
A partire da venerdì 7 marzo, su 26 tratte della rete autostradale gestita da Autostrade per l’Italia (Aspi) si sono accese le telecamere dei Tutor di ultima generazione. Questi tutor 3.0 si basano su tecnologie avanzate che consentono alla Polizia di effettuare molti più controlli, oltre quello della velocità media, sui veicoli in transito. Vediamo quali.
Innanzitutto come lavora il sistema di controllo della velocità media denominato Tutor, introdotto in Italia nel 2005? Funziona attraverso una rete di telecamere posizionate in punti strategici della carreggiata, che registrano il passaggio di ogni veicolo grazie alla lettura della targa. Quando un’auto transita sotto il primo portale, il sistema memorizza l’ora esatta di ingresso. Successivamente, al passaggio sotto un secondo portale situato a diversi chilometri di distanza, viene registrata una seconda rilevazione temporale.
Grazie alla differenza di tempo tra le due rilevazioni e alla distanza fissa tra i due punti di controllo, il sistema calcola la velocità media del veicolo. Se questa supera il limite consentito, il Tutor segnala l’infrazione alle autorità competenti per la sanzione.
I Tutor introdotti il 7 marzo su alcune tratte della nostra rete autostradale non si limitano a rilevare la velocità media dei veicoli, ma introducono nuove funzionalità:
Il potenziamento della rete Tutor riguarda 26 nuove tratte distribuite su diverse autostrade italiane. Ecco la ripartizione:
Con il posizionamento dei nuovi dispositivi, il sistema Tutor ora controlla complessivamente 200 tratte autostradali, coprendo circa 1.940 km di carreggiate. Entro il 2027, si legge nel comunicato rilasciato dalla Polizia Stradale, il sistema si estenderà a ulteriori tratti autostradali, garantendo un controllo ancora più capillare.
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