Lancia riporta in listino il nome Gamma a cinquant’anni dalla berlina presentata al Salone di Ginevra del 1976. La nuova Gamma è una crossover fastback lunga 4,67 metri, larga 1,90 e alta 1,66 e con questo modello il marchio torna nel segmento C, il più venduto in Europa. Il debutto ufficiale è al Salone di Parigi, che apre il 12 ottobre. La vettura sarà ordinabile dalla prossima settimana, con prezzi da 39.900 euro per la versione ibrida.
La Gamma è disegnata dal Centro Stile Lancia di Torino ed è sviluppata in Italia. Si produce nello stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata, aperto nel 1994. La base tecnica è la piattaforma STLA Medium del gruppo, predisposta sia per motori ibridi sia per l’elettrico. Il frontale ha il Calice Lancia disegnato con i led, mentre la coda è dominata dalla firma luminosa a T. Sul lunotto ci sono un ricordo delle “Veneziane”, righe verticali serigrafate sul cristallo, reminiscenza simbolica di quelle della stessa Gamma berlina, della Beta HPE e della Stratos.
Sul tetto, due pinne formano uno spoiler sdoppiato e sembrano funzionare bene, visto che il coefficiente di resistenza aerodinamica è di 0,25, il migliore della categoria secondo il Costruttore torinese. La Gamma originale, invece, aveva un Cx di 0,37. Al risultato contribuiscono anche la griglia anteriore attiva e i cerchi dal disegno aerodinamico.
La plancia ha uno schermo centrale da 16 pollici e un quadro strumenti da 10,25. Al centro c’è il “coffee table”, un piano rivestito di Alcantara che fa da appoggio per telefono e tablet. Lancia dichiara il 25% di spazio in più per le gambe dei passeggeri posteriori e un bagagliaio da 560 litri, il più capiente del segmento. Il divano posteriore si ribalta in tre parti (40/20/40). Oltre il 60% delle superfici interne a vista è realizzato con materiali riciclati o di origine biologica. L’assistente vocale SALA HUB si attiva con “Hey SALA”, è basato su ChatGPT e gestisce clima, audio, luci e telefono.
L’ibrida usa un 1.2 a tre cilindri turbo da 136 CV a ciclo Miller e turbocompressore a geometria variabile. È abbinato a un cambio a doppia frizione a sei marce che integra un motore elettrico da 21 kW, alimentato da una batteria a 48 volt. La potenza complessiva è di 145 CV, la coppia di 230 Nm.
In città, a bassa velocità e per brevi tratti, l’auto può muoversi anche solo in elettrico. Lancia dichiara che questo copre oltre metà dei percorsi urbani. Il consumo omologato è di 5,3-5,7 l/100 km, con emissioni di 120-125 g/km di CO2. Con il serbatoio da 55 litri l’autonomia dichiarata è di 1.040 km. La velocità massima è di 201 km/h, lo 0-100 di 10,4 secondi, il peso di 1558 kg. Il selettore offre tre modalità di guida: Eco, Normal e Sport. Dietro, l’ibrida ha un ponte torcente, mentre le elettriche adottano uno schema multilink.
La LS è l’allestimento d’ingresso. Sull’ibrida ha cerchi da 18 pollici, fari Full led adattivi, maniglie a filo carrozzeria e sedili in tessuto riciclato con inserti in similpelle. La dotazione di serie comprende sensori di parcheggio su tutti i lati con retrocamera, clima automatico bizona, cruise control adattivo, accesso senza chiave e portellone elettrico con apertura a piede. Ci sono anche Apple CarPlay e Android Auto senza cavo e un impianto audio a sei altoparlanti. Con il Business Drive Pack si aggiungono la guida assistita di Livello 2, il monitoraggio dell’angolo cieco a lungo raggio, la telecamera a 360 gradi, l’avviso di traffico trasversale posteriore e l’antifurto.
Se le elettriche trovano un senso per utenti professionali grazie alle agevolazioni fiscali, la LS ibrida è indubbiamente la scelta più razionale per un privato e per più di una ragione: il prezzo d’attacco piuttosto interessante, l’allestimento già molto completo e, appunto, un’unità propulsiva tradizionale, elettrificata e apparentemente molto efficiente, quantomeno a giudicare dalle indicazioni del computer di bordo durante il test drive.
Lo stile contemporaneo, raffinato ed elegante trova conferme anche in movimento: la nuova Gamma è effettivamente coerente con i valori del marchio in tema di confort e facilità di guida, due caratteristiche che la rendono idonea anche e soprattutto a un utilizzo intenso, quotidiano e frequente. Nel traffico, quando viene chiamato in causa, il tre cilindri si fa notare per il garbo con cui ricorda al guidatore di essere un motore termico: ha una sonorità gradevole, rotonda, che sparisce praticamente del tutto a velocità autostradali, quando si viaggia in una bolla di silenzio (anche grazie ai cristalli laterali doppi).
L’offerta elettrica ha tre versioni. La Standard Range ha 230 cv e una batteria da 73,7 kWh (in listino da 45.900), con 543 km di autonomia WLTP.
La Long Range (51.900 euro) sale a 245 cv con una batteria da 97,2 kWh: dichiara 741 km WLTP e 491 km in autostrada a 120 km/h. Al vertice c’è la HF Integrale (59.900 euro), con due motori: ha 350 cv, che salgono a 375 con la funzione boost, fa lo 0-100 in 5,1 secondi e dichiara 676 km nel ciclo WLTP. Ha di serie le sospensioni a controllo predittivo, che leggono il fondo stradale con una telecamera. Tutte e tre ricaricano dal 20 all’80% in 27-31 minuti su colonnine da almeno 160 kW.
La prima Gamma, terza lettera dell’alfabeto greco, era l’ammiraglia Lancia della seconda metà degli anni Settanta, sviluppata con Pininfarina in versione berlina e coupé. Montava un motore boxer in alluminio da 2,5 litri e 140 cv, ridotto a 2 litri e 120 cv per il mercato italiano. La produzione si è fermata nel 1984 dopo circa 22.000 esemplari.
Testo di Carlo Di Giusto
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