Intervista a Nasser Al-Attiyah, l’uomo che vola fra le dune
di Redazione - 26/01/2026
Nasser Al-Attiyah (QAT) of Dacia Sandriders celebrates the winning of Rally Dakar 2026 in Yanbu, Saudi Arabia on January 17, 2026 // Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool
Testo di Gabriele Ratti
Ha un romanticismo tutto suo la Dakar. Mezzi ed equipaggi nel mezzo del nulla, fra il silenzio del deserto a perdita d’occhio e il frastuono dei prototipi da rally-raid, giganti da 400 cv con i loro V6 che urlano nella sabbia. Due settimane così, svegliandosi all’alba senza sapere dove la gara ti porterà, con il tuo navigatore che alla cieca ti detta il percorso, una sfida così titanica per il corpo, la mente e il mezzo che già portarla al termine è un’impresa.
E vincerla per ben 6 volte allora cos’è?
Lo abbiamo chiesto a Nasser Al-Attiyah, qatariota classe 1970, re indiscusso della Dakar 2026 con Dacia e le note di Fabien Lurquin, uno dei più esperti e talentuosi piloti rally-raid di sempre. Quest’anno ha regalato alla Dacia Sandriders la prima Dakar della sua storia, mentre per lui è stato il sesto “trofeo tuareg” in bacheca, uno dei più sudati per l’alto livello della competizione e del percorso.
Sei vittorie in uno degli ultimi eventi leggendari del motorsport moderno: cosa significa per te, sia come pilota che come uomo?
“Significa moltissimo. Prima di tutto è un grande risultato, perché dimostra che dopo tutti questi anni posso ancora competere al massimo livello e vincere. Sono felice di essere riuscito a adattarmi a tipi di terreno diversi e di poter affrontare nuove sfide e una concorrenza forte come quella di oggi – racconta Al Attiyah ridendo – Spero solo di poter continuare su questa strada ancora per molto.”
Le persone dicono che “voli sulle dune”. Poeticamente suona benissimo, ma in termini pratici cosa significa?
“Quando “volo sulle dune”, non si tratta di velocità o di prendersi rischi. Si tratta di leggere il terreno, anticipare la duna successiva e mantenere la vettura in equilibrio. Nelle dune tutto succede prima che tu possa vederlo. Devi sentire il grip, scegliere la traiettoria giusta e restare calmo. Quando funziona tutto insieme, può sembrare facile. Ma dietro c’è molta esperienza, precisione e rispetto per il terreno.”
Nasser Al-Attiyah and Fabian Lurquin during the Stage 9 of the Dakar 2026 on January 13, 2026 between Wadi ad-Dawasir and Bivouac Refuge, Saudi Arabia // Kin Marcin / Red Bull Content Pool
Dove pensi di aver fatto la differenza rispetto ai tuoi avversari per vincere la Dakar 2026?
“Credo che la chiave della vittoria sia stata la gestione della gara e la pazienza. In alcuni momenti bisogna semplicemente accettare di non poter spingere, per evitare problemi, posizioni di partenza sfavorevoli o errori di navigazione, soprattutto in condizioni difficili. Ovviamente abbiamo commesso qualche errore lungo il percorso, ma ci siamo concentrati su una Dakar intelligente, invece di inseguire ogni vittoria di tappa o cercare di creare grandi distacchi.”
Qual è stato il momento più critico della gara?
“È una domanda difficile, perché in realtà tutta la gara è stata critica. Dall’inizio alla fine non c’è mai stato un momento in cui potessimo davvero rilassarci o pensare che fosse fatta. Allo stesso tempo, ogni tappa è stata un passo verso la vittoria. Ma se dovessi scegliere un momento chiave, direi la tappa 12. Vincere quella ci ha permesso di aumentare il vantaggio sul secondo posto. È stato il primo momento in cui abbiamo potuto tirare un piccolo respiro di sollievo e iniziare a credere nella possibilità di vittoria, anche se nulla è mai certo fino all’ultimo giorno.”
Hai regalato a Dacia la sua prima vittoria assoluta alla Dakar: che effetto ti fa? L’arrivo è stato emozionante anche per chi l’ha seguito da casa.
“È una sensazione incredibile. Questa vittoria è molto speciale perché il team è molto speciale. Tutti hanno dato tutto per questo successo, dall’inizio alla fine. Naturalmente mi rende estremamente orgoglioso e felice, perché tutti nel team lo meritavano davvero. C’è stato tantissimo lavoro, impegno e spirito di squadra dietro questo risultato, e vederlo premiato in questo modo è stato davvero emozionante.”
Nasser Al-Attiyah (QAT) and Fabian Lurquin (BEL), Mattias Ekstrom and Emil Bergkvist, Nani Roma And Alex Haro of Dacia Sandriders are seen at the podium of Rally Dakar 2026 in Yanbu, Saudi Arabia on January 17, 2026 // Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool
Sei stato al centro del progetto Sandriders: cosa significa far parte di una squadra così?
“Significa far parte di un percorso costruito e vissuto assieme. Con Dacia e i Sandriders, piloti e navigatori sono completamente coinvolti nel progetto, dal design della vettura alla sua evoluzione continua. Nulla è lasciato al caso e tutti lavorano duramente con la stessa mentalità. Questo crea uno spirito di squadra molto forte, qualcosa di davvero unico.
Si sente davvero che tutti spingono nella stessa direzione, e trovarsi al centro di un progetto del genere è molto motivante e gratificante”.
Per concludere, negli ultimi anni il rally-raid ha guadagnato enorme visibilità, anche presso il pubblico non specializzato. Come spieghi questa crescente popolarità?
“Il rally-raid è diventato più popolare perché offre qualcosa di davvero unico. Il livello della competizione non è mai stato così alto e la sfida non è certo diventata più facile, anzi.
Resta una delle gare più dure al mondo, sia dal punto di vista meccanico che umano. Il terreno è impegnativo, la resistenza richiesta è estrema e la navigazione è diventata ancora più difficile, con i roadbook rivelati solo pochi minuti prima della partenza della tappa.
Allo stesso tempo, il rally-raid rimane una vera avventura. Porta macchine e persone al limite, e questo crea storie molto intense. E poi c’è lo spirito della Dakar: la solidarietà, il rispetto e i valori condivisi. Quest’anno in particolare si percepiva davvero questo spirito, e penso che sia qualcosa a cui le persone si sentono più legate che mai in questi tempi.”
Nasser Al-Attiyah and Fabian Lurquin on their Dacia Sandrider of the Dacia Sandriders during the Stage 12 of the Dakar 2026, on January 16, 2026 between Al Henakiyah and Yanbu, Saudi Arabia // Florent Gooden / DPPI / Red Bull Content Pool
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