
Testo di Gabriele Ratti
“Il Rallye Monte-Carlo più difficile degli ultimi 20 anni”. Questo il commento di diversi equipaggi al termine del primo atto del FIA World Rally Championship 2026, un “Monte” vecchio stampo che non ha risparmiato niente a nessuno. Neve, ghiaccio, zero grip, condizioni impossibili e imprevedibili, un riscatto per le nuove generazioni del traverso. Dopo 340km di prove speciali sui passi di montagna della Francia rurale e dopo lo spettacolo nella notte del principato, il “rookie” Oliver Solberg con Elliot Edmondson ha infatti stravinto il Monte-Carlo.
Alla sua prima gara da pilota Toyota a tempo pieno con la GR Yaris Rally1 lo svedese è stato imprendibile: nell’avvio della gara ha saputo gestire le condizioni estreme, rifilando 30” a tutti nella PS2 e poi continuando a macinare scratch fino alla power stage del Col de Turini, alzando al cielo la coppa con quasi 1’ di vantaggio su tutti.
“Non riesco ancora a capirci nulla” ha detto sorridendo Solberg allo stop dell’ultimo giorno. “È un’altra giornata incredibilmente emozionante. Questo è stato il rally più difficile che abbia mai fatto in vita mia. È il mio primo rally su asfalto con questa macchina e ci ritroviamo qui a vincere, assurdo. Voglio solo dire un grande grazie a Toyota per la fiducia e per aver creduto in me. Il lavoro di squadra è stato eccezionale.”

Festa grande in avvio di stagione per il Toyota Gazoo Racing Team, che ha chiuso il primo atto con una tripletta già molto pesante. Dietro a Solberg ha chiuso al 2° posto Elfyn Evans con Martin Scott, mentre il “Re” del Monte-Carlo Sebastien Ogier si è dovuto accontentare del podio, a oltre 2’ di distacco in coppia con Vincent Landais. Quarta e quinta le Hyundai I20 di Fourmaux-Coria e Neuville-Wydaeghe, distanti 6 e 10 minuti in una gara dove tra uscite fuori strada, testacoda e problemi nessuno è riuscito a uscire indenne dal bianco del Montecarlo.
Nel WRC2 è arrivata la prima vittoria, in casa, per Leo Rossel con Mercoiret Guillaume su Citroën. Il francese esattamente come Solberg ha dominato la gara riuscendo a gestire le difficoltà e sfruttando gli errori degli avversari. Risultato straordinario così anche per Roberto Daprà, pilota di ACI Team Italia navigato da Luca Guglielmetti a bordo di una Skoda Fabia, che ha saputo vincere delle prove fino a strappare il 2° posto WRC2 e l’ottavo posto assoluto.
“È stata una gara davvero difficilissima – spiega Daprà soddisfatto – ci sono stati alti e bassi in alcune prove e dovremo lavorare su quello, ma sono molto orgoglioso dei tempi e del lavoro che abbiamo fatto. Voglio ringraziare tutto il team e chi ci sostiene sempre. Non vedo l’ora di salire sul podio, sono felicissimo.”

Pur fuori dalle prime posizioni, è stato un weekend ottimale per Lancia Corse, che ha dimostrato tutta la velocità della nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale. Spesso in vetta al WRC2 i due alfieri Nikolay Gryazin e Yohan Rossel hanno strappato ottimi tempi, però entrambi si sono fermati durante il weekend: il francese ha colpito la parete rocciosa subito nella PS1, mentre il russo è uscito di strada sulla PS12. Rientrati in gara il giorno successivo hanno ottenuto punti importanti nel “Super Sunday”.

Nell’inferno bianco di questa 94^ edizione del Monte-Carlo è stata poi definitivamente consacrata una nuova stella del rallismo italiano e internazionale: Matteo Fontana. Già campione WRC3 il comasco, navigato dall’amico Alessandro Arnaboldi, ha compiuto un’impresa unica, scrivendo un pezzo di storia del motorsport: ha vinto due prove speciali compreso il “Turini” con una piccola Ford Fiesta Rally3, mettendosi dietro tutti i piloti su Rally1 e Rally2, fatto mai successo prima.
Fontana infatti, sfruttando le condizioni migliori della strada che cambiavano col passare del tempo rispetto a quanti passavano prima, ha potuto stampare per due volte il miglior tempo assoluto, un unicum nella storia del WRC che sottolinea la grande qualità di guida del giovane talento italiano.
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