
Testo di Maurizio Bertera
Il copione non dovrebbe sorprendere: quando un settore viaggia bene, iniziano le attenzioni di chi vive di truffe. È il caso del noleggio, che sta andando alla grande nel nostro Paese. Sul totale delle immatricolazioni 2025, il noleggio ha raggiunto quota 30,6% dell’intero mercato, con circa 525 mila immatricolazioni: oltre 50 mila in più rispetto al 2024 (+10,73%). Un record nell’ultimo decennio.
Non stupisce che l’Aniasa (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, Sharing Mobility e Automotive Digital) abbia lanciato l’allarme su un fenomeno ormai dilagante: le truffe ai danni dei clienti da parte di finti operatori. L’associazione registra un aumento delle frodi messe in atto da organizzazioni criminali che si spacciano per società di noleggio auto o per agenzie intermediarie, incassando pagamenti per servizi inesistenti.
Il raggiro inizia sul web, come già accade in altri settori dei servizi. Gli utenti alla ricerca di soluzioni di noleggio auto a breve termine vengono indirizzati verso annunci fraudolenti, costruiti utilizzando parole chiave molto simili a quelle dei marchi ufficiali.
Dopo un primo contatto telefonico, la conversazione viene spostata su WhatsApp. Qui i falsi operatori inviano preventivi e richiedono il pagamento anticipato dell’intero noleggio, spesso accompagnato da un deposito cauzionale.
I versamenti vengono richiesti tramite bonifico bancario – il più delle volte in forma istantanea – nella maggior parte dei casi a favore di persone fisiche. In altri casi, i clienti vengono invitati a effettuare pagamenti presso i punti “Tabacchi” tramite l’invio di cosiddetti “codici QR”.
La truffa emerge solo in un secondo momento: il cliente non riceve più risposte oppure si presenta presso la sede della società di noleggio, scoprendo che non esiste alcuna prenotazione a suo nome.
Aniasa invita a seguire alcune semplici regole per evitare brutte sorprese, a partire dal riconoscimento dell’autenticità del contatto.
I riferimenti ufficiali delle società di autonoleggio sono esclusivamente quelli presenti sui siti istituzionali delle aziende. Le comunicazioni via email provengono solo da indirizzi con dominio aziendale ufficiale. I veri operatori utilizzano esclusivamente numeri di telefono pubblicati sui siti ufficiali. Le prenotazioni vengono sempre formalizzate tramite email ufficiali e mai attraverso WhatsApp, telefonate o altri canali informali.
Particolare attenzione va riservata anche ai canali dei broker.
Ci sono poi alcuni segnali da non sottovalutare. Aniasa ricorda che le società di autonoleggio accettano esclusivamente carte di credito o di debito indicate nei rispettivi siti ufficiali.
È molto probabile trovarsi davanti a una truffa quando viene richiesto di:
effettuare o completare pagamenti attraverso chat private, WhatsApp o altri sistemi di messaggistica;
versare anticipi o caparre su conti personali, carte prepagate o sistemi di pagamento non tracciabili;
effettuare bonifici bancari per prenotazioni prepagate.
Massima attenzione, quindi.
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