
Terzo appuntamento dell’inchiesta “Come guidi” de L’Automobile, in collaborazione con il brand Esso, sui comportamenti degli italiani al volante
Troppo spesso i pneumatici vengono trattati come un elemento secondario. Nulla di più sbagliato: rappresentano l’unico punto di contatto tra veicolo e strada, e da loro dipendono sicurezza, tenuta, efficienza e persino comfort di guida.
Conoscere la struttura del pneumatico, interpretarne correttamente le sigle, scegliere la mescola più adatta e mantenerla in efficienza nel tempo significa migliorare – e di molto – l’esperienza complessiva alla guida.
Sotto quella che a prima vista sembra solo una fascia di gomma si cela una vera e propria architettura. Il battistrada, parte più esterna, garantisce aderenza, drenaggio dell’acqua e capacità di frenata. Subito sotto, la carcassa costituisce lo scheletro del pneumatico, ne regge il peso e ne determina la robustezza. I fianchi laterali ammortizzano urti e dislivelli, mentre i talloni – la parte che si aggancia al cerchione – assicurano la tenuta d’aria nel caso dei pneumatici tubeless, oggi i più diffusi, che non utilizzano camera d’aria interna. In questi modelli, l’aria è trattenuta direttamente tra la struttura del pneumatico e il cerchione, a patto che il tallone sigilli perfettamente il bordo del cerchio.

Ogni pneumatico reca stampigliate sul fianco una serie di sigle e codici che ne raccontano vita e caratteristiche.
Prendiamo ad esempio 205/55 R16 91V:
Altri simboli completano l’identikit. Il DOT si conclude con quattro cifre che indicano la settimana e l’anno di produzione. Il simbolo E in un cerchio segnala l’omologazione europea. Le sigle M+S (Mud and Snow) e 3PMSF (Three Peak Mountain Snow Flake, simbolo di un fiocco di neve all’interno di una montagna con tre cime) identificano i pneumatici omologati per l’uso invernale: i primi per legge, i secondi per effettiva efficacia su neve. Entrambi sono presenti anche sui pneumatici quattro stagioni, che devono riportare le stesse marcature per essere legalmente equivalenti agli invernali.
La dicitura XL segnala una gomma rinforzata, mentre RSC (Runflat System Component) indica pneumatici run flat, evoluzione dei tubeless: anch’essi privi di camera d’aria, ma dotati di fianchi rinforzati o di un anello interno che consente di proseguire la marcia anche in caso di foratura, fino a 80 km a velocità moderata. Questa tecnologia richiede cerchi compatibili e sistemi TPMS (monitoraggio pressione).
Il 15 aprile e il 15 ottobre segnano ogni anno il passaggio tra le due stagioni della mobilità: da quella invernale a quella estiva e viceversa. Chi non effettua il cambio gomme entro un mese da queste date rischia non solo multe salate – fino a 1.695 euro – ma anche sanzioni accessorie come il ritiro del libretto e problemi assicurativi in caso di incidente.

È regolato dalla Circolare Ministeriale n. 1049 del 17 gennaio 2014, secondo cui è obbligatorio nel periodo estivo montare pneumatici con codice di velocità pari o superiore a quello indicato sul libretto. Chi continua a usare gomme invernali con codice inferiore può essere sanzionato. Mentre dal 16 novembre è obbligatorio l’uso dei pneumatici invernali o, in alternativa, se si continuano a utilizzare le gomme estive, è obbligatorio dotarsi di catene da neve o calze da neve.
Offrono le migliori prestazioni su strade asciutte o bagnate quando le temperature sono miti o alte. La mescola più rigida e il disegno ottimizzato per la stabilità consentono una guida precisa, una buona frenata e una minore resistenza al rotolamento, contribuendo a ridurre consumi ed emissioni.
Identificabili dalle sigle M+S e 3PMSF, sono progettati per garantire sicurezza quando la temperatura scende sotto i 7 °C. La mescola più morbida resta elastica al freddo, mentre il battistrada scolpito con lamelle aumenta l’aderenza su neve, ghiaccio e asfalto bagnato.
Infine, i pneumatici quattro stagioni – anch’essi marcati M+S e 3PMSF – rappresentano un compromesso tra estivi e invernali e possono essere usati tutto l’anno senza incorrere in sanzioni. Sono ideali per chi vive in zone dal clima moderato o percorre pochi chilometri l’anno. Pur essendo omologati per tutto l’anno, non raggiungono le performance di una gomma stagionale pura nelle condizioni più estreme.
Una corretta manutenzione dei pneumatici è fondamentale per la sicurezza stradale. Trascurare lo stato delle gomme può infatti compromettere seriamente la tenuta di strada, la frenata e l’efficienza del veicolo.

Il primo controllo da eseguire è la pressione, da verificare almeno una volta al mese, e sempre a freddo. I valori corretti sono riportati nel libretto d’uso del veicolo, su un’etichetta nel montante della portiera o nel vano serbatoio. Una pressione inadeguata altera la superficie di contatto con l’asfalto, accelera l’usura e aumenta il rischio di perdita di controllo.
Particolarmente delicato è il discorso sullo spessore del battistrada. Il Codice della Strada (art. 66) impone un minimo legale di 1,6 mm, ma le evidenze emerse da test condotti su pista suggeriscono di non aspettare mai il raggiungimento di questa soglia. Quando il battistrada scende sotto i 3 mm, la capacità degli incavi di evacuare acqua si riduce drasticamente, aumentando il rischio di aquaplaning e rendendo la guida sul bagnato più insicura. Ancora più rigorosi devono essere i controlli sulle gomme invernali, che perdono efficienza già sotto i 4 mm, riducendo sensibilmente la loro capacità di mordere la neve e garantire aderenza.
Un altro aspetto da considerare è che lo spessore non va valutato come media complessiva: l’usura può essere irregolare. Veicoli sottoposti a molte rotatorie o curve strette tendono ad avere un consumo più marcato sul bordo esterno delle gomme anteriori. Così, anche se il centro del battistrada sembra ancora “in regola”, il fianco potrebbe essere praticamente liscio. In questi casi, la gomma è da considerarsi comunque usurata e da sostituire per prudenza, anche se tecnicamente non ha raggiunto il limite legale.
Per evitare questa situazione, è fondamentale eseguire l’inversione dei pneumatici ogni 10.000-15.000 km, spostando quelli anteriori sull’asse posteriore e viceversa. Questa semplice operazione contribuisce a uniformare l’usura e a prolungare la vita del treno gomme.
Allo stesso intervallo, va effettuata anche la verifica della convergenza, ovvero l’allineamento degli angoli delle ruote. Un settaggio errato può causare un’usura accelerata su una sola parte del battistrada (come la parte interna), oltre a penalizzare la stabilità e la precisione di guida.
L’equilibratura delle ruote, invece, è essenziale per eliminare vibrazioni indesiderate e ridurre l’usura meccanica delle sospensioni. Va eseguita ad ogni sostituzione dei pneumatici e ogni volta che si avvertono oscillazioni a velocità sostenuta.
Infine, se i pneumatici non vengono utilizzati per lunghi periodi – come nel caso delle gomme invernali conservate in estate – è bene riporli in un luogo fresco, asciutto e buio, preferibilmente verticali se privi di cerchio, o impilati se montati, ruotandoli ogni mese per evitare deformazioni.
Solo adottando queste buone pratiche, si può ottenere il massimo dalle gomme in termini di sicurezza, risparmio e prestazioni.
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