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Donald Trump ha annunciato che raddoppierà al 50% i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dal Canada, già a partire da domani. La decisione arriva in risposta alla mossa della provincia canadese dell’Ontario, che ha imposto una tariffa del 25% sulle esportazioni di elettricità verso gli Stati Uniti.
Dichiarazioni che hanno scosso i mercati finanziari con un crollo delle principali borse, in particolare nel settore automotive. Gli investitori temono una nuova escalation nella guerra commerciale tra i due paesi, con effetti negativi sulla crescita economica.
Il presidente statunitense si è affidato, come di consueto, al suo social Truth per annunciare le ritorsioni daziare contro il paese confinante. “Il Canada deve immediatamente eliminare il suo dazio anti-americano sui prodotti lattiero-caseari statunitensi, che varia dal 250% al 390% ed è da tempo considerato oltraggioso. Dichiarerò presto un’emergenza nazionale sull’elettricità nelle aree minacciate”.
Trump ha poi rincarato la dose, affermando che, nel caso in cui il Canada non si deciderà ad eliminare i dazi più pesanti, “il 2 aprile aumenterò in modo sostanziale le tariffe sulle automobili in arrivo negli Stati Uniti. Di fatto, questo distruggerà definitivamente la produzione automobilistica in Canada. Quelle auto possono essere facilmente costruite negli Stati Uniti”.
L’Ontario ospita i più grandi impianti di assemblaggio di case automobilistiche come General Motors, Ford, Stellantis, Toyota e Honda. Questi stabilimenti producono una parte significativa dei veicoli destinati al mercato statunitense, sfruttando la catena di approvvigionamento nordamericana integrata.
La reazione dei mercati non si è fatta attendere. L’indice S&P 500 ha registrato un calo dell’1% mentre la Borsa di Toronto ha perso lo 0,5%. Il settore automobilistico europeo ha subito un duro contraccolpo: Stellantis ha ceduto il 6%, Volkswagen il 3,2%, Mercedes il 2,5%, Porsche il 2,8%, Bmw l’1,9% e Ferrari l’1,6%. Più contenuta la flessione di Renault (-0,4%).
Il Premier dell’Ontario, Doug Ford, ha risposto con fermezza, affermando che non arretrerà fino a quando tutti i dazi di Trump sulle importazioni canadesi non saranno eliminati definitivamente.
Con il rischio di una guerra commerciale sempre più acceso, gli analisti temono ripercussioni su crescita economica e inflazione. Un sondaggio tra economisti ha rilevato che la probabilità di recessione negli Stati Uniti, in Canada e in Messico è in aumento, con il sentiment delle piccole imprese in calo per il terzo mese consecutivo.
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