Nell’attuale processo di trasformazione dell’Automotive, uno degli elementi chiave è rappresentato dalle piattaforme: l’ossatura su cui poggiano design, tecnologia e sistema propulsivo delle vetture. Una piattaforma è la combinazione di diversi elementi strutturali dell’auto: sottoscocca, sospensioni, elettronica, ed è sempre più centrale nei processi di industrializzazione.
In questo contesto, Stellantis, sotto la guida di Tavares, ha avviato un piano di razionalizzazione progettando quattro nuove diverse piattaforme modulari –STLA Small, STLA Medium, STLA Large e STLA Frame-, concepite per essere flessibili, scalabili e multienergia. Le piattaforme in questione sono state presentate durante l’evento Dare Forward 2030.
La natura delle piattaforme modulari è quella di dare la possibilità alle Case di sviluppare modelli di dimensioni differenti mantenendo una base comune.
Il piano industriale varato dall’ex Ceo Tavares, sostituito da Filosa insediatosi lo scorso 23 giugno, prevede che entro il 2026 oltre il 98% dei modelli del Gruppo che dispone di 14 marchi poggerà su una di queste architetture. Così il Gruppo è in grado di “spalmare” i costi e massimizzare i profitti, che sui cosiddetti modelli di volume sono piuttosto bassi.
Oltre a queste piattaforme modulari, gli attuali modelli del Gruppo Stellantis utilizzano anche architetture derivate dalle precedenti gestioni FCA e PSA. È il caso della CMP, che verrà sostituita dalla Smart Car, e della Giorgio, la quale verrà utilizzata su Alfa Romeo fino al 2027, salvo poi essere sostituita dalla STLA Large. Questa piattaforma, sviluppata sotto l’egida di Marchionne, verrà impiegata anche nella Maserati in una variante aggiornata per essere compatibile con l’Euro 7.
Un altro pianale ancora utilizzato è lo Small Wide, versione evoluta dello Small sviluppato da Fiat e General Motors, che ha debuttato sulla Fiat 500L e che viene attualmente utilizzato dalla Fiat Tipo, Alfa Romeo Tonale e Dodge Hornet.
Sempre per lo stesso segmento di mercato è disponibile l’EMP2 (Efficient Modular Platform 2), sviluppato dal Gruppo PSA con un investimento di 630 milioni di euro, rappresenta l’evoluzione delle precedenti architetture PF2 e PF3, unificate in una base tecnica modulare e versatile. Attualmente viene impiegato sulla Peugeot 308, Opel Astra e Zafira e Citroën C5 X. Progettata per veicoli con motore anteriore in posizione trasversale e trazione anteriore o integrale, la EMP2 è impiegata su modelli di segmento C, D ed E. Ha debuttato nel 2013 con la Citroën C4 Picasso ed è compatibile con motorizzazioni benzina, diesel e ibride.
Infine, l’attuale Fiat Panda, che poi è stata rinominata Pandina, poggia sul pianale FGA Mini. Si tratta di un’architettura modulare sviluppata da Fiat per equipaggiare modelli compatti del segmento A. Ha debuttato nel 2003, con la seconda generazione della Panda, primo modello che l’ha impiegata.
Vediamo quali sono le piattaforme iniziando da quelle destinate alle vetture di dimensioni inferiori.
Il Common Modular Platform (CMP) è un pianale progettato dalla PSA, Gruppo poi confluito in Stellantis, insieme alla cinese Dongfeng Motor Corporation (ai tempi le due aziende avevano una partnership). È un’architettura ideata per veicoli con motore anteriore/trasversale e trazione anteriore o integrale, ed è usato su auto di segmento B o C. Ha esordito nel 2018 sulla DS 3 Crossback. Con il passaggio di PSA in Stellantis la piattaforma è stata aggiornata, ma, successivamente, i vertici aziendali hanno optato per il suo abbandono a favore della derivata Smart Car.
Attualmente il pianale CMP viene ancora utilizzato da diversi importanti modelli del Gruppo.
L’aggiornamento
Nel 2022 le vetture elettriche che sfruttano questa piattaforma sono state aggiornate. La prima vettura a utilizzare la versione aggiornata è la Jeep Avenger equipaggiata con motore elettrico da 400 Volt con potenza di 156 Cv e batteria da 51 kWh. Anche l’Alfa Romeo Junior utilizza la medesima base tecnologica della Avenger.
Evoluzione della piattaforma CMP, la Smart Car è l’architettura modulare sviluppata da Stellantis per i segmenti B e C. La base di partenza di questo pianale è la Citroën C3 destinata al Sud America e all’India. Progettata per offrire spazio, efficienza e contenimento dei costi, è compatibile con motori elettrici ibridi e termici. Pensata per presidiare la fascia di ingresso della gamma, risponde all’offensiva dei costruttori cinesi puntando su modelli compatti, accessibili e tecnologicamente aggiornati.
