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Stellantis: dopo 20 miliardi di perdite punta sulle auto popolari

di Emiliano Ragoni - 26/02/2026

Una frenata brusca e un drastico cambio di rotta. Per Stellantis il conto del 2025 è salato e lascia il segno: una perdita netta di 20,1 miliardi di euro nel secondo semestre. A pesare sui conti del colosso automobilistico è stato principalmente il passo indietro sulle auto elettriche; una transizione che l’azienda aveva spinto con forza ma che si è scontrata con la realtà del mercato, più lento del previsto a supportare il passaggio verso le auto a corrente.

Per uscire dalla crisi, la ricetta del Ceo Antonio Filosa è chiara: correggere gli errori del passato, tagliare i prezzi e tornare a presidiare il mercato con vetture più accessibili e popolari, rispondendo alla reale domanda dei consumatori.

1. Il peso di una transizione sovrastimata

Stellantis, come abbiamo visto in questo articolo, ha dovuto contabilizzare ben 25,4 miliardi di euro di svalutazioni nel corso dello scorso anno. Come ha ammesso lo stesso Filosa, questi risultati riflettono “il costo di aver sovrastimato il ritmo della transizione energetica“.

L’illusione che il mercato fosse pronto per un passaggio di massa e rapido all’elettrico ha portato a:

  • Perdite operative rettificate per 1,38 miliardi di euro negli ultimi sei mesi del 2025.
  • Un rosso concentrato soprattutto in Nord America (-941 milioni di euro).
  • Lo stop alla distribuzione dei dividendi per gli azionisti nell’anno in corso.

2. L’eredità di Tavares e la cura Filosa

L’elettrico non è l’unico imputato. Le ragioni sono da ricercare più in profondità (qui la nostro analisi) e in parte ascrivili alla pericolosa deriva intrapresa anche da altri costruttori.

Il nuovo corso di Stellantis sta facendo i conti con la pesante eredità lasciata dall’ex amministratore delegato Carlos Tavares. La sua politica incentrata su drastici tagli ai costi e sulla ricerca ossessiva dell’efficienza ha generato danni collaterali significativi, tra cui il calo della qualità dei veicoli -vedi il perdurante caso del motore PureTech– e listini inspiegabilmente alti che hanno allontanato la clientela media.

Oggi Filosa sta lavorando per ricucire lo strappo. Le svalutazioni a bilancio includono infatti circa 6,5 miliardi di euro in contanti (spalmati in quattro anni dal 2026) per coprire i costi di risoluzione dei problemi di qualità. In Europa, a pesare sui conti, è stata anche la costosa campagna di richiamo degli airbag Takata (qui per saperne di più).

3. Il ritorno ai grandi volumi e ai prezzi accessibili

Per recuperare le quote di mercato perdute, Stellantis sta attuando una strategia aggressiva di taglio dei prezzi, già avviata in Francia. L’obiettivo è riposizionare i propri veicoli, offrendo “auto popolari” e concrete che possano far ripartire le vendite in modo capillare. Il ritorno del diesel in Europa e del V8 Hemi in America sono altri esempi che vanno in questa direzione.

I primi segnali positivi di questa inversione di tendenza si vedono già:

  • In Nord America le consegne sono balzate del 39%, raggiungendo quota 825.000 veicoli.
  • In Europa, le vendite di marchi storici e di grande diffusione come Fiat, Peugeot e Opel hanno tenuto botta, rimanendo stabili a 1,2 milioni di unità.

Il prossimo 21 maggio, in occasione del Capital Markets Day negli Stati Uniti, Filosa presenterà i dettagli del piano di rilancio per i 14 marchi del gruppo.

4. I numeri della crisi e le previsioni future

Voce Finanziaria Periodo Valore Impatto Note Strategiche
Svalutazioni Totali Anno 2025 25,4 Mld € NERO Costo della sovrastima sulla transizione EV.
Perdita Netta H2 2025 20,1 Mld € ROSSO Impatto globale sul secondo semestre.
Perdita Operativa N.A. H2 2025 941 Mln € ROSSO Mercato nordamericano in sofferenza ma in ripresa (+39% consegne).
Previsione Ricavi Netti Anno 2026 + 4-6% GIALLO Stima “mid-single-digit” grazie ai nuovi modelli.
Free Cash Flow Ind. Anno 2027 Positivo VERDE Ritorno in attivo previsto a completamento del piano.

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