riutilizzabili, elementi di base che possono essere rigenerati e materiali riciclabili.

Dopo un processo di convalida completo dell’auto, i pezzi riutilizzabili vengono reintrodotti sul mercato attraverso i rivenditori o i distributori di ricambi. Elementi come le batterie e le ruote, vengono valutati in base al loro potenziale di rifabbricazione, riutilizzo o riciclaggio.
La Toyota intende riciclare materie prime preziose come il rame, l’alluminio, l’acciaio e la plastica. Secondo quanto dichiarato dalla casa giapponese, questi materiali riciclati sostituiranno il più possibile i materiali vergini nella produzione di nuovi componenti destinati alle auto di nuova fabbricazione.
🔧 1. Ritiro e accettazioneIl veicolo viene portato presso un impianto autorizzato di trattamento (Centro di raccolta), dove viene registrata la radiazione dal pubblico registro automobilistico e inizia il processo di demolizione.
2. Messa in sicurezza (depollution)
È una fase cruciale per la tutela ambientale:
🔩 3. Smontaggio dei componenti riutilizzabili
Parti ancora in buono stato vengono recuperate per il riuso o la rivendita:
4. Frantumazione (shredding)
La scocca del veicolo, privata dei componenti utili e dei fluidi, viene frantumata meccanicamente in un impianto di shredding, che separa:
🔄 5. Separazione e trattamento dei materiali
🔁 6. Riciclo e reimmissione nel ciclo industriale
I materiali recuperati rientrano nella produzione industriale:
♻️ Il modello Toyota Circular Factory
La Toyota vuole massimizzare il valore residuo dei materiali e promuove un ciclo chiuso in cui:

Leon van der Merwe, Vicepresidente dell’Economia Circolare di Toyota Motor Europe, ha dichiarato: “L’obiettivo iniziale è quello di riciclare circa 10.000 veicoli all’anno nell’impianto del Regno Unito, che darà nuova vita a 120.000 parti, recupererà 300 tonnellate di plastica ad alta purezza e 8.200 tonnellate di acciaio, oltre ad altri materiali. Come passo successivo per il concetto di Toyota Circular Factory, abbiamo in programma di avviare operazioni simili in tutta Europa. E non ci fermiamo alle nostre strutture: siamo desiderosi di collaborare con altre organizzazioni che condividono la nostra passione per la circolarità e l’impegno per la neutralità delle emissioni di carbonio”.
Con questa iniziativa, Toyota mira a ridurre in modo significativo l’impatto ambientale associato alla produzione di veicoli e sottocomponenti.
La missione della Toyota Circular Factory è quella di riciclare sistematicamente i veicoli a fine vita, massimizzando il recupero dei materiali riciclabili e dei componenti riutilizzabili e stabilendo un nuovo standard per le operazioni circolari.
La divisione europea della Toyota si è impegnata a essere completamente neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2040 e a raggiungere la neutralità dal punto di vista delle emissioni di carbonio in tutti gli stabilimenti di proprietà entro il 2030. Entro il 2035, la società prevede di ridurre al 100% le emissioni di CO2 in tutta la sua gamma di prodotti europei.
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