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Robot in fabbrica: ecco perché i lavoratori Hyundai hanno paura

di Emiliano Ragoni - 23/01/2026

In Corea del Sud, il sindacato della Hyundai ha lanciato un duro monito all’azienda: l’introduzione di robot umanoidi senza l’approvazione dei rappresentanti dei lavoratori è inaccettabile e rischierebbe di causare ‘shock occupazionali’.

Sebbene il piano di Hyundai di impiegare questi robot a partire dal 2028 abbia spinto le azioni a livelli record, la notizia ha creato forte malcontento tra i dipendenti. In una lettera interna, diffusa dalla Reuters, il sindacato è stato categorico: “Senza un accordo tra lavoratori e direzione, nessun robot basato su nuove tecnologie potrà entrare sul posto di lavoro”.

I robot della Hyundai

Come abbiamo visto all’interno del nostro speciale sul CES 2026, Hyundai ha svelato la versione che andrà in produzione del robot umanoide Atlas, sviluppato insieme alla Boston Dynamics.

L’azienda ha dichiarato di voler costruire una fabbrica in grado di produrre 30.000 unità robotiche all’anno entro il 2028 e di prevedere l’impiego di robot umanoidi nel suo stabilimento statunitense in Georgia a partire dallo stesso anno, con l’obiettivo di estenderne l’adozione a tutti i siti produttivi. Da queste dichiarazioni di intenti nascono i timori del sindacato, che ha accusato la Hyundai del tentativo di aumentare i profitti utilizzando i robot per ridurre la forza lavoro.

Cosa può fare il robot Atlas?

Atlas dispone di 56 gradi di libertà, articolazioni a rotazione completa e mani in scala umana con sensori tattili, pensate per manipolare oggetti in contesti industriali reali. Boston Dynamics, grazie a una partnership con Google DeepMind, è riuscita a combinare la propria “athletic intelligence” con sofisticati modelli di apprendimento. Questi robot saranno quindi capaci di apprendere rapidamente nuovi compiti.

Inizialmente questi robot umanoidi verranno impiegati per compiti come il sequencing delle parti, per arrivare entro il 2030 ad attività più ripetitive, pesanti e complesse, inclusi compiti di assemblaggio. Secondo Hyundai umani e robot sono co-worker; con gli umanoidi progettati per assistere e collaborare con le persone, a partire dalle fabbriche.

Ma i lavoratori devono avere paura?

Fino a qualche anno fa programmare robot tradizionali era molto costoso. L’avvento dell’IA ha reso l’addestramento più rapido ed economico. Le persone possono “insegnare” ai robot i movimenti e i comportamenti usando joystick o video, e il sistema di IA elabora queste informazioni per agire in nuovi scenari.

I robot, secondo Toyota, svolgeranno i compiti più faticosi e ripetitivi, lasciando agli umani l’addestramento dei sistemi e la supervisione. Con l’aumento della produttività, si apre la porta a una nuova era di iper-personalizzazione: le auto del futuro potrebbero essere quasi uniche, realizzate su misura per ogni cliente.

Gli operai che lavorano sulla linea di montaggio non dovrebbero nutrire timori verso i robot, che nei prossimi anni saranno in grado di svolgere mansioni sempre più faticose e sofisticate. L’apporto umano resterà fondamentale: semplicemente, il lavoro si evolverà. L’operaio sarà quindi chiamato a svolgere delle mansioni meno usuranti dal punto di vista fisico ma più decisionali e organizzative.

 

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