
Parte oggi con questo articolo “Come guidi”, l’inchiesta de L’Automobile, in collaborazione con il brand Esso, sui comportamenti degli italiani al volante.
Come risparmiare al distributore? Quali mosse adottare per tagliare i consumi e viaggiare in modo più intelligente? E come ottenere il massimo dell’efficienza da un’auto ibrida o elettrica?
Ve lo spieghiamo in questo articolo con una serie di consigli pratici, immediati da mettere in pratica, per ridurre sensibilmente i consumi di carburante.
Seguendo questi semplici ma essenziali consigli potrete migliorare notevolmente l’efficienza della vostra guida e risparmiare carburante:
Un’auto ben mantenuta consuma meno carburante. Seguire scrupolosamente le indicazioni della casa costruttrice per i tagliandi regolari, la revisione periodica obbligatoria e la sostituzione di filtri, olio e candele mantiene il motore in condizioni ottimali. Prima di un viaggio lungo, controllare inoltre livello dell’olio, liquido di raffreddamento, liquido lavavetri, stato dei freni e pressione pneumatici.

Preferire gomme con bassa resistenza al rotolamento e mantenerle sempre gonfie secondo la pressione indicata dalla casa costruttrice, reperibile nel manuale del veicolo, sul montante della portiera del conducente o all’interno del tappo del serbatoio del carburante. Pneumatici usurati o con pressione errata possono aumentare i consumi fino al 10%.

Pianificare gli spostamenti evitando le grandi arterie congestionate, specialmente durante le ore di punta. Scegliere, quando possibile, percorsi alternativi che, anche se apparentemente più lunghi, possono rivelarsi più rapidi e meno dispendiosi in condizioni di traffico intenso.

Più l’auto è leggera, meno consuma. Evitare quindi di trasportare oggetti pesanti o bagagli non necessari. Inoltre, è opportuno rimuovere carichi ingombranti e accessori inutilizzati come portapacchi o box da tetto che riducono l’efficienza aerodinamica. Anche tenere i finestrini aperti ad alte velocità peggiora l’aerodinamica del veicolo e incrementa i consumi.

In contesto cittadino e a basse velocità è preferibile viaggiare con i finestrini abbassati anziché attivare il climatizzatore, perché l’effetto aerodinamico negativo è trascurabile a velocità inferiori ai 50 km/h.
Altrimenti impostare il climatizzatore su modalità eco, evitando temperature troppo basse o troppo alte. In estate, quando le temperature sono elevate, è consigliato attivare il climatizzatore pochi minuti prima di partire, preferibilmente tramite funzione di controllo remoto, se disponibile, per raffreddare l’abitacolo in maniera efficiente. Se questa opzione non è disponibile, aprire le portiere o i finestrini per alcuni minuti prima di avviare il climatizzatore.
Prevedere gli arresti, mantenere una velocità uniforme ed evitare brusche accelerazioni permette un consumo inferiore. Per esempio, in prossimità di un semaforo rosso o di una coda, rilasciare anticipatamente l’acceleratore permette di sfruttare il freno motore, riducendo l’uso delle pastiglie dei freni. Le pastiglie, infatti, durante l’utilizzo generano polveri sottili, contribuendo così all’inquinamento atmosferico.

Con un cambio manuale è fondamentale cambiare marcia anticipando leggermente a bassi regimi. Per esempio, in città, la terza marcia può essere inserita già intorno ai 30-40 km/h. Evitare di mettere l’auto in folle in discesa e sfruttare sempre il freno motore. Con il cambio automatico, selezionare la modalità “Eco”, se disponibile, particolarmente indicata per il traffico cittadino grazie al suo regime di cambiata ridotto.
È un sistema che spegne automaticamente il motore durante le soste prolungate, come ai semafori o in coda, riavviandolo velocemente alla pressione dell’acceleratore o della frizione. Questo dispositivo contribuisce a un risparmio di carburante significativo, soprattutto nel traffico urbano.
Le auto elettriche e ibride hanno peculiarità che richiedono specifiche attenzioni per massimizzare l’autonomia e preservare la batteria. Approfondiamo tecniche e strategie dedicate, dall’importanza della scelta del veicolo in base al contesto di utilizzo, all’efficienza energetica, fino alla gestione del climatizzatore e della carica della batteria.