Ha debuttato sulla Citroën ë-C3 ed è la base tecnica di veicoli chiave come la Fiat Grande Panda, Citroën C3 e C3 Aircross. Verrà utilizzata anche per la Giga Panda, ossia una versione allungata della Panda che andrà a colmare il vuoto lasciato dalla Fiat Tipo, che uscirà di scena nel 2026. Al momento nessuno modello che utilizza questo pianale è prodotto in Italia; la Grande Panda viene infatti assembrata in Serbia nell’impianto di Kragujevac.
La prima piattaforma della famiglia STLA a fare il debutto è stata la Medium, una base tecnica pensata per veicoli lunghi da 430 a 490 cm, con passo da 270 a 290 cm e una distanza minima da terra che può arrivare a 22 cm. L’autonomia elettrica arriva a 700 km ed è possibile l’integrazione totale con sistemi Adas di livello avanzato. Il primo modello che l’ha utilizzata è la Peugeot 3008 seguita dalla “cugina” Peugeot 5008 e dall’Opel Grandland.
La STLA Medium consente di realizzare modelli termici, ibridi e full electric sulla stessa struttura, riducendo costi e complessità industriale. Questo permette a Stellantis di adattarsi rapidamente alla domanda dei diversi mercati.
È l’unico pianale della famiglia STLA a essere Nello stabilimento italiano di Melfi vengono prodotte la Jeep Compass di nuova generazione e la DS N°8, entrambe ingegnerizzate sul pianale STLA Medium. Mentre nel 2027 è atteso il debutto della nuova Lancia Gamma.
STLA Large è la piattaforma nativamente elettrica, progettata per costituire la base tecnica di una gamma di veicoli di segmento D ed E destinati ai mercati globali. Alfa Romeo Giulia e Stelvio di nuova generazione utilizzeranno questa piattaforma. Stellantis ha deciso di ritardare l’uscita di questi due importanti modelli, inizialmente concepiti solo elettrici, per un “riallineamento” della domanda di mercato delle auto a batteria in Europa. Una delle ragioni del ritardo nello sviluppo risiederebbe nella difficoltà di adattare questa piattaforma a unità a combustione interna e ibridi.
Si tratta di un’architettura flessibile, pensata per offrire adattabilità a molteplici configurazioni meccaniche e stilistiche. La piattaforma è stata sviluppata per rispondere alla crescente domanda di vetture elettrificate nei principali mercati internazionali, in particolare in Nord America, dove sarà adottata inizialmente dai marchi Dodge e Jeep, seguiti da Alfa Romeo, Chrysler e Maserati. Sono otto i modelli in fase di lancio nel triennio 2024-2026. Può essere impiegata per vetture di lunghezze variabili tra 4,76 e 5,13 metri, larghezze fino a 2,03 metri e passi compresi tra 2,87 e 3,08 metri. Il diametro massimo degli pneumatici supportati arriva a 858 mm, con altezza da terra compresa tra 140 e 288 mm.
La STLA Large si distingue per la possibilità di variare parametri come passo, lunghezza, larghezza, altezza complessiva e altezza da terra. Il telaio monoscocca consente di realizzare berline, crossover, suv, modelli ad alte prestazioni e fuoristrada. Le configurazioni meccaniche supportate comprendono trazione anteriore, posteriore o integrale, con motori montati sia in posizione trasversale sia longitudinale.
Dal punto di vista tecnico è predisposta per sistemi di propulsione elettrica a 400 e 800 volt. Gli EDM (moduli di propulsione elettrica) integrano motore, inverter e riduttore, mentre l’inverter utilizza semiconduttori al carburo di silicio, una scelta tecnologica che contribuisce a ridurre le perdite di energia e migliorare l’autonomia complessiva.
Le batterie utilizzabile hanno una capacità compresa tra 85 e 118 kWh, con un’autonomia fino a 800 chilometri nelle configurazioni berlina. È prevista la possibilità di aggiornamenti software over-the-air.
Oltre all’hardware, Stellantis investe in modo importante anche nel software. Le nuove piattaforme sono progettate per supportare gli aggiornamenti over-the-air (OTA) e i futuri sistemi di guida autonoma. Questo è un passo decisivo verso la “software-defined car”, ovvero l’auto che evolve nel tempo, proprio come uno smartphone.
In parallelo, il gruppo ha inaugurato il nuovo Battery Technology Center a Torino, dedicato allo sviluppo e test di celle, pacchi batteria e sistemi di gestione per le BEV (Battery Electric Vehicle), rafforzando la propria filiera europea.
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