
Testo di Maurizio Bertera
La guerra delle batterie inizia a farsi interessante in Europa e conferma una tendenza chiara: se i numeri attuali fanno discutere sulle reali potenzialità dell’auto elettrica da qui al 2035, con l’Europa che è pronta a revocare il ban alle auto termiche, gli investimenti guardano già alla fase di piena maturità del mercato.
Dopo Verkor, pronta a inaugurare una mega-fabbrica nel Nord della Francia, la startup australiana Vulcan Energy ha annunciato un maxi finanziamento per sviluppare un sito produttivo in Germania dedicato al litio, materiale essenziale per le batterie dei veicoli elettrici. Al termine di un pacchetto che ha coinvolto numerosi stakeholder – tra cui la Banca Europea per gli Investimenti, principale finanziatore individuale – l’azienda ha comunicato di aver raccolto 2,2 miliardi di euro per avviare la costruzione dell’impianto.
Il progetto, battezzato Lionheart, prevede la realizzazione di un impianto alimentato da energia geotermica. L’obiettivo è produrre 24.000 tonnellate annue di idrossido di litio e garantire forniture all’industria europea entro il 2028.
A regime, l’impianto potrebbe alimentare circa 500.000 batterie per veicoli elettrici all’anno, coprendo tra il 5 e il 10% della domanda europea di litio. Un dato rilevante, considerando che oggi la produzione globale è dominata da Australia, Cile e Cina.
Per raggiungere questi volumi, Vulcan Energy estrarrà il litio dalle falde acquifere salmastre presenti in profondità nella valle del Reno, nei pressi di Landau, nella Germania occidentale, non lontano dal confine francese. Si tratta di una tecnica che richiede meno energia rispetto all’estrazione da roccia, anche se comporta un maggiore utilizzo di acqua.
Secondo un rapporto della ONG Transport & Environment (T&E), la tecnologia geotermica sviluppata da Vulcan Energy genera l’83% in meno di emissioni di carbonio rispetto alle miniere cinesi. Questo la renderebbe la più pulita al mondo lungo l’intero processo produttivo.
Il metodo è ulteriormente ottimizzato grazie alla raffinazione in un impianto a ovest di Francoforte, già operativo. L’azienda ha inoltre dichiarato che i contratti di fornitura sono garantiti per i primi dieci anni di produzione, con partner industriali europei di primo piano come Glencore, Stellantis e Umicore, specializzata nella produzione di catodi per batterie. L’avvio della fase commerciale è previsto per il 2028, dopo circa due anni e mezzo di lavori preparatori.
Treni, aerei, bus, metro e porti: febbraio 2026 si preannuncia come uno dei mesi più difficili per la mobilità in Italia. Sono 26 gli scioperi proclamati
Secondo una recente indagine di Carfax, due italiani su tre temono di essere raggirati, con il 19% che ha subito una frode effettiva. Come fare per evitare truffe?