Le full hybrid garantiscono i maggiori benefici, soprattutto nella guida urbana, mentre le mild hybrid – o ibride leggere – non richiedono particolari attenzioni: in questi sistemi, il supporto elettrico si limita ad assistere l’avviamento del motore termico e a recuperare energia durante il rilascio, energia che viene poi riutilizzata per fornire un boost in accelerazione e per ricaricare il piccolo accumulatore.
Le auto full hybrid (HEV – Hybrid Electric Vehicle) si suddividono in tre principali categorie tecniche:
In questo schema, la trazione è fornita esclusivamente da uno o più motori elettrici.
Il motore a combustione interna ha il solo compito di agire come generatore per ricaricare la batteria o alimentare direttamente il motore elettrico.
Caratteristiche: fluida progressione, ottimale in ambito urbano.
In questo caso, motore termico ed elettrico agiscono entrambi sulle ruote motrici, alternativamente o in sinergia, a seconda delle condizioni di guida.
Il sistema utilizza un cambio tradizionale con rapporti multipli.
La gestione della combinazione tra i due motori può essere affidata a un dispositivo epicicloidale (planetario) che permette di viaggiare in modalità elettrica, termica o mista.
Questa configurazione unisce i principi del sistema serie e parallelo.
Privo di cambio e frizione tradizionali, utilizza un gruppo epicicloidale che assicura una transizione fluida tra motore termico ed elettrico, specialmente a basse velocità, migliorando il comfort e l’efficienza.
Esistono inoltre soluzioni “miste” tra i diversi schemi (serie+parallelo) che combinano motori termici e multipli motori elettrici, assistiti da trasmissioni dedicate.
Le ibride plug-in, dotate di batterie ricaricabili esternamente, consentono percorrenze comprese tra i 40 e i 100 km in modalità completamente elettrica.
Per sfruttare appieno i benefici di questa tecnologia:
È fondamentale ricaricare quotidianamente la batteria.
In ambito urbano è fondamentale adottare uno stile di guida fluido, privilegiando:
Questo approccio permette di estendere l’utilizzo della componente elettrica, riducendo i consumi e migliorando il rendimento complessivo.
Quando è richiesta una maggiore potenza, ad esempio in salita o durante i sorpassi, è preferibile:
Se disponibile, è raccomandabile selezionare la modalità Eco per l’uso quotidiano o in tutte le situazioni che non richiedano prestazioni elevate.
Questa modalità:
La frenata rigenerativa deve essere utilizzata in modo intelligente:
Una guida efficiente su veicoli ibridi o elettrici richiede fluidità, pianificazione anticipata delle manovre e un uso consapevole delle tecnologie di bordo.
Adattare il proprio stile di guida alle caratteristiche del sistema di propulsione consente di ottenere consumi ridotti, maggiore autonomia e una gestione ottimale della batteria, prolungandone la durata nel tempo.

Il primo elemento da considerare è l’utilizzo previsto dell’auto elettrica (BEV – Battery Electric Vehicle).
Per un impiego urbano è sufficiente orientarsi su una citycar, compatta e leggera, generalmente dotata di batterie da 20 a 30 kWh, più che adeguate a coprire le percorrenze tipiche di questo contesto.
Per chi affronta regolarmente percorrenze extraurbane o autostradali, è preferibile scegliere modelli con accumulatori di maggiore capacità (60-80 kWh), sebbene questi veicoli presentino un peso superiore e consumi più elevati.
L’efficienza di un veicolo elettrico varia sensibilmente in funzione del tipo di percorso.
Per massimizzare l’autonomia in ambito autostradale, è consigliabile mantenere una velocità di crociera contenuta, idealmente attorno ai 110 km/h.
Un ulteriore contributo all’efficienza proviene dagli pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, specificamente progettati per le vetture elettriche.
In caso di lunghi viaggi, è fondamentale pianificare accuratamente le soste per la ricarica, utilizzando apposite applicazioni o il sistema di navigazione integrato del veicolo.
La gestione termica della batteria è una delle sfide tecniche più complesse nei veicoli elettrici.
Un aumento eccessivo della temperatura interna accelera i processi di invecchiamento delle celle e riduce la vita utile del pacco batteria.
La gestione della temperatura è affidata al Battery Management System (BMS), che monitora e regola parametri come temperatura, corrente e tensione.
L’utente finale ha possibilità di intervento molto limitate, ma può adottare alcune precauzioni:
Non tutti i costruttori forniscono l’accesso diretto ai dati sulla temperatura della batteria, sebbene tali informazioni siano sempre monitorate dal BMS.
In presenza di temperature molto basse, la capacità di erogare energia della batteria si riduce temporaneamente, senza però danneggiare l’accumulatore.
A temperature inferiori allo zero si può registrare una perdita di autonomia fino al 20%, dovuta al rallentamento della reazione elettrochimica interna.
Le auto elettriche dotate di pompa di calore sono più efficienti rispetto a quelle che utilizzano sistemi di riscaldamento resistivo.
Un’accortezza utile consiste nell’attivare il pre-condizionamento dell’abitacolo mentre l’auto è ancora collegata alla rete elettrica, così da minimizzare il consumo di energia della batteria durante il viaggio.
Per preservare la longevità della batteria agli ioni di litio e tenere sotto controllo i consumi è buona norma:
Questo approccio riduce lo stress elettrochimico sulle celle, prolungando la durata complessiva del pacco batterie.
Le auto elettriche, grazie alla disponibilità immediata di coppia, invitano a sfruttare accelerazioni rapide (“spari”), che però penalizzano pesantemente l’autonomia.
Oltre a quanto dicevamo sopra in riferimento allo stile di guida fluido sarebbe utile sfruttare il freno rigenerativo (“one pedal drive”) il più possibile, recuperando energia nelle decelerazioni.
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