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Volkswagen al bivio: auto, dazi ed energia

di Emiliano Ragoni - 11/03/2026

1. L’America resta un sogno a metà

Il Gruppo Volkswagen nella consueta conferenza annuale dove il Ceo ha presentato i risultati economici agli stakeholder ha fatto il punto della situazione sui piani futuri del costruttore.

Il 2025 è stato un anno difficile, con l’utile operativo sceso del 54% rispetto al 2024, per un totale di 8,9 milioni, mentre i ricavi si attestano a 322 miliardi di euro. Per il 2026 si attende un incremento del fatturato fino al 3%, tuttavia rimane centrale il tema della riduzione dei costi. Entro il 2030 saranno tagliati circa 50 mila posti di lavoro all’interno di tutto il Gruppo (7,4% della forza totale).

Il Gruppo tedesco sta soffrendo particolarmente i dazi degli Stati Uniti che bloccano l’espansione in un mercato molto importante, mentre la domanda EV più debole ha spunto il costruttore a riconvertire le batterie in un nuovo business energetico. Questa doppia sfida, emersa nelle dichiarazioni del Ceo Oliver Blume durante la conferenza del 10 marzo, definisce il momento di transizione industriale di Wolfsburg, tra riconversione strategica e necessità di proteggere i margini.

L’obiettivo del 10% di quota USA – oggi si attesta al 4% nonostante anni di investimenti – slitta “più in là nel tempo”. Il vero problema è il Messico: lo stabilimento di Puebla, hub per le esportazioni verso gli States, si scontra con dazi del 27,5% che rendono antieconomico spostare molti modelli oltre confine. “Non ha più senso esportare dal Messico”, ha tagliato corto Blume.

All’intero del Gruppo ci sono diversi marchi che stanno soffrendo in modo particolare la politica economica di stampo trumpista, come la Porsche, che esporta dall’Europa pagando il 15% di tariffe, con ricavi USA al minimo nonostante il 2025 da record in volumi.

Il Gruppo ha comunque deciso di proseguire lo sviluppo del brand Scout, con pick-up/suv elettrici prodotti in South Carolina per guadagnare un punto di quota nei segmenti chiave. Per quanto riguarda il marchio Audi in Usa Blume ha affermato che il costruttore non intende investire in USA se i dazi non calano.

2. Salzgitter, il pivot energetico che ripaga le batterie

PowerCo, la divisione batterie nata originariamente per supportare 3 milioni di EV all’anno entro il 2030, ha dimezzato il ramp-up a Salzgitter, da 40 a 20 GWh iniziali, con i piani per arrivare a 200 GWh su Germania, Spagna e Canada subordinati all’andamento del mercato. Se da una parte la domanda delle auto elettriche sta frenando, con la concorrenza cinese molto pressante, la risposta di Volkswagen è quella di puntare sui sistemi di accumulo di energia.

L’8 marzo è partita l’Elli PowerCenter a Salzgitter: 40 MWh (20 MW), capaci di alimentare 20.000 case per 2 ore, direttamente collegato a EPEX SPOT per il trading.

Si tratta di celle PowerCo inserite in un ecosistema chiuso (produzione, storage, servizi di rete) che monetizza il know-how EV in un mercato attualmente in crescita, trainato da data center e rinnovabili. “Una nuova area strategica ad alto potenziale”, chiosa Blume, in un contesto dove le tensioni geopolitiche internazionali, come la guerra in Iran, spingono sempre di più su rinnovabili e prezzi energetici.

3. Da carmaker a tech-energy platform

Il quadro complessivo mostra un Gruppo Volkswagen che ricalibra le sue ambizioni. È una mossa difensiva, utile a mitigare le perdite di PowerCo e sostenere la transizione tedesca, ma al contempo espansiva, trasformando di fatto Wolfsburg in un player “multi-energia”.

L’opportunità è quella di conquistare la leadership in un’Europa che corre sulle rinnovabili, usando Salzgitter come banco di prova.

Volkswagen, puntando in modo deciso sull’accumulo energetico, non sarà più solo un costruttore di veicoli, bensì un’azienda che unisce mobilità, storage e trading.

Sintesi Strategica: le sfide di Volkswagen (2025/2026)

Area Strategica Criticità / Ostacolo Risposta VW Status Obiettivo Note
Mercato USA Dazi USA (27,5% da Messico) Produzione locale (Scout in SC) BLOCCATO Obiettivo 10% quota di mercato posticipato.
Porsche (Export) Dazi 15% dall’Europa Nessun nuovo impianto senza calo dazi IN SOFFERENZA Ricavi ai minimi nonostante volumi record.
Produzione Batterie Frenata EV, concorrenza cinese Ramp-up dimezzato (da 40 a 20 GWh) RALLENTATO Espansione a 200 GWh subordinata al mercato.
Settore Energia Esubero celle e necessità di margini Lancio Elli PowerCenter IN CRESCITA Nuovo ecosistema chiuso per storage e trading.

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