
| Giudizio | Dettaglio |
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Dopo dieci anni di onorato servizio, la seconda generazione dell’Audi Q7 lascia il posto alla terza, profondamente rinnovata nello stile e nei contenuti tecnologici. La grande suv dei quattro anelli debutta sulla piattaforma PPC, che condivide con le nuove Audi A6, con un abitacolo completamente ripensato e motori diesel elettrificati. Lo abbiamo guidato sulle strade della Toscana nella versione 3.0 TDI da 299 cv.
La nuova Q7 non cresce in lunghezza, fermandosi a 506 cm, ma guadagna 4 centimetri in larghezza e 7,4 in altezza. Le proporzioni cambiano, accentuando la presenza su strada. Il frontale è più verticale, con il grande Singleframe rialzato e una nuova trama tridimensionale a nido d’ape. I passaruota pronunciati e il montante posteriore più verticale rendono la fiancata più massiccia, mentre in coda una fascia luminosa unisce i gruppi ottici.

L’illuminazione è protagonista di una novità mondiale. Di notte, azionando gli indicatori di direzione, il segnale delle frecce viene proiettato anche sull’asfalto, sincronizzato con il lampeggio dei gruppi ottici. Una soluzione pensata soprattutto per rendere più evidenti a pedoni e ciclisti le intenzioni del guidatore. Debuttano inoltre i proiettori Matrix LED digitali evoluti e i gruppi ottici posteriori OLED 3.0, capaci di visualizzare segnali di avvertimento per gli altri automobilisti.
L’abitacolo cambia radicalmente. Davanti al guidatore trova posto il palcoscenico digitale composto dalla strumentazione da 11,9 pollici e dallo schermo OLED curvo da 14,5, affiancati dal display da 10,9 pollici dedicato al passeggero. Il selettore del cambio si sposta sul piantone dello sterzo, liberando spazio sul tunnel centrale, dove trovano posto due basi di ricarica wireless refrigerate da 25 Watt.

La digitalizzazione, però, non convince in tutto. Anche la regolazione dei flussi d’aria passa dallo schermo, mentre avremmo preferito continuare a orientare le bocchette manualmente. Nulla da dire sulle finiture, all’altezza della categoria. Sulla nostra vettura gli inserti in fibra di carbonio sostituivano la plastica nera lucida, fin troppo diffusa sulle Audi degli ultimi anni.
Lo spazio non manca, grazie anche al passo di 299 cm. Ai cinque posti di serie si aggiungono le configurazioni a sei e sette, entrambe a richiesta. Particolarmente interessante la prima, con due poltrone singole in seconda fila, quasi comode quanto quelle anteriori, e altri due sedili dietro. Una soluzione che potrebbe rendere la Q7 una valida alternativa anche per gli NCC. Nella versione a cinque posti il bagagliaio offre da 670 a 2.075 litri.

Sotto il cofano della vettura in prova c’è il V6 3.0 TDI mild hybrid plus da 299 CV e 630 Nm, abbinato alla trazione integrale quattro e al cambio automatico tiptronic. Il sistema a 48 Volt lavora insieme a un compressore elettrico e al turbocompressore tradizionale, migliorando la risposta ai bassi regimi. Su strada il sei cilindri convince soprattutto per la fluidità e la spinta sempre disponibile, più che per il carattere sportivo.

Nonostante i 2.380 kg, la Q7 riesce quasi a nascondere la propria stazza. Merito soprattutto dello sterzo integrale, che fa girare le ruote posteriori in senso opposto a quelle anteriori alle basse velocità, e delle sospensioni pneumatiche adattive. Insieme regalano un’agilità sorprendente per un SUV lungo oltre cinque metri, contenendo bene anche i movimenti di cassa.
Le sospensioni ad aria consentono di variare l’altezza da terra fino a 90 millimetri, ma non bisogna scambiare la Q7 per una fuoristrada specialistica. Sullo sterrato meglio procedere con cautela, soprattutto con i cerchi da 23 pollici della nostra prova. Anche in modalità Offroad, con l’assetto rialzato, buche profonde e avvallamenti più pronunciati vengono assorbiti con una certa secchezza.
Il suo terreno d’elezione resta l’autostrada. Qui la Q7 si conferma una grande viaggiatrice, grazie all’isolamento acustico, alla stabilità e alla capacità di macinare chilometri senza affaticare gli occupanti.

La gamma parte da 87.150 euro per il V6 3.0 TDI mild hybrid da 245 cv e 500 Nm, versione che evita il superbollo. Per il 299 cv servono almeno 89.850 euro. Entrambe le motorizzazioni adottano la trazione integrale quattro e il sistema mild hybrid plus a 48 Volt.
Nel secondo trimestre del 2027 arriveranno anche le versioni plug-in hybrid, previste in due livelli di potenza e con un’autonomia elettrica dichiarata superiore a 80 chilometri nel ciclo WLTP. Più avanti è atteso anche un V6 3.0 TFSI a benzina.

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