
Testo di Gabriele Ratti
Una sfida imparagonabile a tutte le imprese del motorsport odierno, una lotta estenuante fra le dune per macchine, uomini, camion, equipaggi. Come ogni anno anche per il 2026 sarà il rally-raid per antonomasia ad aprire la stagione del motorsport mondiale: la Dakar. Due settimane intense dal 3 al 17 gennaio per un percorso ad anello di quasi 8000km totali, tutto nel deserto dell’Arabia Saudita con partenza e arrivo nella cittadina di Yanbu.
Affacciati sul Mar Rosso saranno 433 i partenti di questa 48^ edizione, tra vetture moderne e storiche, side by side vehicles, camion moderni e non (oltre alle moto) per un percorso designato in 13 tappe più prologo che promette spettacolo e incertezza, un tuffo nell’epica dei motori e dei pionieri della guida che vive ininterrottamente dal 79’.
Rispetto alla scorsa edizione la novità più grossa è l’assenza della devastante tappa “Chrono”, una prova di due giorni non-stop che è stata sostituita da 2 tappe “Marathon” il 7 e l’8 gennaio. Conti alla mano quella del 2026 sarà una delle Dakar più lunghe, con quasi 5000km cronometrati che si apriranno sabato 3 gennaio con un “prologo” a Yanbu, uno stage di qualificazione per decidere la posizione di partenza al giorno successivo.

Dal 4 in poi gli equipaggi inizieranno la loro carica verso Riyadh, una corsa estenuante contro la fatica, gli imprevisti, la polvere, le rocce, le forature, in cui dovranno districarsi fra le dune senza commettere errori di navigazione. A differenza infatti dei rally, nei rally-raid gli equipaggi scoprono sul momento il percorso e non hanno la possibilità di effettuare le ricognizioni. Ogni mattina infatti ricevono il “roadbook” con tutte le note e le info per affrontare la tappa, per un tracciato che quindi devono scoprire e affrontare per la prima volta.
Nelle due settimane di gara ci sarà un solo giorno di riposo a Riyadh, il 10 gennaio, prima di tornare verso Yanbu, mentre in tutte le altre tappe i partecipanti affronteranno una media di 570km al giorno, con le giornate più lunghe che vanno invece oltre i 900. Questo nuovo percorso dovrebbe regalare agli appassionati e ai fortunati che potranno assistere dal vivo al raid un’edizione incerta fino alla fine, permettendo ai concorrenti di lanciarsi in bagarre anche nelle ultime tappe.
Scorrendo i nomi di quegli eroi che avranno il coraggio di mettersi tuta e casco per lanciarsi in volo fra le dune, i nomi che accendono subito una scintilla sono chiaramente loro: “il cannibale” 9 volte campione del WRC Sebastien Loeb navigato da Edouard Boulanger sulla Dacia Sandriders, il prototipo di casa Dacia che lo scorso anno non aveva brillato ad inizio stagione; il quattro volte vincitore della Dakar Carlos Sainz Senior in coppia con Lucas Cruz, che correrà con il Ford Raptor, una bestia con un motore V8 5.000cc; il re dei rally-raid Nasser Al Attiyah, che ha vinto 5 Dakar e che anche quest’anno salirà sulla Dacia Sandriders in coppia con Fabian Lurquin.

Tuttavia sono diversi gli equipaggi che proveranno a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella massima categoria T1+, sfruttando l’imprevedibilità della gara e l’incertezza delle dune, a partire dal vincitore dell’edizione 2025 Yazeed Al Rajhi, in coppia con Timo Gottschalk su un Toyota Hilux. Attenzione poi al Toyota Gazoo Racing, che schiera diversi equipaggi con lo scopo di partire subito con il piede giusto nel FIA World Rally Raid Championship. Tra questi Henk Lategan 2° nel 2025, Toby Price e Seth Quintero, ma occhio anche a Ford che oltre a Sainz proverà a mettersi a caccia della Dakar con Mattias Ekström, 3° lo scorso anno ma già campione nel Rallycross e nel DTM, e con Nani Roma vincitore dell’evento per 2 volte.
Come negli anni passati non ci sarà la possibilità di vedere in diretta televisiva la Dakar 2026: trasmettere live il lungo serpente di oltre 400 equipaggi su 8000km di percorso sperduti nel deserto è una sfida immane, ma è anche il bello del rally-raid. Per avere qualche flash-news bisognerà collegarsi sul sito ufficiale della gara, dakar.com, dove sarà attiva una mappa per vedere in tempo reale i GPS dei concorrenti e per poterne seguire i tempi in costante aggiornamento con un live-timing.
Su Sky Sport poi, ma anche sulle reti Mediaset a fine di ogni tappa si potrà seguire un resoconto con gli highlights e il commento della gara, con le immagini catturate durante la giornata, le interviste, i passaggi e i camera-car.

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