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L’Unione Europea introduce nuovi limiti sulle emissioni di CO2

di Marco Triulzi - 02/01/2025

L’Unione Europea ha introdotto il 1° gennaio nuovi e stringenti limiti sulle emissioni di CO2 per le auto. Si tratta di un passo decisivo nel percorso verso la mobilità a zero emissioni previsto dal Green Deal 2035. Un passo che tuttavia rischia di trasformarsi in un boomerang catastrofico per l’industria automobilistica del Vecchio Continente, già afflitta da costi crescenti della transizione ecologica e dalla pressione della concorrenza cinese sempre più agguerrita.

Le nuove regole sulle emissioni di CO2

Dal 1° gennaio 2025, il livello medio di emissioni di anidride carbonica per chilometro per ogni nuova auto venduta non deve superare i 93,6 grammi. Un obiettivo molto più severo rispetto ai 115 grammi del 2024. Questo limite si applica alla flotta complessiva di ogni casa automobilistica, con calcoli specifici per ciascun produttore. Per chi non rispetterà questi parametri, le sanzioni sono salatissime: 95 euro per ogni grammo di CO2 in eccesso per chilometro, moltiplicato per il numero di veicoli venduti.

Per attenuare il rischio di queste pesanti multe, le normative consentono l’uso dello strumento del “pooling”, che permette ai costruttori automobilistici di unire le proprie flotte per soddisfare i limiti di emissione. Alcuni costruttori stanno già adottando questo approccio: ad esempio, Suzuki ha deciso di aggregare le proprie emissioni con quelle di Volvo nel 2025 per evitare le penali previste per eventuali sforamenti.

Secondo stime passate, le multe complessive per il settore potrebbero superare i 15 miliardi di euro, un peso finanziario insostenibile per molti costruttori, già impegnati in costosi piani di elettrificazione e innovazione tecnologica.

Per i consumatori tutto ciò si traduce in auto più care all’acquisto. Infatti le case automobilistiche per far fronte alle multe alzano i listini delle loro autovetture. Con i prezzi delle auto che sono già saliti vertiginosamente in questi ultimi anni un ulteriore aumento potrebbe portare a una crisi più profonda del mercato automobilistico, che, come riporta il bollettino annuale di UNRAE per l’Italia, ha registrato un segno meno rispetto all’anno scorso.

Le richieste dell’ACEA e le prossime mosse dell’UE

L’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA) ha più volte sollecitato un intervento da parte delle istituzioni europee per rivedere queste regole. Il mercato, infatti, non sta rispondendo come previsto: le vendite di veicoli elettrici e ibridi, pilastro della strategia di riduzione delle emissioni, crescono più lentamente rispetto alle aspettative.

A settembre, Luca de Meo, CEO del Gruppo Renault e allora presidente dell’ACEA, aveva lanciato un allarme, chiedendo una revisione delle normative o almeno una cancellazione delle multe per consentire ai produttori di adattarsi meglio. Al suo appello avevano risposto diversi Stati membri, tra cui l’Italia, attraverso il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.  Se Bruxelles ha confermato lo stop alle vendite di auto endotermiche entro il 2035, per quanto concerne le nuove norme appena introdotte e di cui vi parliamo le multe sembra intenzionata a revisionarle al più presto. Infatti la Commissione Europea si è impegnata a discutere già questo mese con l’industria automotive per affrontare la questione, che generalmente definisce come sfide della transizione. Ma com’è verosimile, tra le priorità sul tavolo ci sarà proprio la questione multe, che rischia come abbiamo più volte ripetuto di affossare il mercato automotive e quindi l’industria stessa.

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